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L’occasione europea

Europa

di Antonio Frati | 15 settembre 2016

Esordio europeo della Fiorentina in Grecia contro il Paok di Salonicco, prima partita del Girone J di Europa League, girone di cui fanno parte anche Liberec e Qarabag. Un girone non impossibile, anzi direi piuttosto facile da passare per i ragazzi di Paulo Sousa, che hanno l’obbligo di onorare uno dei tre obbiettivi stagionali. Come sarà affrontato questo obbiettivo non lo sappiamo ancora, perché se è vero che il girone non richiede grandi sforzi per il passaggio del turno, molto diverso è il proseguo di questa manifestazione dopo i gironi, quando ci saranno gli scontri diretti e le squadre reduci dal terzo posto in Champions League. Sono quasi due manifestazioni distinte, la prima a gironi una sorta di preparazione a quello che avverrà in seguito quando si inizierà a fare sul serio. C’è da riflettere quindi sulle forze che questa rosa può destinare a questa manifestazione, considerando gli uomini a disposizione e gli impegni che l’attendono. Senza tanti giri di parole la paura è che L’Europa League possa togliere energie ad un gruppo un po’ liso, con un anno in più sulle spalle e che non ha ricevuto dal mercato estivo quasi nessun ricambio in grado di ridare quell’energia che forse manca oggi. Giocare il giovedì e la domenica non sembra essere l’esatta dimensione di Borja Valero e compagni che oggi non danno l’impressione di poter competere fino alla fine su più di un obbiettivo. La speranza è quella di essere smentiti ovviamente. La cosa più intelligente da fare in questo momento, considerando anche le altre squadre del girone della Fiorentina, è quella di “usare” questa manifestazione per far giocare chi in campionato ha meno minuti, misurandone doti e aspetti tecnici. Per capire insomma il valore reale di questa squadra e che aspirazioni può nutrire sia in Europa e di conseguenza anche in Serie A, per poi aggiustare il tiro successivamente. Ma chi parla di “obbiettivo vero” può continuare a fare tutti gli editoriali che vuole, ma non conosce il valore reale sia di questa Fiorentina che di tutte le altre formazioni impegnate in questa coppa, compreso le deluse che scenderanno dalla Champions come terze classificate nei rispettivi gironi. Parlare o scrivere di obbligo di arrivare (anzichè di obbligo di onorare) in fondo per la Fiorentina, significa saperne poco di calcio e anche non essere esattamente in buona fede. Fuori dalla lista per questa manifestazione sono rimasti Diks, Hagi e Toledo con quest’ultimo che avrebbe avuto proprio bisogno di un respiro più ampio come una manifestazione europea per portarsi allo stesso livello degli altri compagni. Difficile che possa farlo giocando (male tra l’altro) nel campionato Primavera.
La partita col Paok nasconde pochi pericoli, soprattutto per il livello della squadra greca. Nessun calciatore importante nella rosa di Mr. Ivic, una vecchia conoscenza del campionato italiano come José Crespo, ex calciatore di Padova, Bologna e Verona e in prestito nell’ultima stagione all’Aston Villa retrocessa. Ivic schiera la squadra solitamente col 4-2-3-1 con Rodrigues e il capoverdiano Djalma in appoggio al bomber e capitano Athanasiadis, dato non in perfette condizioni ma presente. Forse l’unica insidia può venire dalle fasce con i due esterni sopracitati che convergono discretamente ma che hanno più assist che gol nel loro non eccelso bagaglio calcistico. Attenzione anche al possibile schieramento di Facundo Pereyra ex-attaccante del Racing Club di Avellaneda, seconda punta da tenere comunque d’occhio. Per il resto se la Fiorentina affronterà questa partita nel migliore dei modi non dovrebbe avere grandi problemi ad aggiudicarsi l’intera posta in palio e quindi anche una buona possibilità di mettere in sicurezza il passaggio del turno. Da temere e non poco sarà l’ambiente in cui si svolgerà la partita, lo stadio Toumba è da sempre infatti uno dei più caldi di Grecia e dell’intero panorama europeo. Il tifo sarà caldissimo come sempre e per molti giocatori della Fiorentina può essere già un piccolo banco di prova, se non sul piano tecnico per la distanza che resta comunque fra le due formazioni, almeno su quello ambientale e caratteriale. Toccherà a quasi 60 EROICI TIFOSI viola rappresentare Firenze in terra greca. Fossi un dirigente viola, pretenderei nomi e cognomi di tutti i presenti in questa trasferta e sicuramente saprei come sdebitarmi nei loro confronti. La Fiorentina ha già giocato ed espugnato questo stadio qualche anno fa con un gol di Vargas, nessuno chiede una vittoria roboante, ma una prestazione dignitosa si. Che tenga conto soprattutto di quegli splenididi e coraggiosi tifosi viola che ancora una volta si sobbarcheranno viaggio e clima ostile per seguire e sostenere la propria squadra. Forse può anche bastare l’atteggiamento giusto per tornare a Firenze con i tre punti. Ancora non sappiamo se Paulo Sousa affronterà questa partita con tutti i titolari delle prime due giornate di Serie A o terrà conto dell’importante sfida che attende tre giorni dopo i viola, in casa contro la Roma di Spalletti. Mi aspetto Lezzerini in porta, un inevitabile turnover in vista della partita contro la Roma. Allora dentro Babacar in luogo di Kalinic, magari supportato da Borja Valero e Zarate. Un centrocampo a quattro interpreti con Badelj o Cristoforo davanti alla difesa insieme a Sanchez, sugli esterni potrebbe tornare e riprovare Bernardeschi su un lato e Milic dall’altro, col croato pronto a dare una mano ai tre centrali di difesa. Davanti a Lezzerini potrebbero giocare Tomovic o Salcedo sul centro destra, Rodriguez e Astori per gli altri due posti, con De Maio possibile pedina per far riposare uno degli altri due. Dicevamo che può bastare poco per dormire sonni tranquilli, ma quel poco ci dovrà essere per forza, sarebbe veramente importante iniziare bene. Soprattutto per non ritrovarsi come lo scorso anno a dover schierare i titolarissimi negli ultimi tre turni di coppa sottraendo inevitabilmente energie fondamentali per il campionato. Buona Europa Fiorentina!
Antoni Frati

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