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NO AL FAIR PLAY

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di Matteo Bellini | 13 gennaio 2017

Sabato 6-4-1991, Fiorentina – Juventus 1 – 0, una delle poche partite giocate al sabato, chiaramente il motivo è l’ordine pubblico, ma quel sabato resta il giorno della coreografia più bella mai fatta, ero un bambino di sette anni e mezzo, alle prime partite allo stadio e quel giorno rimasi letteralmente folgorato dallo spettacolo sugli spalti. Colori e profumi da stadio vero, quello che adesso i bimbi non vivono più, i fumogeni sono banditi, e delle prime partite a loro resta il profumo degli hot dog e dei pop corn(che tristezza), inoltre i nostri amati Dv, hanno deciso che un boato assordante dopo un gol non va sentito, ma sia meglio far restare in testa un jingle(vaia vaia vaia…).

La skyline di Firenze lungo tutta la Curva Fiesole faceva accapponare la pelle, quel buon odore di fumogeno copriva totalmente lo stadio inebriando le vie nasali; ed iniziando a distruggere i polmoni di un futuro fumatore incallito, perché si sa, i’fumogeno va respirato a pieni polmoni!

Quel giorno, provai delle strane sensazioni, che solo con l’adolescenza riprovai nuovamente, capì solo da più grande che il 6/04/1991 ebbi la prima cotta e mi innamorai follemente della Fiorentina.

Era un calcio diverso, molto più romantico, drappelli viola sventolavaono in ogni dove, maratona tribuna fiesole o ferrovia non facevan differenza, c’era tanto senso di appartenenza e lo stadio era sempre stracolmo, nonostante i risultati non fossero dei migliori. La Fiorentina appena acquistata da Cecchi Gori stava provando a risalire la china. Era l’anno successivo alle notti magiche di Italia 90, e il buon Mario tentò i suoi primi colpi ad effetto, Lazaroni allenatore, direttamente dalla Selecao, e Marius Lacatus, rumeno, che aveva ben figurato al mondiale. Oltre a loro, la Fiorentina era un mix di giovani interessanti(Orlando e Fuser su tutti), buoni gregari in difesa e giocatori affermati come Dunga e Di Chiara, la ciliegina sulla torta fu il ritorno di Borgonovo, riportato a Firenze da Mario Cecchi Gori, purtroppo però, non confermò l’annata 88/89.

Fu un’annata tra luci e ombre, chiusa con un anonimo 13esimo posto, ma con la speranza di aver gettato delle basi per gli anni successivi, avendo finalmente una proprietà ricca e innamorata della maglia viola.

In quegli anni, difficili, c’era una costante, l’Artemio Franchi era un fortino, difficilmente perdevamo più di due partite all’anno in casa, era un mix unico squadra tifoseria, in cui emergevano personaggi come Beppe Iachini, personaggi carismatici, che non tiravano mai indietro la gamba, che sapevano caricare squadra e ambiente.

Erano anni in cui, Fiorentina Juventus era LA PARTITA, vincerla voleva dire salvare la stagione, e quel sei aprile successe di tutto, Fuser segnò su punizione al 40esimo del primo tempo, nel secondo tempo, Baggio, ancora viola dentro anche se bianconero fuori, si rifiutò di tirare il rigore del possibile pareggio, andò De Agostini sul dischetto, con Mareggini che lanciandosi sulla sua sinistra, levò il pallone dalla porta parando il rigore grazie alla sua mano sinistra, benedetta da ogni fiorentino. Un rigore parato in Fiorentina Juventus, valeva una carriera, e con quel rigore parato, Mareggini firmò il rinnovo del contratto a vita in maglia viola, ancora oggi, viene ringraziato e osannato per quella parata.

Quella di quest’anno è la Fiorentina tecnicamente più scarsa degli ultimi dieci anni, forse leggermente meglio rispetto a quelle Fiorentine di inizio anni 90, proprio per questo, soprattutto quest’anno, che non lotteremo probabilmente per niente(spero tanto di sbagliarmi) questa torna ad essere LA PARTITA.

Proprio per questo mi sento di fare un paragone con quegli anni, di come arrivavamo sia noi tifosi che i giocatori alla partita. Spero che il mister riesca a tirar fuori il mordente ai ragazzi, almeno per novanta minuti, li voglio vedere lottare come non mai, li voglio cattivi in campo, devono far capire a quella banda bassotti in arrivo dalla Torino sbagliata, indo sono, che è finito il tempo del terzo tempo, del cartellino viola e del calcio è un divertimento, devono capire che, il calcio è un divertimento se vince la viola, in alternativa ci si diverte con i calci negli stinchi. VAFFANCULO AL FAIR PLAY, Non voglio vedere una squadra molle, in balia degli avversari, ma una squadra CAZZUTA, che faccia capire con le buone o con le cattive fin dal primo minuto che tipo di partita sarà.

 

Loro in campo, devono uscire con la bava alla bocca, ma NOI sugli spalti, mettiamoci del nostro, e anche dalla maratona e dalla tribuna uniamoci ai cori che partiranno dalla Fiesole, torniamo ad essere Firenze per un giorno, rinnegando jingle e pop corn.

 

Forza viola e Juve merda.

Matteo Bellini

 

Un commento

  1. TI ADORO..

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