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Presidente, corteggiamola insieme

Bernardo Brovarone sigaretta

di Claudio Tirinnanzi | 14 settembre 2016

Ricordo ancora oggi quella telefonata, la sua testardaggine la sua lungimiranza, il suo desiderio di creare attenzione intorno a se’ per conquistarsi il successo, da donare poi in forme diverse a chi gli ronzava intorno, figli e compagna in primis, ma pure dipendenti, calciatori, amici, tifosi. Un uomo profondamente buono ma con un caratterino mica da nulla, si accendeva di fronte ai soprusi di un calcio malato e corrotto, e fermarlo diventava poi praticamente impossibile, sapeva di essere sotto tiro dai potenti, era scomodo a molti, ma si sapeva pure disimpegnare molto bene in fase “difensiva”. Amicizie pesanti, contatti internazionali di primissimo livello, alleanze storiche, e scontri epici. Era il mio preferito, con lui ho fatto affari importanti e ne sono sempre uscito soddisfatto e rimborsato. Era il mio presidente preferito, era la mia famiglia preferita, erano Luciano, Alessandro e Riccardo Gaucci.

Quella mattina gli passò per la testa una delle sue innumerevoli idee colorite e sbarazzine, si era fissato, su mio precedente assist e lo dico con totale sincerità, a voler essere il primo club al mondo a tesserare una giocatrice donna in una squadra di calcio di serie A maschile. In quel momento, attraverso un agente FIFA italiano che vive in Germania mio partner a quel tempo, avevo un contatto diretto con la centravanti della Germania campione del mondo, certa Birgit Prinz, stella assoluta del calcio femminile di quei tempi. Mi incarico’ di portare avanti la faccenda, questa ragazza si rivelò un osso durissimo, era tedesca nel dna, scrupolosa, pignola, complicata, lenta, per me pure antipatica, orgogliosa, boriosa, insomma si sentiva la più forte del mondo, e magari pure lo era, ma io volevo costruire questa operazione su basi differenti: colpo d’immagine per tutti noi, gioia del presidente che la voleva a tutti i costi, operazione economica di tutto rispetto per lei e pure per me, ma pur sempre un’idea a scopo pubblicitario di marketing, che un trasferimento di natura tecnico sportiva.

Ma lei era tremenda, non si convinceva mai. E poi c’era la FIGC che non voleva concedere il nulla osta a Luciano. Giornate frenetiche, ma devo dire pure divertenti, fino a che una mattina non so neanche come, riuscii a fare atterrare la buona Birgit a Fiumicino invitata a pranzo insieme a me dal presidente. Andammo sotto gli uffici romani di Gaucci in piazza Barberini, fu un pranzo di lavoro vero e proprio, proponemmo il nostro progetto alla ragazza e parlammo del più e del meno. Nel frattempo la panzerina tedesca si fece fuori due o tre impanate giganti con patatine fritte, dopo le fettuccine classiche del posto, e dolce a finire. Aveva una struttura fisica pareva Higuain, gambe forti, inarcate, potenti, baricentro abbastanza basso, non bella , occhialini e viso classico da professoressa delle scuole elementari. Una figura strana, ma tosta, fredda, tedesca vera, giuro che cercavo di immaginarla al sussidiario del Curi insieme a Materazzi, Grosso, Di Loreto e Cosmi ad allenarsi e riuscivo pure a vedercela bene. Le cifre in ballo che noi proponemmo erano pure importanti, ma lei alla fine non si sentì di fare questo passo. Gli offrimmo di firmare il contratto per poi tornarsene a casa dopo due mesi, a noi interessava lo scoop per il presidente, sarebbe andata su tutti i giornali del mondo, ma non ci furono le condizioni per definire. Luciano, come suo solito, dolce e meraviglioso, gli regalo’ pure qualcosa da riportarsi in Germania, ci salutammo cordialmente e lo storico autista della famiglia si occupò di riportarla all’aeroporto di Fiumicino. Andammo su in ufficio, era un po’ abbattuto il presidente, amava tanto la ribalta che potesse favorire il suo Perugia, ma amava tanto pure le persone che collaboravano con lui, le sue risorse, le sue invenzioni vere e proprie, un gruppo con cui ancora oggi ho rapporti amichevoli e professionali. Due nomi su tutti, Walter Sabatini ora direttore sportivo della Roma e in quegli anni responsabile del settore giovanile del Perugia e poi direttore sportivo della prima squadra, Ernesto Tallarico, storico consulente personale del presidente, uomo meraviglioso e corretto nell’anima, unico che è riuscito a convincermi ad entrare a far parte di un club lo scorso anno portandomi a Frosinone nella sua squadra scouting. Il calcio, raccontano tutti, non regala amicizie, sinceramente su questo avrei qualcosa da ridire…un bacio infinito presidente, ovunque tu sia, tuo Bernardo.

Un commento

  1. Splendida storia..

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