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U’bacalhau marchigiao

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di Matteo Bellini | 24 novembre 2016

Quando arrivarono ad Agosto 2002, credevo fossero i proprietari di Valleverde, già immaginavo scene epiche, con Eddie Irvine e le sue vallverdformula a fine primo tempo, in mezzo al campo, sorrisone a 32 denti e pollicione in su, intento a sponsorizzare il marchio del proprietario.

Errore, errore grossolano… questi son più ricchi di valleverde, i Della Valle sono quelli di Hogan, Fay e Tod’s, oltre a tutte le varie partecipazioni nei più importanti asset italiani, molte delle quali acquistate post 2002. Diciamocelo in tutta franchezza ed onestà, Della Valle era già un grandissimo imprenditore, avrebbe sicuramente continuato il suo percorso di scalata anche senza la Fiorentina, ma sicuramente, la pubblicità derivata dalla maglia viola, e la visibilità di un palcoscenico importante come il calcio, hanno permesso di associare il suo faccione ai marchi, cosa che prima del 01/08/2002 in pochi sapevano fare. Di conseguenza le comparsate in Tv sono aumentate improvvisamente, e una sua entrata in politica è stata più volte caldeggiata.

 

Scottati dall’esperienza Cecchi Gori, fallito per circa 40 miliardi di vecchie lire, nonostante che il patrimonio dei soli giocatori fosse più alto, ma soprattutto con la Lazio a cui è stato permesso di spalmare 140 milioni di euro in 23 anni, interessi compresi, un imprenditore così a Firenze, ci sembrava il massimo, quanto a Vittorio… senza tanti giri di parole, e con ancora la forte arrabbiatura e depressione di quei giorni, dopo 14 anni possiamo dirlo, e fu messo n’i’mezzo!!!

 

Il nuovo corso si apre con un ampio credito a Della Valle, da subito ammiriamo la bravura nella gestione economica, evidenziando le più piccole attenzioni, come chiamare la società Florentia Viola, facendola oltretutto giocare in bianco per non rischiare “una continuità aziendale e sportiva”, che a detta loro avrebbe potuto portare richieste di risarcimenti. Ai tempi venivano fatti paragoni, ricordando con amarezza, il famoso fax colombiano, e intanto lo scudetto, promesso entro il 2011 si avvicinava sempre più.

Eravamo tutti entusiasti, finalmente con un babbo ricco ed attento, che non avrebbe mai dilapidato un patrimonio in zafferano, falsi consigli e attempate soubrette!

 

Per puro approfondimento la stampa e le radio cittadine ci parlavano della bravura di questi imprenditori, sbarcati dalle marche in terra Fiorentina, aziende all’avanguardia, dove tutto funziona alla perfezione, stipendi tra i più alti della categoria, asili e scuole interne all’azienda.

Roba innovativa per l’Italia, veramente all’avanguardia, dopo un po’ di tempo, tra le nostre paure, don Diego si permise di sbeffeggiare la famiglia Berlusconi e la famiglia Agnelli, proprio come fece il povero Vittorione decenni prima. Vittorio affondo poco dopo, mentre le aziende di Della Valle ad oggi non hanno subito ancora il contraccolpo. Mettendo poi, il carico da novanta, anni dopo, dando di deficienti a 5 ministri della repubblica Italiana.

Per tutti questi motivi, credevamo tutti di aver trovato quello che cercavamo da decenni, un uomo che ci conducesse verso il potere, eravamo tutti possibilisti sul nostro ingresso nelle stanze giuste, direttamente dalla porta principale.

 

Così fu, ma fu anche molto breve, dopo un anno dal nostro ingresso, ci ritrovammo in fondo alla classifica, con 45 punti di penalizzazione e l’onta incancellabile di aver navigato a braccetto con la juve, cosa rimarcata in tutti gli stadi italiani. Da quel giorno, del lontano agosto 2006, piano piano, Diego ha abbandonato il progetto scudetto entro il 2011, lasciando al fratello Andrea le redini del comando, che poco dopo passarono nelle corti mani del prode Cognigni, passando rapidamente da un progetto in evoluzione, ad uno in involuzione.

Se Cognigni è considerato il terzo fratello, si può dire che le ultime simpaticissime vicissitudine accadute IN FIORENTINA, arrivano direttamente dalla famiglia Della Valle, elencandole in ordine più o meno sparso… Berbatov, Salah, terzino destro mancante da 10 anni, Mammana, Milinkovic Savic, la querelle Prandelli, quella di Montella fino ad arrivare all’ultimo capitolo.

 

La novella Paulo Sousa. Ormai è palese che il mister li stia sfidando, le motivazioni possono essere molteplici, ma è palese che il mister ha avuto una serie di promesse non mantenute, sia quando è arrivato, che a gennaio di anno scorso, oltre a quelle di fine anno scorso per ripartire con nuova verve quest’anno.

Ti capiamo, tutti, ma adesso pretendiamo e meritiamo di più da te caro Paulino, io sinceramente ti do molte attenuanti, ma adesso basta, se non ce la fai più dimettiti.

Non parlo di campo, perché per me, con questa rosa, ha fatto più che il massimo anno scorso, e ancor di più quest’anno.

Hai dimostrato, tutti sappiamo quello che hanno fatto, ma adesso DIMETTITI, fai l’uomo, non fare i’baccalau!

 

Sappiamo tutti che i pesci puzzano dalla testa, e che Sousa ha colpe marginali, e quindi mi chiedo, la società perché non lo esonera? Il capo del comparto sportivo è sempre a cercare la mosca nelle olive o esiste?

E senza andare ad ipotizzare niente, mi pongo tra me e me tante domande che non verranno mai fatte dalla stampa ai nostri proprietari.

 

  1. Ma se alla Tod’s si rompe un macchinario che produce scarpe, lo cambiano o no?
  2. Se alla Tod’s, un dipendente si permette di denigrarli continuamente, lo licenziano o no?
  3. Alla Tod’s permetterebbero mai che mancasse un macchinario specifico per 10 anni?
  4. Alla Tod’s permetterebbero mai che vengano buttati soldi su macchinari inutili, quando mancano quelli utili?

Ce ne sarebbe tante altre sulla solita falsariga, ma ve le risparmio.

 

Ma come mai, in tutte le loro aziende sono attentissimi al più piccolo particolare e qua no? Come mai, prima si stava attenti a non giocare neanche in viola, e ora si fa figure cacine ovunque? Ma perchè queste cose succedono solo IN FIORENTINA? Io proprio non capisco come faccia un’industriale così importante a fare la figura del bacalhau solo in un’azienda, MA NON E’ CHE… i’baccalau lo fa chi gli crede ancora?

 

Matteo Bellini

 

Un commento

  1. 10 e LODE, Bellini. 10 e LODE. Aggiungo che il jolly Cognigni fa più danni di vaiolo, peste nera, febbre del Nilo, ebola e colera messi insieme, tutto in un unico soggetto, IMPRESSIONANTE! Con la sua sola presenza e col suo semplice intrattenere rapporti umani con chi gli è prossimo, ad esclusione dei fratelli Della Valle, che pare abbiano immunità misteriosa al morbo/morbi, e del povero Corvino, la cui istruzione militare o para-militare ben lo predispone a subire le ancgherie del jolly, EGLI provoca disastri la cui inenarrabilità è solo pari alla loro ampiezza e virulenza. W la Verità!

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