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Inter-Fiorentina

Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

di Antonio Frati | 28 novembre 2016

Sarà Inter-Fiorentina a chiudere la 14ª giornata nel posticipo serale. Gara che si prospetta decisiva sotto molti aspetti per tutte e due le formazioni,  forse l’ultima chiamata disponibile per entrambe per poter dare un senso ad una stagione fin qui troppo altalenante. L’Inter fresca di cambio tecnico con l’ingaggio di Stefano Pioli,  si presenterà davanti al proprio pubblico dopo l’inaspettata e cocente sconfitta in Israele che ne ha decretato anche l’uscita dalla manifestazione. La squadra di Pioli viene però da un derby milanese giocato fino in fondo e acciuffato nel recupero dopo essere stata due volte sotto contro il Milan. Pioli ha già fatto qualche aggiustamento tattico secondo quelli che sono i propri dettami calcistici, da vedere se il 4-3-3 visto contro il Milan può essere riproposto anche contro la Fiorentina, in una partita nella quale i nerazzurri saranno chiamati di più a fare gioco rispetto al derby. Per l’Inter è forse davvero l’ultima spiaggia per tentare di restare aggrappata al treno delle migliori. Pioli contro i rossoneri ha riproposto Kondogbia in mediana ai danni di Banega, ancora Brozovic più da mezz’ala  e Joao Mario più centrale,  quasi collegato frontalmente ad Icardi, poi Perisic e Candreva sempre larghi ma che a turno andavano a stringere e concludere quasi sempre dal centro, molto vicini e quasi da seconde punte alternandosi nei tempi. Gli esterni bassi che puntano il fondo, Ansaldi e D’Ambrosio. Medel era stato impostato come centrale difensivo accanto a Miranda e tolto dal centrocampo, poi l’infortunio del cileno ha vanificato quest’altro piccolo grande cambiamento tattico, sarà quindi Ranocchia a sostituirlo, per una coppia centrale difensiva nerazzurra certamente tecnica, ma forse non perfettamente assortita nelle caratteristiche e che la rendono attaccabile almeno sotto l’aspetto della velocità e del pressing degli avversari. Dopo un’altra settimana che definire caotica da parte della Fiorentina, è usare un eufemismo, preferisco lasciar parlare il campo, cosa che almeno personalmente interessa da sempre di più del triste, ennesimo teatrino in piedi a Firenze, con tutte le parti in causa lanciatissime a cercare di far terminare la stagione già incredibilmente a novembre, ma che avrebbe invece ancora molto da dire sotto l’aspetto calcistico. Dopo la bella e netta affermazione esterna di Empoli, i ragazzi in maglia viola hanno trovato il modo e il tempo di complicarsi il cammino di Europa League uscendo sconfitti in pieno recupero col Paok a Firenze. Niente è compromesso, un pari in Azerbaijan garantisce infatti  ancora il primo posto nel girone, una sconfitta anche per 5 a 0 fa comunque passare il turno anche se per secondi. Insomma c’è da impegnarsi per uscire anzitempo dall’Europa League.  Per la Fiorentina questo posticipo con l’Inter sarà certamente importante, quasi fondamentale per il proseguo della stagione ma non avrà comunque una sentenza definitiva,  grazie ai 20 punti conquistati e una partita ancora da recuperare. Sarà una partita più da dentro o fuori per l’Inter che per  i ragazzi di Sousa, che avranno dunque qualche piccolo vantaggio almeno sotto l’aspetto psicologico. L’importante è che la Fiorentina riesca a stare in partita e se la giochi senza molti patemi d’animo, l’Inter è vero che è in fase di ri-costruzione dopo un avvio caotico e cervellotico, ma ha anche degli ottimi valori tecnici nella rosa che possono emergere contro qualsiasi avversario. Il risultato sarà dunque importante ma non decisivo, conta molto di più il modo in cui arriverà. In porta toccherà al solito Tatarusanu difendere la porta viola, G.Rodriguez e Astori saranno la consueta coppia centrale, Tomovic dopo Empoli e Paok dovrebbe (condizionale d’obbligo con Sousa) lasciare il posto a Salcedo forse più adatto a cercare di arginare gli esterni interisti, soprattutto per prontezza e velocità rispetto al buon Nenad, Milic sarà di nuovo titolare a sinistra. E’ a centrocampo che Sousa dovrà ragionare forse più che in altre occasioni, perché Pioli come detto, qualcosa ha già cambiato. Badelj ha giocato anche contro il Paok, chissà che non sia l’occasione per togliersi un po’ di compasso e aggiungere velocità d’esecuzione, magari tornando a tre con Borja, Vecino e uno fra  Sanchez e Cristoforo. Ilicic sarà il consueto “legame” fra il centrocampo e Kalinic, Bernardeschi e Tello saranno della gara se il centrocampo resterà a due interpreti, altrimenti uno dei due partirà dalla panchina, con Tello “favorito” in questa circorstanza. Sarà comunque una trasferta molto diversa dalle ultime due vittoriose per i ragazzi di Sousa, l’Inter resta una squadra importante come valori tecnici, che avrà sicuramente voglia di ripartire dopo un’estate pazzesca, con nuovo allenatore olandese presentato il 10 d’agosto ed esonerato a novembre, con il nuovo inizio sotto Stefano Pioli. Conteranno le motivazioni come sempre, la voglia di superarsi sul campo e di portare a casa tre punti molto importanti. La Fiorentina potrà apportare anche qualche cambiamento agli schieramenti visti nelle ultime trasferte senza snaturare troppo il credo di Sousa e cercare di far male alla coppia centrale interista Ranocchia-Miranda, ribadisco sicuramente tecnica, ma che può soffrire maledettamente gli anticipi di Kalinic e gli uno-due nello stretto che dovranno garantire sia Ilicic che Bernardeschi o chi per lui. Le fasce andranno presidiate con attenzione più che aggredite, Perisic e Candreva sono maestri  proprio nel partire da lì per far male alle difese avversarie e i loro esterni bassi difendono e supportano l’azione con ottime scelte di tempo. Comunque c’è l’occasione, il luogo e il modo per giocarsela fino in fondo e magari anche centrare un risultato che forse non escluderebbe del tutto l’Inter dalle prime posizioni, ma che potrebbe lanciare la Fiorentina verso un campionato completamente opposto all’anonimato verso cui molti e troppi protagonisti che ruotano attorno alle sorti viola, vorrebbero già relegarla. Ma siamo ancora a Novembre, oggi per fortuna parlerà il campo e l’aspetto tecnico/tattico, sperando che le situazioni ambigue che ci stiamo trascinando da troppo tempo, non interferiscano con il calcio giocato, il solo aspetto di cui tutti vorremmo sentire parlare. E’ l’ora di far tacere tutto e tutti, protagonisti e non, per dare la parola soltanto al rettangolo verde, alle gambe, al pallone e al sudore dei ragazzi vestiti di viola, agli stimoli e la voglia di rendersi protagonisti nonostante tutto, onorare i colori che indossano per dare davvero ancora un senso ad una stagione che non può e non deve chiudersi certamente già a Novembre.

 

Antonio Frati

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