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Una Fede(rico) Viola

Chiesa Bernardeschi

di Matteo Bellini | 23 dicembre 2016

Finisce la prima parte di stagione, con la strana sensazione che ci accompagna da quindici anni, del vorrei ma non posso, ma molto probabilmente, in acf fiorentina, non si vuole neanche.

La fase offensiva inizia a delinearsi, Bernardeschi sta finalmente mettendo fuori e costantemente tutte le sue qualità, che fino a non molto tempo fa, erano inespresse. Molto del merito della crescita di questo ragazzo a mio modo di vedere, è attribuibile a Paulo Sousa, che ha usato con lui bastone e carota, gli ha ritagliato inizialmente, un ruolo di sacrificio, insegnandogli a correre e difendere, adesso che con un pò di esperienza e malizia in più riesce a saltare l’uomo con continuità e puntare la porta sta diventando un giocatore che fa la differenza.

L’altro enfant prodige, Chiesa, è già giocatore di calcio a 19 anni, non ha la qualità di Bernardeschi, ma ha una cattiveria agonistica e una fame di vittoria del grande campione, era tanto tempo che non vedevo un 19enne entrare in campo con il piglio del campione fin dalla prima presenza, nei suoi occhi vedi tutta la sua determinazione. Mi è capitato di rivederlo in qualche partita coi pari età in primavera, pazzesco, si beve tutti; tre mesi di allenamento con i grandi ed è migliorato ogni giorno di più, si vede che ha voglia di imparare e lavorare, gran merito va anche al padre, Enrico, insieme a tutta la famiglia, hanno giocato un ruolo fondamentale nella crescita così rapida a livello mentale, e anche a livello tattico di questo ragazzo. Chiesa in campo sa sempre cosa fare, copre il campo con l’intelligenza e l’esperienza di un giocatore con 400 presenze sulle spalle, unendo il tutto con la spensieratezza e le freschezza del pischello.

Tatticamente, un allenatore deve esaltare le qualità dei migliori, sistemando il contorno in base a loro, in questo momento loro due devono giocare ai lati della punta, in un 433 o 4231 con il trequartista che rientra molto, Borja potrebbe essere il giocatore perfetto.

Vedere giocare la Fiorentina ieri, dalla metà campo in su mi ha nuovamente emozionato, due pischelli nati e cresciuti nel nostro vivaio, che fanno la differenza, SPLENDORE UNICO, UNA LUCE VIOLA. Purtroppo c’è sempre il però, continuare a vedere il solito Tomovic fare almeno una cazzata grave a partita mi fa disperare, ed è per questo che viene fuori il solito j’accuse, non è comprensibile che un giocatore come lui, abbia uno stipendio da top della fiorentina, che stia 8 anni a Firenze, che sia un titolare inamovibile e che abbia la fascia di capitano al braccio. Se interessasse il risultato sportivo, non giocherebbe mai titolare nella fiorentina, se interessasse il risultato sportivo,  la società comprerebbe un terzino destro e un terzino sinistro che diano protezione ai due ragazzini terribili, lasciandoli più liberi di pensare alla fase offensiva, ed un bel centrocampista a dar fiato a Borja, Badelj e Vecino. Puntellando la rosa in modo opportuno, questa squadra se in forma fisica buona, può giocarsi la partita secca quasi contro tutti in Italia e in Europa League, mi accontenterei di poco, una Coppettina Italia… E non mi interessa nemmeno investimenti stratosferici, in serie B ci sono giocatori interessantissimi, che costano il giusto, basta vedere quelli saliti quest’anno, come Kessie, un paio del Pescara, che messi in una squadra rodata, farebbero il loro, Verre su tutti.

I giovani, sono questi giocatori che hanno sempre fatto innamorare il fiorentino, e possono far rinascere la passione totale al tifoso gigliato. La strada intrapresa, con il ritorno di Antognoni è molto interessante, diamo continuità ascoltando le esigenze del tifoso, e la storia di Firenze, che da sempre, ha acquistato i migliori under 21 italiani.

 

Matteo Bellini

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