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La luce mancina

Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

di Bernardo Brovarone | 21 novembre 2016

Mi pare alquanto superfluo e pure inutile andare a rovistare nel passato alla ricerca dei nostri eroi protagonisti della storia viola “fasciati” dalla maglia viola numero dieci. Sono campioni riconosciuti in terra universale, amati dal mondo intero, adorati e stimati per le loro meravigliose e uniche qualità calcistiche, ma nei loro casi abbinate a valori umani di enorme spessore, di classe autentica e sopraffina,  e di certificata e riconosciuta sensibilita’ verso il prossimo. Hanno onorato per generazioni il vessillo gigliato, hanno mostrato al mondo intero cosa significhi essere campioni silenziosi e illuminati, hanno alzato al cielo coppe del mondo, palloni d’oro, e riconoscimenti di svariata e onorabilissima natura. Ci hanno fatto gonfiare il petto a tutti noi amanti della Fiorentina marchiati con il fuoco, ci hanno reso sognatori eterni, ci hanno fatto sentire eroi, ci hanno fatto impazzire di gioia e di orgoglio inaudito, a qualche migliaia di chilometri hanno rappresentato la nostra città, i nostri colori, i nostri valori, la nostra bellezza, riconoscenti nei nostri confronti e riconosciuti dal calcio mondiale d’élite, dai salotti  FIFA, dagli ex grandi fuoriclasse del calcio che fu, da chiunque fosse passato anche solo per poco da quell’angolo di strada. Oggi tutto e’ cambiato, così repentinamente e pericolosamente, nessuno di loro ha visto sbiadire la propria immagine e i propri successi, ma si fa fatica a servirsi di questi Angeli del Pallone, di questi meravigliosi esempi di vita e di sport, conta il successo, contano i denari, conta la ribalta e dominano la scena sempre di più omuncoli di infimo e piccolissimo spessore, alla ricerca spasmodica disinteressata e per niente produttiva delle capitalizzazioni delle loro povere e meschine manovre. A Firenze sta sbocciando un nuovo germoglio viola, un ragazzo cresciuto fra le mura, un grande talento calcistico, il classico profilo di calciatore moderno, per i miei gusti un po’ troppo moderno, ma certamente una meravigliosa tentazione e una nuova grande speranza di sogno e di successi per i tifosi della Fiorentina. Avrà bisogno dei giusti consigli, delle persone migliori vicino, delle consulenze più oneste e professionali, del calore e della pazienza, del supporto di una società che dovrà crescerlo, valorizzarlo, e magari finalmente goderselo e non cederlo. Ieri al Castellani di Empoli si è acceso un raggio di luce viola, il ragazzo con la maglia numero dieci sembrava “uno di loro”, a sprazzi ha disegnato e trasmesso calcio moderno e concreto, potente, tecnico, autorevole, sicuro, intraprendente, anche leggero e sbarazzino, un calciatore finalmente diverso e determinante, si è servito della sua classe e della sua testa libera e convinta,  per regalare agli amanti del pallone un pomeriggio d’élite, uno squarcio di calcio perduto, una pellicola emozionante, divertente, esuberante, a tratti pure poderosa. Federico ha il calcio nel suo DNA, quel calcio fatto per pochi, lo ha ricevuto in dono da lassù, e adesso da quaggiù portiamolo al traguardo, tutti insieme, a braccetto, fino al Piazzale ….il vero punto di arrivo di tutti noi fiorentini…..e’ li’ che si benedice il campione …..

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