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Nessun derby, solo Empoli-Fiorentina

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di Antonio Frati | 20 novembre 2016

Finita la sosta, torna la Serie A e la Fiorentina di Paulo Sousa è attesa da una partita ricca d’insidie ad Empoli. Sarà una trasferta accompagnata da molti tifosi viola, qualcuno dice che saranno quasi 3.000 i cuori viola al Castellani, nonostante tutto. La sensazione da sempre è che questa gara sia un derby solo per l’Empoli, nessuno vuole snobbare il lavoro fatto dagli azzurri in questi anni, ma chiamarlo derby  francamente è forse troppo. Su questo snodo si giocheranno le carte in campo, la tattica come sempre sarà importante, ma forse ancora di più sarà l’atteggiamento mentale che dovranno avere i ragazzi in maglia viola. E’ vero infatti che ci sono stati quindici giorni di sosta per le qualificazioni ai mondiali, ma è altrettanto vero che sono stati ben 11 i calciatori di Sousa impegnati con le rispettive nazionali, alcuni dei quali rientrati a Firenze giovedì. A differenza delle altre soste però, questa volta anche chi è rientrato per ultimo ha comunque svolto tre allenamenti prima della gara di campionato, forse la prima volta che accade anche per chi ha fatto voli intercontinentali, Vecino e Sanchez su tutti. Anche Nikola Kalinic è rientrato in gruppo recuperando in maniera definitiva dall’acciacco che non gli ha permesso di rispondere alla convocazione con la Croazia. Salvo sorprese o piccoli contrattempi dell’ultima ora, sarà ancora l’attaccante croato a guidare l’attacco viola ad Empoli (Babacar sembra sempre di più ai margini di questo gruppo), Ilicic ad agire da guastatore fra le linee nemiche e in appoggio alla punta, Bernadeschi e Tello sugli esterni pronti a stringere verso il centro, due i mediani, con Borja Valero sicuro dall’inizio, l’altra maglia in ballottaggio fra Vecino, Sanchez, Badelj e forse Cristoforo, con un piccolo vantaggio per Vecino, in condizioni normali l’unico centrocampista in grado di cambiare un po’ il passo di questa Fiorentina rispetto agli altri compagni di reparto. Contro l’Empoli infatti ci sarà bisogno di meno ragionamento e più ribaltamenti in avanti, meno regia compassata (Badelj) e più sprint, inserimenti e forse anche meno interdizione fine a se stessa. La difesa dovrebbe vedere Salcedo esterno basso bloccato (Tomovic in alternativa), G.Rodriguez e Astori centrali, Milic a sinistra nel consueto ruolo di appoggio esterno per far salire la squadra, attendere i movimenti delle mezz’ali, degli esterni e di Ilicic, per una sorta di 4-2-3-1 in proposizione offensiva. Questo dovrebbe essere l’atteggiamento tattico che Paulo Sousa porterà in campo ad Empoli, con la possibile variante del 4-1-4-1 con l’inserimento di Badelj in regia e magari uno fra Tello e Ilicic dalla panchina. Gli azzurri di Martusciello attenderanno la Fiorentina col consueto 4-3-1-2, Saponara (di nuovo voci sull’interessamento della Fiorentina per gennaio che in verità  sanno più di disturbo per la gara di campionato che altro) sulla trequarti a suggerire per due attaccanti (probabili Pucciarelli e Maccarone con il Gila pronto dalla panchina), la solita mediana con Croce, il giovane Diousse e Krunic e i quattro dietro davanti a Skorupski, con l’ex di turno Pasqual (ovviamente in cerca di rivinicita) titolare nelle ultime due uscite nello 0-0 casalingo con la Roma e la vittoria a Pescara. L’Empoli quest’anno è in un’annata di transizione vera dopo le scorse buone stagioni, quasi si aspettassero una lotta per non retrocedere più faticosa, qualche maligno che addirittura sostiene che sia quasi cercata. E’ una squadra che segna pochissimo, forse il peggior attacco d’Europa con solo 6 gol in 12 partite, 4 dei quali tutti nell’ultima vittoria esterna prima della sosta a Pescara, rendono l’idea delle difficoltà dell’Empoli nella fase offensiva. Di contro gli azzurri hanno subito quasi la metà dei gol rispetto alle altre squadre in lotta per la salvezza. La Fiorentina di Sousa non può avere paura di questa squadra, ma servirà una prestazione convinta e di carattere fin dai primi minuti, perché il rischio è quello di considerare facile questo ostacolo. Il fatto che per loro sia la partita dell’anno, che l’abbiano preparata in 15 giorni anziché nella consueta settimana di lavoro, deve far suonare qualche campanello d’allarme alla Fiorentina, già scottata in passato qualche volta di troppo da questa sfida. La sconfitta dello scorso anno è lì a testimoniarlo e sarebbe veramente un disastro sportivo iniziare dopo la sosta con un passo falso contro una squadra in lotta per la salvezza. Ma col rischio di ripetere una volta di troppo il concetto, servirà l’atteggiamento da squadra più forte tecnicamente, che dovrà magari anche combattere e sudare, ma che non potrà soccombere contro la sola voglia o quasi dell’Empoli. La trappola può essere solo questa, non riuscire ad adeguarsi mentalmente ad una difficoltà che gli avversari, per motivazioni particolari ti creeranno sicuramente sotto il profilo ambientale e come atteggiamento in campo. I tremila tifosi viola al seguito cercheranno come sempre di spingere la Fiorentina a scendere in campo con la massima concentrazione, voglia e determinazione, anche se la squadra fa paura proprio sotto questo aspetto. Belli (quest’anno solo decenti) quando gli altri fanno la partita, brutti e senza idee quando gli avversari la mettono sulla rissa e si chiudono a riccio. Spero che la spinta dei tifosi al seguito sia recepita nella giusta maniera da tutto il gruppo che dovrà scendere in campo, panchina compresa. Chissà che non possa essere davvero la giornata giusta per togliersi di dosso tutta quest’apatia che avvolge l’ambiente viola oramai dallo scorso gennaio, un assopimento generale che ha colpito tutti non escludendo nessuno, vedere meno spettatori del numero di abbonati o quasi nell’ultima uscita casalinga la dice lunga su come stiamo vivendo questa stagione, credo che non sia mai successo. Abbiamo però tempo e modo per scrollarci di dosso la zavorra troppo pesante di un’annata inutile, grigia e senza obbiettivi, la morte vera per ogni tifoso di calcio, di quello fiorentino in particolare. Quei tremila cuori viola pretendono almeno che tutto venga messo in campo per non avere nessun rimpianto. Contro l’Empoli tocca a Paulo Sousa e i suoi ragazzi dare risposte che tutto il popolo viola merita di avere.

Antonio Frati

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