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Torino-Fiorentina

Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

di Antonio Frati | 2 ottobre 2016

Torino-Fiorentina si presenta come una delle partite spartiacque nei calendari delle squadre, che può indirizzare una stagione senso positivo o meno. La Fiorentina di Paulo Sousa si presenta all’appuntamento con il quart’ultimo attacco e la miglior difesa della Serie A, numeri particolari, figli di una rosa particolare, non completa e poco logica. Il mister sta cercando di tirare le file per stabilire gerarchie e ruoli migliori per ognuno dei propri calciatori e stabilire anche il miglior assetto tattico possibile. Molte sono state le prove, altrettanti gli infortuni con i quali Sousa ha avuto a che fare e che hanno impedito sicuramente una più veloce sistemazione tattica della propria rosa. Anche gli acquisti arrivati gli ultimi giorni di mercato hanno avuto gran parte in questo ritardato assetto tattico, chiaro e definitivo. Il Torino di Mihajlovic invece viene da stagioni dicerse, hanno sofferto con alternanza nei risultati e negli obbiettivi, ma hanno avuto un insegnante di calcio vero come Ventura che ha potuto lavorare su giovani interessanti, neanche giovanissimi, ma sicuramente su prospetti per i quali la Fiorentina negli ultimi anni non avrebbe neanche potuto (o voluto) presentare un’offerta. Il 4-3-3 granata imbastito dall’ex Sinisa, è un modulo neanche troppo particolare, con due centrali difensivi, due esterni bassi, un regista, due mezz’ali, un centravanti e due esterni d’attacco. Semplice, lineare, poco ricercato nelle varianti, ma è un modulo tattico vero e serio all’interno del quale sia i titolari che chi li sostituisce, iniziano a trovarsi davvero a meraviglia. Belotti ha già iniziato a fare sul serio, il giovanissimo ma molto interessante Luca Boyé (’96) e Iago Falqué molto adatti sia a supportare il centravanti italiano a fare da raccordo con la mediana, senza considerare che J. Martinez e Maxi Lopez possono essere alternative importanti, con Adem Ljajic ancora fuori per infortunio. Vives in regia con Valdifiori, insomma senza dilungarci troppo su tutti i componenti della rosa, possiamo tranquillamente affermare che il Torino ha una rosa completa, con valide alternative per ogni ruolo, una rosa costruita con criterio davvero, nella quale sono arrivati anche calciatori voluti dal mister come De Silvestri, certamente non un fenomeno, ma perfetto per il suo schema tattico. Completare una rosa e fare pochi acquisti mirati ma ascoltando il proprio condottiero è il sale del calcio, l’esatto contrario di quello che è avvenuto quest’estate nella Fiorentina. Di mercato però oggi non ha più senso parlare, la squadra è questa e movimenti non ce ne saranno forse neanche a Gennaio, ma era tanto per inquadrare la situazione tecnica e tattica con la quale arrivano le due squadre a quest’incontro. Comunque sia per la Fiorentina sono 8 i punti in 4 partite dopo la sconfitta con la Juventus, abbiamo una partita in meno e da recuperare contro il Genoa fuori casa. La condizione fisica sta crescendo un po’ per tutti ed insieme ad essa iniziano a delinearsi anche ruoli e gerarchie all’interno della rosa. Salcedo si sta conquistando un posto da titolare davvero, unica e lieta sorpresa di quest’inizio di campionato. Paulo Sousa anche con la partita di Europa League dove la Fiorentina ha maramaldeggiato sul Qarabagper 5-1, ha provato uno schieramento a due punte, meno gioco sulle fasce e più accentrato, con più presenza in area. L’avversario sicuramente non ha fornito i giusti riscontri, ma questo è forse l’unico modo per coinvolgere Babacar da titolare e non lasciare troppo isolato Kalinic, sfiancandolo col solito inutile lavoro per la squadra che poi lo lascia isolato e non lo mette in condizione di battere a rete quasi ma io troppo poco. La partita contro il Toro potrebbe offrire un’altra occasione per il cambiamento già visto nelle ultime partite, prima un tempo e poi dall’inizio come in coppa. Il rientro di Vecino potrebbe agevolare questa tendenza per riportare una mediana a tre elementi, più giusta per proteggere i centrali difensivi e ridare fosforo e gamba nel ribaltamento in avanti delle azioni.  Certo che se dovesse essere questo il cambiamento non si può poi prescindere dal ritorno a 4 dietro, magari col rientro di Astori accanto a Gonzalo, Salcedo come alternativa ai due o al posto di Tomovic, uno fra Milic e Olivera a sinistra. I dubbi più importanti per Paulo Sousa sono nella parte avanzata dove in realtà il mister ha anche più alternative tattiche. Una di queste è  riproporre le due punte (Zarate-Baba, Zarate-Kalinic ma anche Babacar-Kalinic come in coppa) con un trequartista con Borja a fare da spola fra centrocampo e attacco, o continuare con l’attacco ad un solo elemento ma supportato da due mezze punte, magari con la coppia Ilicic Bernardeschi. Rischia il posto Tello in questo momento, forse l’unico calciatore non in crescita e che ha la collocazione tattica più complicata di tutti gli altri non riuscendo ne’ a supportare l’attaccante, ne’ a dare una mano al centrocampo. Vedremo cos’ha in mente Sousa e quali saranno le indicazioni finali arrivate dalle ultime prove fatte negli allenamenti. Poi sarà una festa come sempre sugli spalti, con lo storico gemellaggio fra le tifoserie, da sempre legate nella lealtà e nell’odio verso la nemica Juventus.  Sperando che per la Fiorentina possa essere una festa anche in campo ovviamente, Torino è stata e resterà granata!

2 commenti

  1. Ci hanno lasciati giocare a 60 metri dalla loro porta, pressandoci solo nella loro trequarti. Sinisa ce l’ha incartata e forse Sousa non è riuscito a cambiare l’andazzo. Questa squadra ha dei limiti evidenti nella mediana, zona nevralgica di ogni squadra con delle ambizioni. Il Toro che pure non ha dei fenomeni in mezzo, ma corsa e polmoni si, fa quello che deve fare. Noi non abbiamo ne fenomeni ne corsa e polmoni. E non riusciamo a dare soluzioni diverse all’interno di una partita se le cose non si mettono come vogliamo noi. Certo che è nel manico anche il problema, ma nessuno dice a Bernardeschi di NON saltare un uomo o di sbagliare per forza ogni pallone che tocca. Bisogna avere il coraggio di fare delle scelte, anche drastiche se servono. Il tempo degli esperimenti credo sia finito. Altrimenti è un problema serio.

  2. La mente di Sousa non è pervenuta stavolta, e ‘pane salame’ Mihajlovic ci ha incartati per bene, come dei polletti ben arrostiti. Peggiore partita della stagione, per quanto mi riguarda, vedere scimmie impazzite al posto di calciatori non mi esalta per nulla, stavolta la non-linearità di Sousa gli ha dato alla testa, e il linearissimo Mihajlovic ci ha surclassati. Sousa si deve svegliare e fare un bel pò di ordine nel suo cervello e quindi in campo. Speriamo bene per il futuro. Giocatori o non giocatori stavolta è stato il manico a mancare, e di brutto.

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