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La nuova coperta viola

Bernardo Brovarone radio

di Bernardo Brovarone | 12 ottobre 2016

Esistono dei presupposti all’interno di una società di calcio a cui non si può sfuggire, sono alla base di un progetto di lavoro, di una ricerca di obiettivi, di una crescita esponenziale, di un ottenimento di risultati. Il rispetto dei ruoli, le responsabilità specifiche delle cariche assegnate, figure differenti in settori svariati all’interno di un club, che abbiano la possibilità e la libertà di esercitare il proprio potere attraverso il lavoro quotidiano, indisturbati e rispettati nelle loro mansioni e nella loro operatività. In questi ultimi anni la Fiorentina ha sofferto molto questi aspetti, ci sono state invasioni di campo errate e irresponsabili, dirigenti capaci e competenti accantonati e delegittimati, con le scontate e disgraziate conseguenze ricadute sulla squadra, sul mercato, sull’immagine della società, sulla gestione generale di un club di così alto profilo come la Fiorentina. Ne hanno sofferto tantissimo pure gli allenatori, veniva a mancare loro il naturale riferimento dirigenziale sportivo, il direttore di campo e di scrivania, l’uomo a cui affidarsi e con cui confrontarsi, il vero compagno di vita quotidiana di ogni tecnico calcistico al mondo. Oggi si è pensato bene di correggere il tiro, e di restituire alla Fiorentina una nuova struttura organizzativa, più snella, più lineare, più specifica, più solare, più CALCISTICA.

Un uomo solo al comando, che siano segni più o che siano segni meno il responsabile della baracca resta sempre solo e soltanto uno. Pantaleo in questo resta un uomo molto credibile e altrettanto affidabile, è abituato ad avere potere operativo e a gestire il suo gruppo di lavoro senza intromissioni e con totale libertà di manovra. Un regista puro, con i suoi difetti e le sue manie, con il suo essere lavoratore instancabile e con le sue pause salentine rigeneranti, con le sue fissazioni, con le sue ossessioni, con il suo entusiasmo silenzioso quasi misterioso, un uomo navigato, un riferimento autentico per Paulo Sousa, finalmente mi viene da dire. Adesso devono essere bravi a sapere lavorare a braccetto, ad apprezzarsi ma anche a sopportarsi, a studiare insieme le soluzioni migliori, a rigenerare una Fiorentina un po’ sotto tono, a ricreare basi solide ricche di ambizioni, a restituire ad alcuni giocatori fondamentali una nuova vitalità, nuove motivazioni, nuovi progetti, nuovi orizzonti, nuovi obiettivi, possibilmente pure vincenti come il Direttore di recente ha nuovamente rimarcato. E dietro di loro,a sostenere la macchina, ci dovranno essere le figure importanti, i proprietari, gli amministratori, i delegati, a soffiare alle spalle più forte possibile, a regalare valore aggiunto, ad offrire presenza, calore, sostegno, a tentare di ricucire strappi e strappetti, a ridisegnare un percorso nuovo e stimolante, magari condito pure dalla presenza di qualche nuova figura, da qualche amante puro di questi colori, di questa società, di questa città. Troppi personaggi fasulli, piccini, piccini, cercano la gloria, magari pure un posto di lavoro all’interno del club, raccontando novelle dalla mattina alla sera salvo poi rivelarsi povere creature con la maschera sul viso alla ricerca di un’elemosina pietosa e oramai certificata, servitevi della LUCE DEL CIELO, lui illuminerà tutto, anche solo con sorrisi e strette di mano, ma con dolcezza, con semplicità, con classe e con amore, e con grandi conoscenze calcistiche.

Completate questo mosaico, non è un lavoro impossibile, lo meritano in tanti, ventimila persone vi hanno giurato amore incondizionato anche a questo giro, molte altre oggi sono scettiche e soprattutto infreddolite, copritele con una bella copertona di cachemire TUTTA VIOLA, nel mezzo l’immagine di Giancarlo, che accarezza e benedice il suo popolo, che illumina la Fiesole, che abbraccia il Franchi, che beatifica Firenze. NOI SIAMO QUESTI 💜

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