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La Plusvalenza con il buco(di bilancio) intorno

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di Matteo Bellini | 5 gennaio 2017

Il 2017 viola, si apre con il più bell’annuncio dell’era Della Valle, Giancarlo Antognoni varca l’ingresso del Franchi e prende posto dietro a una scrivania, rientra nel suo habitat naturale, con la speranza che possa avere l’autonomia che merita, e che non gli venga ritagliato un ruolo di formale rappresentanza.

 

La speranza del popolo viola, è che Antonio, insegni come ci si muove nel calcio a questa proprietà, uomini di calcio ci sono già stati, anche se troppo spesso accantonati in un angolo dopo pochissimo tempo, dando troppa autonomia a ragionieri, analisti e uomini di alta finanza, personaggi che girano con la calcolatrice in mano 24h su 24, che però non hanno conoscenza calcistica. Personalmente ho i miei dubbi sull’autonomia che verrà data a Giancarlo, spero di sbagliarmi, ma se il buongiorno si vede dal mattino, la partenza non è stata delle migliori, invece che la proprietà, o il terzo fratello Cognigni ad accogliere il capitano c’era Gino Salica, primo presidente della neonata Florentia Viola nel 2002, e sparito dai radar da almeno un decennio.

 

Le dichiarazioni di ADV, da un paio d’anni a questa parte sono più comiche di uno spettacolo di cabaret, le sue chiusure sono aperture. Al tavolo verde, quello da poker, sarebbe il classico pollo da spennare, in quanto si capisce la mal parata all’istante, non da meno sono i collaboratori, da contestare apertamente è la linea societaria nei confronti della carta stampata, il modo con cui prova ad uscire da situazioni scomode, difficili.

 

Tanto per fare qualche esempio, Joaquin capirà il primo di settembre cosa vuol dire firmare un contratto con la A.c.f in Fiorentina(andato via il 31 agosto), al famosissimo regalo per Firenze Cuadrado, passando per il nostro per 18 mesi Salah, ai regalini per i tifosi lo scorso natale, con la viola seconda in classifica(Benalouane, Tino Costa, Tello e Kone… un po’ come regalare Mazinga Zeta a Solange) per finire coi casi Montella, Milinkovic Savic e Mammana.

 

Quest’estate nel calcio mercato c’è stato lo scempio più che totale dell’ambizione sportiva di un club, zero soldi a disposizione, e un direttore che senza budget fà fatica. Il primo Corvino, e parlo dei primi quattro anni con Prandelli, con ampio margine di manovra, ha sempre saputo reinvestire correttamente le plusvalenze portando sia giocatori affermati che giovani di prospettiva, a differenza di quando, doveva fare di necessità virtù. Gli ultimi due anni, con Sinisa in panchina, e con zero soldi a disposizione, non è riuscito a confermarsi il talent scout di Lecce, e anche quest’estate le teoriche ambizioni della società non sono riuscite a tramutarsi in un dato di fatto.

 

La società infatti tramite le parole di Andreino, che in pompa magna dichiarava che Corvino tornava per vincere un trofeo, vanno in controtendenza con la campagna estiva, e il primo trofeo sia del ds di Vernole che della proprietà, sembra adesso un’utopia. Si riuscisse a vincerlo quest’anno con Milic, Olivera e quell’altra sacchettata di mezze scommesse prese al discount, sarebbe un mezzo miracolo, e i meriti non sarebbero ne della proprietà ne del ds, visto che degli acquisti estivi, non gioca praticamente nessuno, l’unica cosa positiva arrivata dall’estate è la rosa più ampia, numericamente, ma non qualitativamente, tranne che in mezzo al campo, con Sanchez e Cristoforo al posto di Tino Costa e Kone. I risultati decenti, a mio modo di vedere sono da attribuire soprattutto all’esplosione di Bernardeschi, alla piacevole sorpresa Chiesa e a una punta che va in doppia cifra per la prima volta a 29 anni, Kalinic.

 

Mi pare impossibile che nel 2016, con tutti i mezzi tecnologici a disposizione, un direttore sportivo non riesca a beccare un giocatore su dieci, anche per sbaglio, mi sembra impossibile che i calciatori in arrivo a Firenze, siano quasi esclusivamente Uruguaiani o Slavi, brutto vizio, interrotto solo al primo anno di Montella, con Pradè e Macia, che poterono fare solo ed esclusivamente calcio, dopo un biennio strampalato, ma li c’era esigenza di riavvicinare il tifo.

 

Ma torniamo a noi, ai giorni d’oggi e ad Andreino da Casette d’Ete, la Fiorentina stava andando benino, aveva inanellato una serie di buoni risultati e prestazioni, poi è tornato a parlare. Il presidente onorario ha il vizio di concedersi alla stampa solo quando le cose vanno bene, e come al solito, dopo le sue dichiarazioni la squadra ha una flessione.

Porta male?

Sbaglia nella comunicazione? Probabile.

 

L’ultima dichiarazione è la solita barzelletta, abbiamo blindato Kalinic!! Abbiamo messo una clausola da 50 milioni.

Analizziamo: solitamente, un contratto in essere se modificato, viene ridiscusso sia nella durata che nella parte economica. Stranamente, non è arrivata nessuna notizia in merito, come se, fosse rimasto il vecchio contratto con scadenza 06.2019, con la semplice aggiunta di una clausola rescissoria, lì per lì, cercavo di capire l’utilità, cercando il solito inghippo, ma non lo trovavo, pensando che 50 milioni per una punta 29enne, non sarebbero mai arrivati.

Passano pochi giorni, e tramite Panerai, uomo misterioso, che esce allo scoperto dopo ogni c.d.a per ufficializzare uno scompenso finanziario o un buco di bilancio, viene fuori la notizia, lo scoop! Il buco di bilancio da 30 milioni teoricamente sanato dalla cessione di Alonso, è adesso di 48 milioni (ma guarda un po’), e contemporaneamente iniziano a venire fuori voci dalla Cina, di una presunta offerta da 50 milioni per Kalinic.

Sembra di rivivere la storiella Felipe Melo, con rinnovo e blindatura a 25 milioni e il conseguente addio dopo 10 giorni.

 

Venendo ad un discorso tecnico, Kalinic a quelle cifre andrebbe venduto, prendendo al suo posto una punta da 20 milioni, e utilizzando i restanti 30 per due terzini e un centrocampista centrale, ma questo non verrà mai fatto, le plusvalenze non sono mai state reinvestite, vanno tutte a coprire costi strampalati, come i 4.8 milioni del solo prestito di Richards, i rinnovi milionari di giocatori come Tomovic, o ai 25 milioni annui circa di consulenza esterne, e chissà quanto costa il pool di legali, che oltretutto hanno perso l’ennesima causa.

 

L’unica scaramuccia di cui non si sente più parlare è quella con il Chelsea per Salah, i più maligni potrebbero pensare che ci sia stretti due mani con il trasferimento di Alonso a Londra, avvenuto il 30 agosto, ma che da più parti si dice esser stato intavolato e chiuso prima della conclusione dello scorso campionato.

 

Come detto dal e con il mio amico Frati, in varie pause pranzo in quel di San Casciano, tra un caffè e un cicchino, la boutade Kalinic è semplice da analizzare, o è già venduto, e si sta facendo i’teatrino, o si fa finta di fare un altro regalo a Firenze, non comprando nessuno, e dicendo che gli sforzi della società per trattenerlo non hanno permesso margine di movimento in entrata.

 

Sperando in caso di cessione che non venga venduto ufficialmente il 31 gennaio, solo per non avere tempo per acquistare altri, prendendo poi di corsa un IC a caso, ma conoscendo gli attori, mi viene in mente un bidone mezzo rotto che non gioca più, Djordjevic della Lazio.

 

In attesa di altre du vociate a Andreino, sempre un si rintani all’interno delle tribune uscendo poi da uscite secondarie, via auguro un buon anno a tutti.

 

Matteo Bellini

 

 

 

Un commento

  1. Articolo che rispecchia tutti i miei pensieri.

    Non posso che STRA – condividere.

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