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Si parte!

L'allenatore Paulo Sousa in primo piano. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
L'allenatore Paulo Sousa in primo piano. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

di Antonio Frati | 1 settembre 2016

Finalmente si parte! Ringrazio subito Bernardo per la bellissima opportunità che ha concesso al sottoscritto e ad altri ragazzi di far parte di questo bellissimo progetto, ne vado veramente orgoglioso. Lavorerò sodo perché questa opportunità si trasformi in una delle risorse di questo blog. Dalla settimana dopo la sosta, parlerò di Fiorentina ovviamente, cercando di analizzare nel migliore dei modi i pre e i post partita dei ragazzi Sousa. Una volta alla settimana farò anche un riassunto dei principali campionati europei, Liga, Premier League, Ligue 1 e Bundesliga.

Due giornate di Serie A della stagione 2016-2017 sono già andate in archivio con l’assurdità del mercato ancora aperto. La Fiorentina è prima uscita sconfitta contro la Juventus di Allegri in trasferta e poi è riuscita a fare bottino pieno contro il Chievo in casa. Contro la Juventus Sousa ha fatto debuttare a sorpresa Federico Chiesa, 1997 e figlio d’arte di cotanto padre Enrico, grandissimo bomber di qualche anno fa anche con la maglia della Fiorentina. Il ragazzo ha risposto bene tenendo botta, rincorrendo e rintuzzando,  cercando di dare tutto per la causa, fungendo più da guastatore della manovra bianconera. Difficile se non impossibile per lui, alla prima esperienza in Serie A e davanti ad avversari di quel valore, cercare anche di proporsi con continuità per appoggiare Kalinic nelle poche ripartenze. La mediana ha fatto acqua anche a danno dei centrali difensivi che si trovavano troppo spesso a dover chiudere, oltre che sugli attaccanti, anche sugli inserimenti dei centrocampisti bianconeri. L’assenza pesante di Borja Valero, Badelj troppo compassato, Vecino un po’ preoccupato e Bernardeschi sulla fascia a chiudere le scorribande di Alex Sandro senza mai riuscire a proporsi in avanti, hanno lasciato troppo spazio alla manovra della Juventus andata al tiro molte, troppe volte durante l’incontro. Il vantaggio juventino di Khedira libero di inserirsi e  di battere a rete di testa è stato solo la logica conseguenza dell’incontro. Un Ilicic poco incisivo e poco presente come spesso gli accade nelle gare di cartello non ha favorito certamente la manovra della Fiorentina e  di Kalinic, lasciato sempre troppo solo nella retroguardia juventina. Nel secondo tempo il copione non è cambiato, Tello entrato subito per Chiesa e l’esordio del neoacquisto Sanchez che rilevava uno spento Badelj. Arrivava comunque l’improvviso pareggio della Fiorentina con un grande stacco in area di Nikola Kalinic su angolo calciato da Ilicic al 70° minuto. Alla fine dell’incontro resterà questo l’unico tiro nello specchio della porta juventina. Neanche quattro minuti dopo infatti, è Gonzalo Higuain (subentrato poco prima a Mandzukic) a decidere l’incontro con un tocco sottomisura dopo l’ennesima azione corale bianconera  sulla quale ne’ i mediani ne’ i difensori riuscivano ad opporre una vera resistenza. Finiva così l’incontro senza altre emozioni ne’ tentativi della Fiorentina di riacciuffare il risultato e con l’ultima triste passerella per Giuseppe Rossi, l’unico grande rimpianto di tutto il popolo viola per quel poco che è stato (anche se bellissimo con un intero girone e la tripletta alla Juventus appunto) e per quello che sarebbe potuto essere assieme a  Gomez e Cuadrado. La storia ha detto altro purtroppo e tutti avevano solo voglia di voltare pagina.

Sette giorni dopo arriva a Firenze il Chievo, nel giorno dei festeggiamenti per i 90 anni della Fiorentina. Paulo Sousa ha fatto a meno di Gonzalo Rodriguez infortunato, il mercato ha dato pochissime risorse e così esordiva uno dei nuovi acquisti Milic sull’out sinistro, con Alonso spostato nella linea dei tre centrali. De Maio arrivato da poco in panchina e Astori nei panni del vice Gonzalo.  Sanchez titolare a metà campo, Badelj in panchina insieme a Bernardeschi anche lui veramente opaco contro la Juventus, Tello sulla fascia destra. Ilicic e Borja Valero tornato dall’infortunio a supportare Kalinic in attacco. Brutta partita, gioco spezzettato e falloso com’era prevedibile, con il Chievo di Maran che non ha permesso ai manovratori viola più di uno, due passaggi di fila. Poche le alternative a disposizione di Sousa per scardinare i clivensi, con la complicità di infortuni pesanti: il primo dopo soli 8 minuti con Vecino che doveva  lasciare il campo per Badelj. Al 28° minuto la svolta del match: Borja Valero scocca un tiro appena dentro l’area, Sorrentino respinge in angolo. Dai piedi di Ilicic parte il cross che Sanchez insacca di testa in mezzo ai molti blocchi nell’area del Chievo. Al 40° Tatarusanu viene colpito alla testa da Meggiorini e deve lasciare la porta a Lezzerini. Nella ripresa s’infortuna anche il “man of the match” Sanchez,  dopo un’ottima prestazione. Sousa che non ha più centrocampisti da inserire mette dentro Bernardeschi arretrando davanti alla difesa Borja Valero. Lo spagnolo sale in cattedra congelando il gioco e le incursioni del Chievo di Maran, pericolosissimo in almeno due occasioni sulle quali Lezzerini risponde presente. Tello fa troppa fatica a tenere la zona e uno scatenato Gobbi, campanello d’allarme che avrebbe dovuto suonare ai dirigenti viola nei giorni rimanenti alla chiusura del mercato, Corvino su tutti. Ilicic sbaglia un paio di contropiedi, si mangia un gol, ne sfiora un altro che sarebbe stato bellissimo dopo una bella fuga solitaria, ma il pallone muore beffardo sulla parte interna della traversa. Finisce la gara, la Fiorentina porta a casa il risultato e non rovina i festeggiamenti organizzati per i 90 anni, seppur in tono minore per il tremendo terremoto che ha colpito l’italia centrale. Molti i protagonisti della maglia viola tornati al Franchi dopo tanto tempo, la lista dei nomi è quasi impossibile da fare. Uno su tutti è Giancarlo Antognoni, da molti (me compreso) considerato la Fiorentina vivente.  Splendido il lavoro dei ragazzi della curva, le immagini che avete visto e rivisto in questi giorni parlano da sole per la dedizione e la passione che ci hanno messo nel realizzare le coreografie.

Molto difficile parlare di tattica in queste due prime uscite della Fiorentina di Paulo Sousa, accusato addirittura da più parti di essere un integralista e di non VOLER cambiare modulo quasi fosse una ripicca. Non ci vogliono particolari doti intellettive e calcistiche per capire invece che l’allenatore lusitano usa diversi moduli sia in base ai calciatori a disposizione, sia nelle diverse fasi dell’incontro. Ha mostrato fasi difensive col 4-1-4-1 o con i 5 dietro, ripartenze col 3-4-2-1 e con il 4-3-3. Col Chievo addirittura un 3-3-3-1. Se questo è integralista…magari nella prima uscita si è affidato più al vecchio gruppo che ai nuovi e quasi sconosciuti arrivati. Il mercato è finalmente chiuso, è stato per tutti un’autentica sofferenza che alla fine per me ha indebolito una rosa che aveva invece bisogno di essere rafforzata. La partenza di Alonso nell’ultimo giorno di mercato non sostituito da un altro titolare, ha lasciato quasi interdetti. Dopo Roncaglia, dal gruppo dei titolari dello scorso anno sono già due i titolari non sostituiti con calciatori di altrettanto valore. Troppi i giovani sconosciuti e provenienti da campionati lontani anni luce dalla nostra realtà. E la brutta sensazione che si sia voluto pensare più ad un mercato per incamerare denaro, aspettando più l’offerta giusta che cercare calciatori per l’esigenze della rosa. Sportivamente parlando, un mezzo dramma. Dove possa arrivare questa squadra è difficile dirlo adesso, veramente. Parlerà il campo ovviamente, ma sono molte le incognite che Sousa dovrà chiarire. Adesso c’è una sosta durante la quale il mister potrà lavorare sui calciatori arrivati e su quelli confermati dopo la fine delle trattative, magari recuperare i molti infortunati e riuscire a dare finalmente una precisa identità tattica a questo gruppo. Qualche risorsa la si può trovare anche se non sarà facile ripetere il campionato della scorsa stagione, piazzamento finale incluso. La speranza è che Sousa abbia ancora l’entusiasmo e la voglia di insegnare il suo calcio che va al di là di quello che ha a disposizione. Ce l’ha già fatto vedere. Forza Paulo e Forza Viola!

Antonio Frati

6 commenti

  1. Grazie Francesco! A presto.

  2. Grande Frati, ti/vi seguirò con attenzione! Forza Viola

  3. Ringrazio Viola, Leo Giovannini e Luca per gli “in bocca al lupo” e l’incoraggiamento. Si accettano consigli e critiche che dovranno servire a tutti noi per dare a voi un un prodotto sempre migliore di volta in volta.

    Luca le considerazioni tattiche che mi hai scritto sono tutte giuste, la scorsa stagione feci addirittura un articolo prova proprio per questo blog dal titolo “Sousa al quadrato” che parlava proprio di quello che mi hai scritto. Io non so se era solo per una questione di brillantezza fisica, ma sicuramente la Fiorentina è stata per metà stagione la squadra che attaccava meglio gli spazi e che cercava subito di rientrare in possesso palla già con gli attaccanti. Sicuramente non aver avuto le alternative nei ruoli più dispendiosi non solo non ha aiutato, ma probabilmente ha fatto crollare sotto l’aspetto nervoso e fisico anche i titolari. Che forse stavano rendendo di più del loro reale valore e che avevano bisogno di NON sentirsi indispensabilie domenica dopo domenica. I grandi campioni non ne hanno bisogno, giocano in scioltezza 60 partite all’anno, ma noi non ne abbiamo. Il calciatore di un livello leggermente inferiore si esalta nel gruppo e si sente protetto nel gioco che gira come un orologio, rendendo addirittura di più. Ma se a questi calciatori iniziano a mancare le forze mentali e fisiche per la troppa usura, il girone di ritorno che abbiamo visto è solo la logica conseguenza…a sinistra Sousa dovrà inventarsi qualcosa, due calciatori di ruolo alla fine ci saranno, resta da vedere il loro reale valore, anche se Milic mi ha fatto già una buona impressione, soprattutto per intelligenza tattica anche se il piede resta quello che è. A centrocampo intanto è arrivato un calciatore nel quale Sousa pare abbia già tanta fiducia, Sanchez. Rispetto a Tino Costa è già un grande passo in avanti. Ma restano ancora troppe le incognite per definire bene le intenzioni di Sousa, resta da vedere prima i nuovi arrivati, come si inseriranno e che utilità potranno avere nell’idea di calcio del mister. Lo scopriremo abbastanza velocemente…a presto e grazie per aver scritto a te Luca.

  4. In bocca al lupo ! Ottima iniziativa, Antonio.

  5. In bocca al lupo per questa nuova avventura. Alcune considerazioni: Il calciomercato ha lasciato grandi domande, l’anno scorso la viola fu la grande sorpresa tattica del campionato: l’ uso delle mezze posizioni ( poi riprese da Spalletti e Juric) il quadrilatero di centrocampo unite a un pressing alto nella prima parte della stagione fecero la differenza. Nella seconda parte la squadra rinuncio completamente al prrssing alto, provabilmente per due motivi, uno fisico l altro tattico: la difesa della Fiorentina aveva un suolo uomo capace di difendere la profondità, Roncaglia, incapace pero di letture tattiche adeguate. La viola nel girone di ritorno cambiava completmente pelle difendendo piu bassa e cercando di ripartire veloce, cosi nella campagna acquisti invernale si cercava un ala veloce (Tello) almeno un mediano piu adatto a difendere (Costa) e una seconda punta (Zarate) che potesse affiancare il sempre più isolato Kalinic, e
    Il calciomercato ha lasciato grandi domande, l’anno scorso la viola fu la grande sorpresa tattica del campionato: l’ uso delle mezze posizioni ( poi riprese da Spalletti e Juric) il quadrilatero di centrocampo unite a un pressing alto nella prima parte della stagione fecero la differenza. Nella seconda parte la squadra rinuncio completamente al prrssing alto, provabilmente per due motivi, uno fisico l altro tattico: la difesa della Fiorentina aveva un suolo uomo capace di difendere la profondità, Roncaglia, incapace pero di letture tattiche adeguate. La viola nel girone di ritorno cambiava completmente pelle difendendo piu bassa e cercando di ripartire veloce, cosi nella campagna acquisti invernale si cercava un ala veloce (Tello) almeno un mediano piu adatto a difendere (Costa) e una seconda punta (Zarate) che potesse affiancare il sempre più isolato Kalinic, e un difensore che potesse garantire coperture tattiche adeguate e una forte fisicità (Belauane?). L’errori fatali quelli sulla scelta del centrocampista e del difensori. Nei ruoli la campagna acquisti di Corvino sembra voler cercare di dare l alternativa tattica che Sousa aveva richiesto da gennaio in poi. Rimangono enormi dubbi sugli interpreti scommesse speriamo vincenti. Oltre qnto sul difensore e sul mediano dal 31 agosto il grande punto interrogativo e sulla sinistra, la posizione fluida di Alonso è l’ unica costante tattica rimasta invariata l’anno scorso, e quella che ha fatto le fortune della squadra soprattutto nella prima parte della stagione. Che farà Sousa cambiera nuovamente tutto, seguira la strada intrapresa nella seconda parte della stagione o torneremo a una Fiorentina prima maniera? Tu Antonio che dici?

  6. Vai Antonio!!!!!!!!!!!in bocca al lupo!!!!!!!!!!

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