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Inversamente proporzionali

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di Matteo Bellini | 20 ottobre 2016

Vado al mare in maremma, più precisamente a Fonteblanda, piccolo paesino 25 km a sud di Grosseto, dove aldilà della bellezza del mare e del paesaggio, c’e’ ancora una grossa passione calcistica per la squadra di paese, ogni paese segue la propria squadra, spesso anche in trasferta, ogni domenica è un derby, e al campo si vedano ancora centinaia di persone.

 

Le sagre paesane, gestite dalla società sportiva, rimpolpano il portafogli della società, e tra mille difficoltà si riesce ancora a fare calcio, le scuole calcio, spesso sono un misto di annate, capita infatti che non si raggiunga i 10 ragazzi per anno, ci si sposta quindi nel paese accanto, ma nonostante tutto, si va avanti.

 

Parecchi anni fa, sono stato fidanzato con una ragazza di li, e ho avuto la fortuna di vivere l’inverno in un paese di mare, con abitudini e ritmi nuovi, completamente diversi dai mia, alle 10.30 della domenica, al bar del paese vedi tutti i ragazzi con la tuta della squadra, a fare colazione insieme, cappuccio e cornetto, via le scorie del sabato sera, e partenza verso la convocazione, chi da una parte, chi dall’altra in base alla propria squadra e alla propria bravura, qualcuno nei dilettanti, altri in terza categoria.

Verso le 18.00 la piazza magicamente si rianimava e ci si ritrovava a guardare 90esimo con bisteccone Galeazzi, oggi è un pò cambiato, siamo tutti più grandi, si torna a casa, tasto verde di sky, e giù coi gol in attesa del posticipo, ma l’amore per il calcio giocato, e la squadra di paese resta intatto.

 

A Fonteblanda, la sagra paesana conta un migliaio di persone a sera, il portafoglio ride, e si può fare calcio in serenità, quest’anno per la prima volta, dopo aver vinto il campionato di Eccellenza, i neroverdi fonteblandini si affacciano in promozione, la rosa è stata quasi totalmente confermata, qualche innesto d’esperienza, qualche fuori quota di qualità, ma quello che conta, e sembrerà una barzelletta, e mantenere molti ragazzi di Fonteblanda per portare nello spogliatoio l’identità paesana, come se quello di Talamone, che dista 3 km, avesse una mentalità diversa, ma nel calcio si sa, sono i piccolissimi particolari che fanno la differenza.

Conosco quasi tutti i ragazzi che in pochi anni sono passati dalla seconda categoria alla promozione, ormai ogni estate quando gli riabbraccio, il Fonteblanda Calcio è uno dei primi argomenti che affrontiamo, e già verso metà giugno sanno chi rimane, chi arriva e chi va via…… PAZZESCO, per me che ormai a furia di leggere interviste dei soliti noti, ho in testa che il calciomercato entra nel vivo il 20 agosto, e che fino al 15 agosto c’è solo “UNA TEMPESTA D’IDEE”.

 

Tranne che nell’ultimo anno e mezzo, in cui son cronicamente infortunato, ho sempre giocato a calcetto, ed a livello amatoriale mi sono levato belle soddisfazione, raggiungendo per 4 anni di fila le finali provinciali, sia Csen che Midland, purtroppo vincendoli una sola volta, tra i tanti componenti della squadra, c’era anche il presidente del Grassina, Tommaso Zepponi.

Tommy da buon presidente, sta dietro alla squadra tutto l’anno, a volte dopo una sconfitta, o in un periodo difficile, non è venuto a fare il matchettino con noi perché doveva seguire l’allenamento. Durante le fasi finali del torneo(fine maggio), ci ha ringambato sia in semifinale che in finale per chiudere contratti coi giocatori, programmazione e vicinanza vera alla sua squadra, unita a una passione smisurata, che ha permesso al Grassina di scalare categorie, sfiorando addirittura una storica promozione nei dilettanti nazionali lo scorso anno.

Mi è capitato in quel periodo, di chiedergli “del dietro le quinte” di una squadra dilettantistica, ma le sue risposte e la sua passione, mi hanno fatto capire che di dilettantismo c’è solo il nome della categoria, spesso gli ho sentito dire la parola PROGETTO, si sa, noi violacei siamo allergici a tal parola, infatti ho avuto una reazione similare a quella dei vampiri alla vista dell’aglio, ma a differenza di altri, questo progetto è reale, un progetto triennale che inizia quest’anno, nonostante gli ottimi risultati raggiunti anno scorso, con una promozione persa solo ai playoff, Tommy ha deciso di rifondare la squadra con giovani di qualità, obiettivo annuale salvezza tranquilla, senza troppi obblighi, nonostante tutto, adesso è seconda in classifica, l’obiettivo alla fine del triennio è la promozione in Dilettanti Nazionali e il consolidamento in categoria; se paragono tutto questo alla mia amata Fiorentina, mi scende una lacrima e mi sale la rabbia.

 

Due esempi, simili, ma completamente diversi allo stesso tempo, territori diversi, tanta passione in entrambi, tanta voglia di fare, con le proprie risorse da investire nel miglior modo possibile, si può progettare anche nelle periferie calcistiche come Grassina e Fonteblanda, due ambienti in cui a febbraio marzo ci si riunisce, società e allenatore, e si inizia a programmare l’anno successivo, addirittura una doppia programmazione in base al risultato sportivo raggiunto(mantenimento categoria o promozione) con conferme, cessioni e acquisti da fare.

 

In Fiorentina mi sembra che questo non accade da almeno tre anni, i giocatori acquistati, più che funzionali al gioco del mister sono funzionali al portafoglio, si tende a non vendere dei giocatori, anche se sono da vendere in modo di non inimicarsi una parte di tifoseria, non monetizzando, e non reinvestendo di conseguenza, facendo invecchiare e diminuire il patrimonio tecnico.

 

Vedo scempi incredibili, giocatori venduti il 31 agosto e non rimpiazzati, come se qualcuno credesse che quell’offerta è arrivata l’ultimo giorno, come se non ci fosse un terzino sinistro in tutto il mondo decente, come se non esiste un terzino destro di ruolo in tutto il globo di un livello superiore a quello di Gilberto e Tomovic.

 

In Fiorentina pare che venga fatto tutto un po’ a caso, che i giocatori vengano presi se sono un affare economico, ovvero se costano zero, piuttosto che siano prospetti indicati dal mister, ed è qua che vedo il dolo, non so cosa altro debba succedere per far tornare questa società a fare calcio invece che i bilanci, esattamente come accadeva nei primi anni di Prandelli e nel primo anno e mezzo di Montella.

Qua a Firenze, si riempie gli orecchi del tifoso con seta e lana, quando nella realtà, chi non ha nessun dei due, col cervello, programmando, raggiunge risultati, e tutto sommato, a me i dilettanti, paiono quelli che gestiscono una società calcistica di serie A.

 

Matteo Bellini

2 commenti

  1. Non è Bernardo che scrive.

    Credo che a Fonteblanda abbiano vinto la Promozione per andare in Eccellenza, non il contrario…

  2. E’ vero in provincia,nelle piccole/piccolissime realtà si vive ancora un calcio Old Style,dove le Idee vengono,prima dei soldi,dove l’appartenenza viene prima di molte altre cose.
    La viola ha problemi diversi e di diversa natura,il primo è la mancanza di Società totale,inconsistenti,evanescenti,”promettoni” (passami la licenza),poco affascinanti e credibili,oltre i risultati,oltre i giocatori,totalmente privi di verità e anche di vergogna.
    Il Secondo è la cattiva gestione delle persone non di Calcio che però vogliono fare calcio(Gnigni),il quale ha trovato la sua metà,nel potente procuratore Slavo,le Nozze verranno presto annunciate.
    Il Terzo è la moscia Tifoseria,appecorata,la quale non contesta quando e chi deve,ma qualche volta appare su striscioni che poi non si concretizzano in fatti.
    Quella che una volta era la “CORSA DEL VIALE DEI MILLE”,non credo riapparirà,per molti motivi,ma nemmeno questa apatia…
    Per favore Bernardo almeno tu non usare “IN” nei confronti della NOSTRA Fiorentina…
    Sei un Grande–

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