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Silenzio ADV, parla il campo

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di Matteo Bellini | 15 dicembre 2016

Finalmente il tifoso viola sta vivendo un bel momento, un po’ grazie a decisioni aziendali, un po’ grazie alla fortuna e in parte anche grazie ad un coraggioso allenatore. La decisione aziendale, sulla quale ha influenzato molto anche il tifo fiorentino, è il ritorno di Giancarlo Antognoni nel quadro dirigenziale, probabilmente sarà lui a rappresentare la maglia viola nel mondo. I risultati iniziano ad arrivare, la prestazione invece no, manca ancora, ma sinceramente me ne frega e ce ne frega il giusto, adesso ciò che conta è fare punti. Il mister invece ci sta mettendo tanto del suo, con un’ottima gestione di calciatori come Vecino, Bernardeschi e Chiesa sia nel breve, che nel medio e  lungo periodo, far diventare giocatori di calcio dei ragazzi non è mai facile, soprattutto se l’imperativo societario è vendere i migliori, e risparmiare sugli ingaggi, mettere in campo una squadra equilibrata con questo parco giocatori è impresa ardua. Tutto bello? Non proprio! A far storcere il naso ci pensa ancora il fratellino minore, quello che spunta solo dopo due vittorie consecutive, quello che se prende due vociate nel viso, scappa da Firenze per tre mesi. Andrea ci informa che la proprietà da sempre tiene i migliori giocatori (ahahahah) e ci dice quanto sia difficile il mercato in entrata a gennaio (quello in uscita, invece l’è facilissimo, basta intascarsi i soldi del regalo per Firenze, alias Cuadrado) facendoci sopra anche una mezza battuta, come se le figure cacine degli ultimi mercati si siano fatte per colpa di altri e non per colpa di bracci presidenziali troppo corti, brutte figure ben alimentate dall’incapacità calcistica di Cognigni, il quale dovrebbe limitarsi a dire quanto si può spendere, dando ampio margine di manovra a chi di dovere, per spendere quella cifra. Più volte, la dirigenza si è lamentata, tramite i soliti raccontatori di novelle, della malvagità e premeditazione di Paulo Sousa, il quale ha la grave colpa di affidarsi ad un professionista che gli cura il rapporto con la stampa, come porsi sia nei confronti dei tifosi, che dei giocatori e la società. Ecco Andrea, hai due soluzioni, o smetti di parlare, o ti fai affiancare da un professionista, quello di Paulo è anche molto bravo, vi sta sbugiardando e prendendo per le mele in tutti i modi, offrigli qualcosina in più se i bracci arrivano davvero alle tasche. Parlando sempre di società, oggi giochiamo una partita importante, un recupero, messo forse nell’unica data disponibile, ma ci sono stati una serie di eventi assurdi. La Lazio, nostra avversaria nel prossimo turno che gioca due giorni prima di noi e che arriverà decisamente più fresca all’appuntamento di domenica sera all’Olimpico di Roma. Queste sono cose che con una presenza vera  e costante in Lega Calcio, potrebbero essere tranquillamente evitate;  se si vuol fare calcio e non plusvalenze,  bisogna iniziare a farsi sentire sul serio, nel calcio moderno infatti i minimi particolari fanno le grosse differenze.

Matteo Bellini

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