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Notte malinconica e vincente…perline o non perline

Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

di Bernardo Brovarone | 19 settembre 2016

Non penso di ricordare un Fiorentina-Roma più sbiadito e meno elettrizzante a livello di ambiente di quello di ieri sera al Franchi. Fa veramente effetto osservare, annusare, vivere dal vivo o in TV il cambiamento di questo nuovo modello del calcio moderno. Mi auguro davvero che si riesca in qualche modo a recuperarne i valori, gli aspetti emozionali, il tifo, la parte legata allo spettacolo offerto dalle squadre in campo, per non affrontare nemmeno il discorso sulle maglie, le tradizioni storiche in generale, quelle pure, semplici, genuine, andate a farsi benedire. Ricordo la Fiesole anni Ottanta-Novanta due ore prima della gara degli appuntamenti di cartello,  un’esplosione di cuori viola, una tensione pre gara che ti prendeva dentro e ti bruciava, un ritrovo davanti al Marisa già dalle dieci la mattina, bambini ragazzi anziani di tutto di più, un via vai da paura già quattro cinque ore prima della partita, aria elettrica, squadre che in tenuta ufficiale di rappresentanza entravano in campo a verificare il terreno di gioco, primi cori fra le curve, una Ferrovia completamente stracolma di romani e di striscioni giallorossi, un clima meraviglioso, campioni veri in campo, tutto davvero indiscutibilmente magico. Vedere Rizzoli che discute con Nainggolan, che non si capisce ancora se sia un essere umano, un lottatore di Sumo scappato di casa, con le perline sulla cresta in testa, novantatré tatuaggi che ormai sfiorano anche occhi bocca e orecchie, stanno per arrivare alle tonsille e agli organi interni. De Rossi che guadagna trenta volte più di uno scienziato nucleare della NASA che cammina per il campo con un barbone tipo pastore sardo, cercando disperatamente un bastone per aiutarsi, Dzeko che propone il suo marchio di fabbrica da centravanti alla Van Basten, salvo poi rivelarsi una specie di Biancone versione Tresteverino, anti calcio fatto persona, movenze da moviola, piedi sgraziati, attitudine da cantante lirico, flop clamoroso dentro un calcio irriconoscibile. Lo splendente Tello, versione Garrincha tutta fascia a diritto, come se tu avessi dato la 3 a Schillaci ai mondiali ’90. Da non credere. Il croato Milic, generoso e commovente per impegno e dedizione, ma fotocopia del campione olimpico fiorentino a Rio nella carabina, mira infallibile nel colpire l’uomo davanti a sé nei cross, o servire il passante di turno davanti al Mandela, ulteriore testimonianza di quanto povera sia la base di certo calciatori moderni. Per chiudere il mediano per eccellenza, il vero grande faticatore per DNA, il Gattuso viola, lo sbrana palloni,il colosso fisico e polmonare, un certo Borja Valero, unico calciatore ad avere il velluto a coste fini nei piedi, mente superiore, classe infinita, esempio pratico di calcio leggero e illuminato, che si adopera, si sdoppia, si triplica, si sfinisce, si snatura, e si annulla, perché il Maestro di turno del calcio moderno, gli ha assegnato una serie di incomprensibili compiti tattici e di movimento, che bruciano in partenza ogni suo gesto fantasioso creativo dipinto nel campo, come questo calciatore è sempre stato abituato a fare. Difficile davvero apprezzare questo genere di scenari, molto più facile godersi la vittoria della Fiorentina, in serata certamente poco brillante, priva di lucidità, di idee, , di organizzazione, di salute fisica, di convinzione, una squadra molle e tatticamente ancora in confusione, che dovrà lavorare molto per cercare di equilibrare e capitalizzare il suo sistema di gioco e recuperare una condizione  fisica che ad oggi risulta essere ancora molto indietro. Ma questa vittoria vale tanto, tantissimo, e adesso il gruppo di Sousa dovrà intelligentemente riconoscere le pecche e le mancanze palesate sul campo e lavorare duro per costruirsi un futuro da Fiorentina europea, da doppio appuntamento, anzi da triplo, perché noi saremo ancora indietro e certamente balbettanti, ma ripeto il quadro generale  dei valori di questo campionato ci deve incoraggiare e ulteriormente stimolare, renderci battaglieri coraggiosi e fiduciosi, abbiamo bisogno che questo fascinoso signore portoghese prenda definitivamente in mano la situazione, restituendo alla squadra una nuova logica tattica, sinergia fra i reparti, creazione e capitalizzazione di gioco d’attacco, abbiamo i giocatori per creare un modello credibile e produttivo, cerchiamo risposte da te caro mister, sei mancato tanto, ritorna fra noi!

8 commenti

  1. ma quando mai sei venuto in Fiesole!

  2. Bera come lo vedi un centrocampo a tre con Sanchez nel mezzo con Badelj e Vecino ai lati?

  3. Ciò che manca è il cuore viola nella Dirigenza. Ci vorrebbe Bernardo in piazza Savonarola. Con immensa stima Giorgio

  4. caro bera,io francamente delle antiche partite con la roma mi ricordo i romanisti che strappavano le sciarpe se non addirittura le catenine dal collo degli anziani e bambini, e che ci toccava scappare dalla curva ferrovia(perchè io e i miei genitori andavamo lì per evitare il casino della fiesole,come sempre,e in tutte le altre partite non c’erano mai problemi!) dalla paura!…

  5. Sintesi: Fa tutto schifo, il calcio del 2016, i calciatori, le società, il pubblico, l’atmosfera, ma in questo schifo la Fiorentina potrebbe fare meno schifo delle altre, soprattutto se a quel Borja Valero si fornisse un ruolino non meglio specificato e specificabile ad opera di quel Sousa che dovrebbe finalmente imparare ad ascoltare i consigli dell’inaudito in forma di fantasma Brovaronesco. A quel punto, beh, la Fiorentina potrebbe assumere un ruolo non così schifoso in questo schifo. Insomma, fa tutto schifo, lavoriamo sul nostro schifo, e chissà, magari, non si farà così schifo, o si farà meno schifo di quanto si fa.

    Perchè ti fai del male, Brovarone? Perchè segui ancora il calcio? E’ uno schifo, sei tu stesso a dirlo. O lo schifo in fondo ti piace, perchè è in fondo piacevole sguazzarci dentro?

  6. Purtroppo ero assente ieri sera (ed il mio posto in Fiesole sarà vacante per un bel po’ causa operazione al legamento corciato appena fatta 🙁 ), quindi non posso giudicare la “situazione atmosferica” descritta da Bernardo: in effetti ci riconosco abbastanza il clima che si respira al Franchi nelle ultime stagioni, ma per onor del vero i miei “amici di curva” mi dicevano che, almeno ieri, un po’ di bolga la c’era!
    Passando alla partita, sono invece d’accordo su gran parte dell’analisi di Bera, che trovo però un po’ troppo critico in generale. Cerco quindi di elencare quelli che secondo me sono i punti positivi che in pochi hanno evidenziato:
    – sono 300 minuti circa che non prendiamo gol , OK che dentro c’è il PAOK, ma oltre a questo ci sono il Chievo (terzo in classifica e sconfitto solo da noi, nella classica partita che per chiunque doveva essere vinta per diritto di cittadinanza) e la Roma (nove gol in tre partite prima di ieri). Se miglioriamo ulteriormente non solo negli esterni MA ANCHE nei centrali (riguardare Gonzalo nella prima occasione di Dzeko) potremmo divertirsi. Una domanda: Salcedo può giocare centrale in una difesa come quella di ieri?
    – abbiamo un buon portiere, alla faccia di tutti gli iper critici: non conta lo stile, conta parare il parabile;
    – s’è trovato un mediano non dico bono, ma che almeno ha grinta, fiato e tira due stecce minimo a partita
    – Bernardeschi è entrato decentemente in partita
    – deve rientrare Vecino
    – deve svegliarsi Ilicic

    Poi anche io vedo la pochezza tecnica di base di molti dei giocatori di oggi (Milic, io sono destro e ho giocato al massimo in seconda categoria, ma davvero un cross in corsa di sinistro lo riuscivo a mettere nel mezzo anche io se avevo dieci tentativi…), la ZERO intelligenza calcistica di Tello (veloce sì come un fulmine, ma non azzecca la scelta giusta MAI) e la difficoltà che abbiamo nel segnare, però cavolo Bera, ALMENO OGGI GODIAMO!

    Ps. Ciao Salah

  7. Sono sostanzialmente d’accordo con te, Bera. Però forse sei un’anticchia troppo severo.

  8. Perfetta analisi!

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