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JUAN SEBASTIAN VERON “LA BRUJITA”.

veron

di MC&TB | 31 gennaio 2017

Come molti già sanno e come da noi anticipato settimane fa Juan Sebastian Veron a 41 anni suonati è tornato a calcare i campi di calcio, si tratta del suo terzo rientro dopo altrettanti “ritiri” e ci sembrava giusto dedicare qualche riga ad uno dei giocatori più eleganti e completi che abbiamo visto giocare.

Oggi parliamo di quello che è stato uno dei centrocampisti più completi e belli da vedere visti nel nostro campionato e non solo,Juan Sebastian Veron,la brujita(la streghetta).Nasce il 9 marzo1975 a La Plata,una domenica nella quale guarda caso il destino vuole che si giochi un “clasico” di La Plata tra Estudiantes e Gimnasia  Esgrima,partita che termina 3-3 e che vede tra i marcatori una delle stelle di quell’Estudiantes,Juan Ramon Veron,la bruja,la strega,che che quel giorno oltre a segnare nel derby diventa padre di quella che sarà la futura stella,la brujita appunto.A 7 anni ha già la maglia biancorossa del “pincha” addosso e piano piano inizia la trafila nelle giovanili della squadra platense che lo porterà ad esordire in prima squadra nel 1993,a 18 anni, e a farsi subito distinguere per il suo talento cristallino e per il suo piede fantastico.Potenza,precisione,tenacia ed intelligenza tattica,il giovane Veron fa parlare subito di se ed il salto dal suo Estudiantes al Boca Juniors di Maradona,Caniggia e Bilardo è quasi immediato,ma al Boca rimane solo per un semestre perché poi viene notato da Sven Goran Eriksson che lo porta alla Sampdoria per farlo giocare alle spalle della coppia Mancini-Montella dove si impone da subito e diventa un idolo della tifoseria blucerchiata.A Genova rimane 2 anni,poi Tanzi lo porta a Parma per costruire attorno a lui quello che sarà il Parma più forte  e più vincente della storia della società ducale.Con Malesani in panchina e con compagni di squadra del calibro di Buffon,Thuram,Cannavaro,Chiesa e Crespo si aggiudica la Coppa Italia(ai danni nostri) e soprattutto la Coppa Uefa,lasciando un segno indelebile ed anche qui,entrando nei cuori dei tifosi per la sua serietà e professionalità.Dopo l’annata in Emilia,Eriksson,suo grandissimo estimatore, bussa ancora alla sua porta,stavolta per portarlo alla Lazio,indicandolo come giocatore fondamentale per costruire la sua Lazio e dare l’assalto al titolo in quelli che saranno forse i due anni migliori della carriera di Veron(1999-2001), nei quali vince uno storico scudetto,una supercoppa europea,una coppa italia ed una supercoppa italiana,consacrandosi come vero leader e giocatore imprescindibile anche in nazionale,dove nell’arco di tutta la sua carriera riuscirà a collezionare 73 presenze con 9 reti messe a segno e soprattutto 3 mondiali giocati(1998,2002,2010 a 35 anni).

Nel 2001 con la Lazio che inizia ad avere i primi problemi finanziare dell’era Cragnotti la brujita si trasferisce alla corte di sir Alex Ferguson al Man.UTd lasciando anche lì il segno e portando a casa un titolo inglese.Conclude l’avventura in terra britannica con 6 mesi al Chelsea dove inizia ad accusare problemi fisici e non riesce a avere quella continuità che lo aveva contraddistinto e che ritroverà solo tornando in Italia all’Inter dove vince altre due coppe Italia,una supercoppa ed uno scudetto(calciopoli) in quelli che saranno i suoi ultimi due anni europei.

Siamo nell’ estate 2006:la Brujita dice addio all’Inter e all’Europa per tornare al primo amore calcistico, l’Estudiantes di La Plata. Ormai il centrocampista argentino si avvia verso i 31 anni e ritiene concluso il suo ciclo al di là dell’Atlantico. Ad attenderlo in panchina c’è il suo ex compagno alla Lazio El Cholo Diego Pablo Simeone, alla sua seconda esperienza in panchina dopo la miracolosa salvezza ottenuta col Racing. E al primo colpo è subito titolo nell’Apertura 2006, terminato con uno spareggio epico giocato allo Josè Amalfitani. L’equipo del Che recuperò 4 punti nelle ultime 2 giornate al Boca del Bigoton Ricardo La Volpe e vinse lo spareggio grazie alla rete decisiva del Tanque Hugo Mariano Pavone. Per la Brujita subito un ritorno in pompa magna dopo i trionfi europei, con i biancorossi di La Plata che tornano al successo dopo ben 23 anni. Le soddisfazioni per la “piccola strega” non terminano e nel 2008 sfiora il successo continentale nella Sudamericana, fermato solo in finale dall’Internacional di Porto Alegre del Cabezon Andrès D’Alessandro.La sua regia illuminante fa girare a pieno l’equipo allenata da Pachorra Sabella e contagia anche elementi dalla tecnica “ruvida” come El Chino Lenadro Benitez e El Chapu Rodrigo Brana,scudieri sempre al fianco di Seba.Inoltre in campo gli si affiancano figure referenziali in altri reparti come El Chavo Leandro Desabato in difesa, il sovracitato Pavone e La Gata Gaston Fernandez in attacco. Ed ecco che la consacrazione continentale massima arriva l’anno successivo, nel 2009, con la conquista della Libertadores in finale contro il Cruzeiro,dopo una clamorosa vittoria per 2 a 1 in Brasile nel match di ritorno. Un gusto particolare questa ennesima perla della carriera della Brujita:il quarto titolo in Libertadores arriva 39 anni dopo l’ultimo successo firmato Juan Ramon Veron,la Bruja, padre di Sebastian ed idolo assoluto del popolo pincharrata. Intanto, sotto la guida sapiente di Sabella, Veron conquista anche l’Apertura 2010, vincendo oltretutto per il secondo anno consecutivo il titolo di calciatore sudamericano dell’anno. Nel 2011 annuncia il proprio ritiro per il termine dell’Apertura ma la voglia di confrontarsi sul campo è troppo forte , per cui lo posticipa di 6 mesi. Nel giugno 2012 firma un contratto con i dilettanti del Coronel di Brandsen, ma il richiamo del Ciudad de la Plata è troppo forte e nel Dicembre 2012 torna alla casa madre con un ruolo da dirigente. Ma l’Hombre de la Plata non si accontenta ed il campo lo rivuole a sè, per cui nel Luglio 2013 firma un nuovo contratto, annuale, da calciatore,alla tenera età di 38 anni. La classe di questo infinito centrocampista è uno dei ricordi calcistici più belli che abbia degli ultimi 10 anni:lanci di 40 metri sui piedi, velocità di esecuzione fuori dal normale e un destro terrificante, soprattutto sui calci piazzati. Ancora ricordo la sua ultima partita a Firenze, quando l’inter perse 2 a 1 nel 2006: lui(e Figo) furono davvero uno spettacolo. Per cui, ora e sempre, Dale Brujita!!!

Vi lasciamo con due video bellissimi,uno che ripercorre tutta la sua carriera con delle immagini bellissime dei suoi migliori gol e momenti,

http://www.youtube.com/watch?v=-EkzH_rPGRE

l’altro è quello di un momento classico del prepartita negli spogliatoi argentini,l’arenga,l’arringa del capitano prima di entrare in campo.Qui vediamo il capitano dell’Estudiantes caricare i suoi in quella che fu la sua ultima partita prime del ritiro del 2012…ascoltate bene le parole(dal minuto 2.03)…musica per gli amanti di questo sport!!!

 https://www.youtube.com/watch?v=JTe5OMFsjME

 

 

 

 

 

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