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Laggiù una lucina si accende

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di Bernardo Brovarone | 13 settembre 2016

Esistono meravigliose possibilità nella vita che ti mettono nella condizione di avere chances per poter rimediare ad errori compiuti, di poter ricucire strappi avvenuti, di poter modellare percorsi tortuosi, complicati, pieni di insidie di incomprensioni di buche e di difficoltà. Ma in tutto questo quadro, che naturalmente risulta spesso essere condiviso con aspetti pure positivi stimolanti e entusiastici, e dunque gratificanti, e magari vincenti, si richiede naturalmente il sacrificio e la lotta, oltre che l’umiltà, ma ciò che spesso determina la differenza è il trasporto emotivo, la disponibilità ad aprirsi per e verso il prossimo, a donare cuore e emozioni, a costruire insieme, a prendersi responsabilità nel rispetto delle posizioni e delle diversità di ognuno di noi. La famiglia Della Valle ha certamente influito su più fronti in questi quindici anni di gestione Fiorentina, ed è dato certificato, ma il calcio di oggi richiede spesso anche molto altro, non solo acquisizioni di giocatori allenatori direttori e amministratori,non solo vendita di biglietti e abbonamenti, non solo serate in ricordo di, o a favore del…

Il tifoso dovrebbe essere un figlio e non un cliente, coinvolgerlo ed aiutarlo e non spremerlo e usarlo, coccolarlo e magari comprenderlo, coinvolgerlo, toccarlo, anche criticarlo e scuoterlo figuriamoci, ma renderlo facente parte di una famiglia unita e compatta, dove la chiarezza, la semplicità e la purezza dei rapporti umani potesse conquistarsi la scena a scapito degli isterismi, delle mille problematiche che il calcio di oggi offre, dei conti salati che presenta la giustizia sportiva di questo paese, delle lotte di potere, delle innumerevoli questioni in cui purtroppo il tifoso viola da generazioni e generazioni riceve quasi esclusivamente solo e soltanto delle gran mazzate sul collo e sul cuore. Oggi ho la sensazione che si stia muovendo qualcosa, non sarà mai nella loro indole naturale, di questo resto convinto, ma si annusa un forte e deciso desiderio di avvicinarsi alla gente, sara’ graduale e non fulminante, figuriamoci, ma da piccoli segnali si percepisce che è in atto una strategia precisa, che si stanno facendo dei passi di avvicinamento, che si è deciso quantomeno di provarci. Inutile fare previsioni o bilanci basati sul niente, resto certamente convinto che a questa città manchi tantissimo la figura di un Presidente innamorato umile spontaneo e generoso, che si dia senza freni inibitori, non servono assegni a venti zeri, serve regalare alla gente più leggerezza, più coinvolgimento verso i propri colori, più aperture, più stimoli, più sogni, più follia è molto semplice: PIÙ FIORENTINA 💜

10 commenti

  1. Bera, sei persona onesta e sincera e se dici di percepire dei segnali di avvicinamento, apertura e quant’altro, ci credo.
    Io non sento nulla, ma non vivo a Firenze e soprattutto non vivo la Fiorentina da vicino.
    Ammetterai che inaugurare questa “strategia della distensione” proprio nell’estate del mercato a budget negativo, in cui gli obiettivi sportivi sono solo un sottoprodotto di quelli finanziari, è quanto meno sospetto. E non depone a favore della buona fede di questa gente.

  2. Caro Brova,
    sono uno che ti ha sempre difeso a spada tratta, soprattutto quando il Guetta ha cercato di tapparti le ali (feat. Checco Zalone) con il commissariamento nel dopo partita; ho visto infatti che quest’anno ti ha (ri)lasciato libero di commentare il dopopartita con la sponda dello studio ed infatti il tuo spazio sta (ri)andando alla grande.
    Una cortesia ad un tuo ammiratore la devi, però: mi dici oggettivamente quali sono i segni di luce che vedi ?
    Non allusioni generiche ma fatti specifici, altrimenti anche questo è un (altro) blog qualunquista sulla Fiorentina.

  3. Brova, a parte la dose di buonismo e di ” volemose bbene” mielosa, spiegaci anche dove l’avresti vista la lucina che comincerebbe ad illuminare la srada che divide tifosi e proprietà. Perchè io non vedo proprio nulla, se non dei tentativi maldestri, per altro, di arruffianamento tipo la celebrazionedei 90 anni o l’invito ad Antognoni. Il resto è fuffa. Quello che la maggioranza dei tifosi vuole e PROVARE A VINCERE e mettere su un’organizzazione, un programma, vero, una squadra ed una dirigenza che all’unisono spingano e credano a questo obbiettivo. Dove lo vedi, te, questo ?

  4. Sono un vecchio che ha visto Julino e Montuori. Oggi si fa spettacolo televisivo. I presidenti sono impresari che organizzano tournè che durano un campionato. Poi si cambia. Gli stadi sono vuoti. Abituiamoci al tempo che passa. I rimpianti rintristiscono e basta. Se vogliamo emozione miglioriamo lo spettacolo perchè ora fa schifo

  5. Il calcio di oggi caro Bera, ha perso completamente il suo vecchio fascino. Comandano le tv e i diritti televisivi, il resto Bera e’ fuffa. Se loro si riavvicinano meglio, ma per ora non ci credo.

  6. okkio perché a questo giro si rischia la B.

  7. Ti rendi conto, vero, che hai scritto un periodo di 11 righe?
    La scrittura non è per tutti, Bernardo, ripensaci!

  8. Caro James, altri cinque anni così e finisce tutto… pensa solo al coro su toledo, c’è un passaggio in cui dice “se l’è bono unno rivedo”… ironia fiorentina, ma con la lancetta fissa sul triste… un bambino, a chi si affeziona? Il presidente dice che fa il regalo a Firenze, salvo venderlo e vederlo giocare e segnare contro di noi con la maglia della rubentus Il calcio è passione e così viene solo stritolata… inaridita

  9. Bernardo,
    io sono quasi sempre d’accordo con te e le tue analisi. Prendo spunto da questo tuo post per dire che secondo me quello che voi imputate ai Della Valle come la mancanza di cuore, di entusiasmo e di sogni non manca solo ai Della Valle, manca a tutto il calcio italiano e forse mondiale. Il calcio romantico, anni ’80, che piaceva tanto fatto di stranieri, bandiere e stadi pieni non esiste più, non solo a Firenze da nessuna parte.
    E quello che chiedi tu di vedere il tifoso come un figlio da coccolare io non lo vedo da nessuna parte, purtroppo.

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