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Teniamoci il punto

Sousa1

di Antonio Frati | 22 settembre 2016

La Fiorentina pareggia 2-2 ad Udine e porta a casa un punto importante più per le circostanze nelle quali è arrivato, che per il risultato in se. Iachini cambia ancora gli esterni bassi e presenta Perica al posto di Therau per il suo consueto 4-3-1-2. Paulo Sousa sorpende un po’ tutti se non per lo schieramento tattico, almeno per gli interpreti. Fa rifiatare Ilicic apparso non in grande spolvero contro la Roma, e anche Nikola Kalinic in vista della partita contro il Milan di domenica sera. Sorprende l’inserimento di De Maio dal primo minuto al posto dell’infortunato Astori quando quasi tutti si aspettavano l’esordio di Salcedo fra i titolari. Milic sulla fascia sinistra, Sanchez e Badelj davanti ad Rodriguez, ancora Tello ad agire sull’out destro. Finalmente si rivede Bernardeschi dall’inizio con Babacar e Borja Valero di supporto. Zarate ancora alle prese con i suoi problemi non sarà della partita neanche stavolta. Il modulo cambia leggermente da quello visto contro la Roma a Firenze e passa facilmente dal 3-4-2-1 al 3-4-1-2 con le posizioni di B.Valero e Bernardeschi. Come dicevamo alla vigilia, il Friuli è uno stadio che non ci ha mai dato troppe gioie e anche questa volta si è mostrato ostico alla Fiorentina. Primi 25 minuti di marca friulana con la Fiorentina che pensa più a contenere che creare gioco. Un’uscita sbagliata di Tatarusanu poi rimediata sul tiro di Badu, Zapata che sbaglia un gol su invito di Kone, sono il preludio al gol dello stesso centravanti colombiano al 26°: De Paul trova l’assist giusto, Zapata trasforma con la difesa viola che si fa sorprendere, anche se l’azione è viziata da un fuorigioco millimetrico. Quando si ha l’impressione che tutto potrebbe crollare per l’ennesima volta al Friuli, la Fiorentina tre minuti dopo reagisce. Grande azione di Tello fino a quel momento inesistente, gran corsa sulla fascia, palla indietro per Babacar che s’inventa uno splendido gol di tacco che fredda Karnezis sul primo palo! Milic presidia bene la sua zona, bel tiro di Bernardeschi su calcio piazzato che Karnezis para. Quando l’inerzia della gara sembra girare sul viola, a dieci secondi dal fischio di chiusura della prima frazione l’Udinese passa ancora in vantaggio, un po’ tutta la retroguardia di Paulo Sousa s’addormenta, s’accartoccia e troppo impaurita non riesce ad allontanare un pallone per 3-4 volte se non sui piedi degli avversari nella propria trequarti, ancora De Paul che ringrazia di cotanta bontà e piazza il secondo assist vincente, questa volta per Danilo che batte per la seconda volta Tatarusanu. Il gol allo scadere del primo tempo suona come una mazzata per la Fiorentina, che rientra invece con voglia all’inizio della ripresa. Cinque minuti e Bernardeschi mette un gran pallone in area dove si avventa ancora Babacar, Adnan lo stende e l’arbitro fischia il calcio di rigore. Il pallone scotta, molti si guardano ma è Bernardeschi a prendersi la responsabilità. Bel mancino aperto e freddo e palla in rete per il 2-2. La Fiorentina può sognare anche la vittoria, ma ora è l’Udinese a rimettere la testa fuori, Milic rischia un paio di volte il secondo giallo per bloccare i pericolosi ribaltamenti di fronte dei bianconeri, Tomovic stende Perica e viene ammonito anche lui. Brutta serata per Borja Valero, forse un po’ stanco, che non esce alla distanza come negli altri match disputati dalla Fiorentina e a metà ripresa Sousa lo manda a farsi la doccia facendo entrare Cristoforo al suo posto. Qualche minuto prima entra anche Kalinic al posto di un inspiegabile Tello che, assist per Baba a parte, non combina nient’altro in tutto il resto della partita. Questo cambio e l’inserimento di Federico Chiesa hanno per me lo stesso messaggio del cambio Ilicic-Babacar contro la Roma. Qui non si tirano i remi in barca e proviamo anche a vincerla questa gara. Ma manca poco oramai, Kalinic gira a vuoto, le squadre sembrano accontentarsi, la partita è stata brutta nonostante i 4 gol, molti errori da entrambe le parti. Penaranda crea scompiglio con la sua velocità ma alla fine non trova fortunatamente lo spunto giusto. Ci prova un vivacissimo Chiesa a sparigliare la carte  nel grigiore finale di un match strano, buttato e ripreso varie volte sia dall’Udinese che dalla Fiorentina. Alla fine il punto portato a casa dalla Fiorentina è un punto guadagnato, due volte in svantaggio e due volte i ragazzi in maglia viola sono andati a riprendersi il risultato, si poteva osare di più o essere più attenti, soprattutto sui palloni vaganti fra la trequarti e l’area di rigore, ma questo ha detto il campo. Miniserie da 7 punti in tre gare, ancora molte cose da aggiustare per la Fiorentina, nessun miracolo ma ordinaria amministrazione. Lo slancio avuto con l’importante vittoria contro la Roma non si è interrotto però e speriamo che ci segua fino alla gara contro il Milan dell’ex Montella. Sarà una partita molto particolare, in tutti i sensi.

Antonio Frati

3 commenti

  1. Bel pari.
    Devo ammettere che temevo di perdere dopo quel gol a 15 secondi dall’intervallo.

    Comunque è un buon punto e lo scorso anno tra Roma e udinese fuori avevamo fatto zero punti.

    Borja è stanco, Baba molto bene (speriamo abbia capito che può diventare un grandissimo), Berna a me è piaciuto nel suo ruolo. Con due punte secondo me giochiamo meglio

    Tello: va fatto giocare per pagarlo meno, purtroppo è così.

    L’arbitro c’ha voluto bene un paio di volte (e da Mazzoleni non me l’aspettavo)

    Devo però confessare che se non fosse stato che stavamo giocando noi, a vedere questa partita mi sarei addormentato

  2. Perfetta analisi!

  3. Punto guadagnatissimo, Frati, ma mancava la concentrazione giusta in certe fasi della gara. Secondo me l’impegno mentale del confronto con la Roma di domenica si è fatto sentire. Però valeva la pena sottolineare che con le due punte, Babacar e Kalinic, la squadra ha giocato senza affanni e senza rischiare nulla, contro squadracce chiuse come l’Udinese meglio tenerla presente questa soluzione, anche dalle corsie laterali c’era più spazio per noi con le due punte.

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