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State venendo a noia

Bernardo Brovarone

di Bernardo Brovarone | 3 ottobre 2016

È comunque sempre una questione di cuore, di valori,di rispetto,di professionalità di coerenza e di dignità. Una miscela esplosiva che in questo mondo ormai sepolto dagli interessi, dall’egoismo, dalle gole profonde, dai furfanti, dai bugiardi, dagli insensibili e dai corrotti, trova ormai pochissimo spazio per imporsi, per rendersi legge di vita, per essere messaggio sano e produttivo verso il futuro, per risanare un ambiente ormai saturo, vecchio andato a male, senza progettualità, con voragini ovunque tu metta le mani, e con risorse umane inespresse e molto spesso eliminate a priori dai gangster di turno. A Firenze siamo molto fortunati sotto questo aspetto, viviamo una vita parallela  a molti, con problematiche,isterismi, errori madornali,tradimenti, tromboni e quaquaraqua e cialtronerie varie,  ma sicuramente mantenendo sempre ben saldo un concetto di etica e di modus operandi che altrove risulta essere spesso merce rarissima. Ma viviamo comunque una situazione atipica, precaria per molti aspetti, soprattutto calcistici e comunicativi, ma anche legati alla programmazione e alle strategie, il calcio oggi ai livelli in cui siamo abituati a galleggiare richiede forte presenza sul territorio, altrettanta nelle sedi di competenza, capacità di stimolare esaltare affiancare sostenere il proprio gruppo di lavoro, rappresentare politicamente  e sportivamente un club così tanto prestigioso, creare suddivisione specifica e responsabilizzata in ogni angolo societario, in ognuno dei settori. La sensazione oggi è di avere a che fare con una società sempre abbastanza balbettante su più fronti, vogliosa di recuperare terreno su errori compiuti in passato, ma pur sempre lontana come mentalità, come conoscenze, come esperienze, come figura calcistica in generale. Sembrano tutti fare un percorso per interessi personali, ognuno ha una sua scheda da seguire ma senza mai dare la sensazione che possa usufruirne il collettivo, la Fiorentina sembra quasi una scuola di formazione per poi lanciarsi nella specializzazione e nel futuro che conta, ma per il singolo. Avete sbagliato portone cari miei, e tu caro Paulo Sousa primo su tutti. Il professionismo implica paletti da rispettare, etica da seguire, sei in una club fantastico, con tutti i suoi limiti operativi e concettuali, ma il tuo spessore, la tua intelligenza, la tua esperienza deve aiutare queste persone a crescere, a credere fortissimamente nelle cose che si fanno, parlo per i tuoi giocatori ma anche delle persone che vivono dentro quella società ogni giorno e che potrebbero trarre da una figura con un simile passato vantaggi enormi. È triste vedervi così, immaginarvi come in fin dei conti siete, un po’ distanti, un po’ orgogliosi, un po’ fenomeni, un po’ bambini, mai date la sensazione di spremervi tutti per una sola causa, ognuno di voi ha sempre qualcosa che impedisce di far chiudere questo benedetto cerchio, un giorno la frecciatina, un giorno la minaccina, un giorno la ramanzina, un giorno la faccina triste, un giorno la risatina……ma quelle mura sono fatte apposta per chiudersi a chiave, tutti insieme, e cercare di risolvere i problemi che un mondo come quello del pallone ogni minuto presenta. Manca da morire questa sinergia, questa semplicità nel condividere la quotidianità, questa sincerità nel fidarsi delle persone, questa leggerezza mista gioia nel programmare il futuro, questa fratellanza che una società come la Fiorentina ha quasi sempre avuto,anche nel legame morboso e intimo con la propria gente. Vi state ingarbugliando, vi state intrecciando da soli, ci sono ancora le risorse e i contenuti per riprendere il cammino e divertirsi tutti insieme, scrollatevi di dosso tutta questa boriosità, tutta questa faziosità, tutta questa megalomania. Questa città si conquista con la semplicità , con la verità, con l’impegno e l’umiltà ….non date più quella sensazione, e manca da morire…..

3 commenti

  1. Hai proprio ragione! !! Sono tifosa esagerata, morbosa e alleno un altro sport, ma le regole sono quelle, in campo si mandano i migliori, i più in forma schierati per farli rendere al meglio. L’allenatore aiuta, facilita, motiva.tutto il resto è in più. La società cura, collabora e sostiene mr atleti e tifosi!!!! Qui non accade.

  2. La Fiorentina, intesa come squadra di calcio, va oltre Firenze, e’ di tutti noi che la seguiamo e che, sinceramente siamo preoccupati di questo andazzo figlio di un approccio completamente sbagliato da parte di tutti, che ci fa rimpiangere le “povere” Fiorentine dei Lely dei Tendi e Sacchetti DiGennaro Galdiolo e via dicendo. che tecnicamente inferiori sputavano l’anima in campo per l’orgoglio di chi la tifava.

  3. Complimenti Bernardo, analisi perfetta di una situazione veramente troppo strana dove nel momento in cui cercano di riportare la Fiorentina verso i tifosi viola (Antognoni e Bati…….) si perda il controllo della Fiorentina squadra attuale…….
    Ma noi mai una gioia?????

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