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Vittoria!

fiorentina roma

di Antonio Frati | 19 settembre 2016

La Fiorentina batte per 1-0 la Roma quasi all’ultimo tuffo, con un gran tiro di Milan Badelj che bacia il palo alla destra di Sczcesny e si insacca inesorabile proprio sotto la Fiesole. Esplode il Franchi e la sua Curva, fino ad allora quasi un contorno anziché protagonista di queste sfide come accadeva qualche anno fa. Cambiano i tempi, il tifo e purtroppo il calcio, la convinzione è che se non ci sarà vera svolta di tutto il movimento calcistico a favore dei veri protagonisti degli stadi italiani, i tifosi, sarà inevitabilmente un ambiente sempre più soporifero e scontato, banalmente prigioniero di musichette da bambini e pubblicità assordanti. Meno male che il calcio scontato non lo è per niente e presenta ancora motivi di illusione, soprattutto sportiva dopo partite come Fiorentina-Roma. Vince anche Paulo Sousa, a mio avviso troppo bistrattato e criticato in questo periodo, brutta e triste abitudine degli ultimi anni quella di voler chiedere sempre di più al mister di turno senza avere ben chiari gli scenari e i valori reali della rosa a disposizione, i mille problemi gestionali, tecnici e tattici di una rosa raffazzonata e piena di contraddizioni vere.  La partita è stata combattuta, la Roma scende in campo con tanti buoni propositi, una regia affidata più che alla mediana, ai lanci lunghi e taglienti di Florenzi per Dzeko che per una buona mezz’ora fa impazzire i centrali viola, troppo concentrati sul pallone e troppo poco nella marcatura in area. Un po’ di buona sorte aiuta la Fiorentina, lo statuario centravanti giallorosso sbaglia in due occasioni, Perotti non ridicolizza Tomovic come si poteva immaginare alla vigilia della partita, Milic difende bene la sua zona infestata dalle possibili fughe e giocate dell’odiatissimo Salah che alla fine verrà sostituito fra i fischi debordanti di tutto lo stadio fiorentino. Badelj prova a ragionare fra Nainggolan, Strootman e De Rossi che pressa anche più avanti potendoselo permettere, vista la quasi totale assenza dell’attacco viola, ridotto ad un solo elemento, Nikola Kalinic, ancora una volta lasciato troppo solo in mezzo ai centrali avversari e quasi mai supportato a dovere da Ilicic, da un inguardabile Tello e neanche da Borja Valero, che magari gioca fuori ruolo, ma che fa anche una fatica tremenda a trovarsi e ritagliarsi spazi e tempi per creare il suo calcio o cambiare quello che non va all’interno della gara. Ovviamente non solo per demerito suo, in campo ci sono la Roma e i suoi calciatori solidi, avversarsi di livello importante che non possono stare certamente a guardare senza rispondere colpo su colpo. Anzi per una buona fetta dell’incontro la Roma di Spalletti s’impossessa del match, fa girare palla e prova ad offendere in diverse occasioni. Tatarusanu è presente, la difesa viola prima soffre e poi prende le misure, Sanchez frena Nainggolan e ruggisce anche per Badelj che non perde comunque mai la calma e la pazienza in mezzo a quel turbillion di tagli giallorossi. Nella ripresa Tello e Ilicic rispondono ancora assente, l’inizio è di marca viola con Milic che in diagonale fa partire un bel sinistro che Sczcesny toglie dalla porta con un grande intervento d’istinto. Il 3-4-2-1 di Sousa crea poco o nulla davanti, non si ricordando infatti fraseggi o triangolazioni fra calciatori viola in grado di portare al tiro Kalinic e compagni. Entra Bernardeschi per Tello, la Fiorentina ha un’altra occasione questa volta su calcio d’angolo con Kalinic che quasi non crede di essere solo in mezzo all’area davanti al portiere e schiaccia centralmente. L’inerzia della partia cambia, Sousa come già mostrato anche in coppa decide di non chiudersi del tutto per difendere e basta ma inserisce la seconda punta Babacar col preciso intento di non facilitare l’inevitabile ritorno giallorosso nel finale di gara. Mossa che per me si rivela vincente, più sotto l’aspetto della mentalità che come risultati tattico immediato, il messaggio dato è stato quello di continuare a crederci nonostante le difficoltà.  A dieci dal termine la Roma trova lo spiraglio per far male alla Fiorentina, col subentrato Totti che serve magistralmente sulla corsa Nainggolan, gran botta di prima intenzione e pallone che si stampa sul palo, sembra anche per una leggerissima quanto provvidenziale deviazione di Tatarusanu. Tre minuti dopo, l’azione che decide la partita. Borja Valero taglia il campo palla al piede verso Milic, la palla ritorna allo spagnolo che vede Tomovic venirgli incontro, tocco all’indietro col contagiri per l’accorrente Badelj, gran botta rasoterra che passa fra le gambe di Kalinic (in sospetto fuori gioco ma ininfluente col portiere giallorosso già proteso in tuffo), sbatte sul palo e gonfia la rete. Il finale è convulso, ci prova El Sharaawy, Tata è attento, Sanchez rincorre e sperona tutto quello che gli capita a tiro e anche oltre. Esordisce Cristoforo che rileva Kalinic, ci prova l’eterno Totti a dare l’ennesimo dispiacere calcistico alla Fiorentina, ma il suo tiro finisce sul fondo. L’arbitro fischia la fine, dal Franchi  si alza finalmente l’urlo liberatorio per la seconda vittoria in campionato in tre turni. Vittoria importante, di platino per molti aspetti, ma che non deve far illudere nessuno nell’ambiente viola. Ci sono molte, troppe cose ancora da registrare e su cui Paulo Sousa dovrà lavorare. I casi Tello e Bernardeschi da risolvere velocemente sia in campo che nello spogliatoio. Ma gli aspetti tecnici e tattici per una volta si possono lasciare da parte per godersi questo inaspettato momento di felicità. L’importante sarà prendere questi tre punti non come punto d’arrivo, ma come partenza.  Queste sono vittorie che se prese nella giusta maniera possono davvero far cambiare in positivo tutto un ambiente, basta non credere che la Fiorentina abbia risolto i molti problemi che ancora ha con una vittoria, seppur importante. Ma questo è il lavoro per l’allenatore, ripartire da qui si può eccome, dopo una vittoria in casa con la Roma forse è anche più facile che dopo una brutta sconfitta. Il calendario si fa serrato e il tempo è tiranno però, fra due giorni infatti la Serie A scenderà di nuovo in campo per il turno infrasettimanale. La Fiorentina sarà in trasferta ad Udine, campo da sempre ostico per la Fiorentina.

 

Antonio Frati.

2 commenti

  1. Ciao Janes, il modulo piace poco anche a me, ma Sousa ne sta provato diversi proprio per trovare la quadratura del cerchio. All’interno della stessa partita ne cambia diversi, per un calciatore certamente non è l’ideale per trovarsi a meraviglia in uno schieramento tattico, ma per ora è così. C’è da dire che ha avuto la squadra al completo quasi a fine agosto. Il problema per me è tutti lì. Saluti.

  2. Grande vittoria! Onestamente non credevo proprio di poter vincere. La squadra è meno brillante dello scorso anno ma difende meglio. Sono d’accordo con Antonio su quasi tutto, Paulo Sousa continua a insisere su un modulo che a me non convince ma finchè vinciamo tutto bene. Tello inguardabile. Milic ha giocato una SIGNORA partita su Salah mai troppo pericoloso. Avanti Viola!

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