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Molla le briglie Federico

Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

di Bernardo Brovarone | 5 settembre 2016

La piega che sta prendendo la situazione di Federico Bernardeschi inizia a piacermi poco e darmi pure qualche pensiero. Un ragazzo con qualità oltre la media, stampato per lo sviluppo del calcio moderno, imprevedibile tecnico con gambe forti, velocità e resistenza, piede del calciatore importante, non so davvero in che tipo di meandri si sta perdendo questo calciatore. Pressione altissima nell’ultimo anno e mezzo per lui, affrontata con spregiudicatezza maturità e rendimento nel primo step con Paulo Sousa, qualche mese di prestazioni generose atleticamente superiori, affidabile sull’uomo e brillante nelle spinte offensive, poi un lento graduale calo di lucidità, i primi spazi importanti sui giornali e TV,  le supervalutazioni di un calcio virtuale ormai senza logica alcuna, e il bimbo che lentamente si spegne. Inizia un periodo di prestazioni opache, spesso fuori dai meccanismi della squadra, partite mediocri, con errori e atteggiamento da dimenticare. La sensazione è che tenga molto più alla gelatina per i capelli, a Instagram, ai pantaloni rap Style, alle scarpe ultime uscite in Monte Napoleone. Devo dire la verità, negli occhi di questo talento vedo la luce giusta, è vispo e secondo me pure intelligente, la natura gli ha riservato un privilegio fisico e calcistico per pochi, è ancora giovane ma adesso è il momento di cambiare marcia, in campo e nella mentalizzazione del professionista. La Fiorentina ha bisogno tantissimo di lui, e’ stata secondo me brava come poche altre volte a scegliere il percorso di valorizzazione del calciatore, individuando e indovinando ogni passaggio professionale, oggi è un calciatore fatto e deve capitalizzare tutto questo ben di Dio. Lo dovrà fare con le sue forze, con la sua mente, con le sue energie, con la leggerezza e la spregiudicatezza  del giovanotto ma con il criterio del calciatore pensante e maturo, come obiettivo secondo me dovrà porsi la consacrazione in maglia viola e i campionati del Mondo in Russia 2018. Le motivazioni arrivano da sole, la vita ti sorride Federico, è il momento della corsa più lunga, ti viene chiesto di diventare  campione, sali su quel treno, e non scendere più.

3 commenti

  1. Speriamo Bera,… che ritorni quello dei primi 3 mesi della scorsa stagione (o dell’anno prima a Crotone dove fece benissimo, pur sempre in serie b) anch’io vedo qualcosa in lui che mi da fiducia (al contrario di Babacar, ma sarei felice di sbagliarmi, visto che è rimasto..) però FEDE E LE’ LORA DI MOHESSI,GNAMO!

  2. Il ciuffo biondo non mi è garbato per nulla. Pensa cosa gli faceva Aldo Agroppi se lo vedeva arrivare conciato così al campo. ..

  3. la deve smettere di fare il divo, ed umilmente lavorare e zitto……altrimenti come tanti verra’ dimenticato

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