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Inter-Fiorentina 4-2. L’Elogio della Follia.

Sousa1

di Antonio Frati | 29 novembre 2016

A S.Siro va in scena l’Elogio della Follia e la Fiorentina esce sconfitta alla fine per 4-2. Primo tempo da incubo con l’Inter che va in gol ben 3 volte nei primi venti minuti, la Fiorentina accorcia le distanze con Kalinic, riduce ancora lo svantaggio con Ilicic e prende il 4 e definitivo gol nei minuti di recupero. Una partenza che non ha senso già nella formazione iniziale con la coppia centrale Rodriguez-Astori che non può stare insieme soprattutto se davanti ha un duo di centrocampo formato da Badelj e B.Valero che non garantiscono alcun filtro e dinamismo  ai centrali difensivi. L’equivoco tattico nasce da lontano con il forzato inserimento di Tello nella formazione viola. Può un calciatore solo squilibrare ogni possibile modulo tattico? Evidentemente si perché il suo impiego non permette uno schieramento a tre centrali dietro, lo spagnolo infatti non copre tutta la fascia come si richiederebbe ad un esterno nel 3-5-2 e viene supportato (o sopportato forse meglio) solo con un esterno basso dietro di guardia. Peccato che la Fiorentina abbia difensori adatti solo a giocare a tre e nessun terzino degno di definirsi tale. Stare a spiegare ancora una volta la differenza fra un centrale difensivo e un terzino mi pare superfluo e non tutti sono Tomas Ujifalusi che si adattano senza alcun problema, magari reinventandosi anche una carriera in un ruolo diverso. Pretendere che calciatori del livello di Tomovic o Salcedo possano farlo non si può, si può provare ed è stato fatto anche per troppo tempo, ma quando i risultati, o meglio i problemi di una squadra sono sempre nel solito meccanismo, continuare è follia pura. Follia che a me pare forzata da un diktat societario più che da una scelta consapevole di Paulo Sousa, non per difenderlo soltanto, ma per capire che una persona che vive e sa di calcio come lui non può non sapere certe cose. Le strade sono soltanto due in questo caso: o siamo di fronte ad un incapace totale, o certe scelte societarie su certi contratti come quello di Tello (più gioca e meno lo paghi), possono veramente fare danni incalcolabili. E nonostante tutto pare che il resto del gruppo non risenta poi troppo di questa “imposizione” , di questa differenza di comportamenti verso un giocatore in relazione a tutti gli altri. Segno che sono ragazzi intelligenti. Il sunto tattico di questa rosa costruita quasi solo esclusivamente su esigenze e imposizioni economiche, più che su veri fondamenti calcistici, è che la Fiorentina non può schierarsi a tre centrali difensivi perché non ha esterni di tutta percorrenza, ma lo stesso soffre terribilmente a 4 dietro perché i centrali che ha non sono adatti a tale impostazione tattica. Idem il duo di centrocampo davanti alla difesa che non può essere formato da Badelj e B.Valero. Anche lì o si torna a tre interpreti inserendo Vecino e magari togliendo un esterno di centrocampo (ah già ma Tello non può essere tolto, quindi toccherebbe a Bernardeschi star fuori…) o togli B.Valero spostandolo sulla trequarti (ah già ma Tello non può essere tolto, quindi toccherebbe a Bernardeschi star fuori…). Come la si gira si gira, siamo una contraddizione tattica continua e per far giocare un calciatore per il timore di pagarlo qualche milione in più, si preferisce stravolgere sempre gli schieramenti tattici ed adattare qualcosa come 4-5 giocatori almeno. Se questo vi sembra il contesto giusto per poter far lavorare seriamente un allenatore, alzo le mani e mi arrendo. Poi va da se che anche l’atteggiamento complessivo non aiuti nelle forzature che sono evidenti, ma chissà che siano proprio queste forzature obbligate a creare questo atteggiamento complessivo. L’Elogio della Follia di una partita allucinante, si è quasi consumato del tutto nei primi venti minuti di gara, con i ragazzi in viola trafitti ben tre volte da Brozovic, Candreva e Icardi. Salcedo preso d’infilata dalla coppia Perisic-Ansaldi (con il solito Tello letteralmente a guardare), con la velocità dei trequarti interisti che faceva a fetta gli altri deposti al contenimento. Serata che poteva finire in goleada e che invece è cambiata quando sembrava che non ce ne fosse più lo spazio. Un gran lancio di Badelj per Kalinic che si beve i lenti centrali interisti (Ranocchia e Miranda che come sottolineato in fase di presentazione andavano attaccati in velocità anziché presi dagli esterni, ah già ma Tello non può essere tolto…) in velocità e batte Handanovic in uscita. Qualcosa cambia nella testa dei calciatori di Sousa, l’Inter che affondava come una lama nel burro della difesa viola, quasi si blocca tornando alle vecchie insicurezze dell’era DeBoer. Ma ci pensa l’arbitro D’Amato a stroncare ogni velleità di rimonta della Fiorentina e a proteggere un’Inter prima arrembante e poi impaurita seppur in vantaggio ancora di due gol. I fischi dell’arbitro iniziano ad essere chirurgici, permette un comportamento ai calciatori interisti e tutt’altro a quelli della Fiorentina, ammonizioni in un senso solo, un rigore SOLARE non fischiato per una randellata su Gonzalo Rodriguez e nel recupero del primo tempo il capolavoro vero di questo incapace: l’espulsione di G.Rodriguez che commette fallo su Icardi è sembrata eccessiva persino a Beppe Bergomi, noto milanista infatti. Ma tant’è, si va negli spogliatoi con la Fiorentina sotto di due gol e un uomo in meno. Nella ripresa chi si aspetta un’Inter straripante e una Fiorentina arrendevole rimane certamente deluso, ma molto lo fa il nuovo atteggiamento dei calciatori viola, rientrati sul campo con la bava alla bocca e decisi a battersi fino alla fine per reagire prima ad una partenza incomprensibile e poi alle ingiustizie di un arbitro non imparziale. Sousa toglie un esterno basso (Milic, inutile come quasi sempre sia dietro che in avanti) e riporta la difesa a tre inserendo Tomovic, per un 3-4-2 che spaventa davvero l’Inter, incapace di chiudere la gara con 2-3 occasioni nitide e poi quasi pietrificata dal grandissimo secondo tempo di Ilicic che trova il gol a metà ripresa con la complicità di Handanovic. Ma è tutta la Fiorentina che butta sul campo ogni energia e che commuove per atteggiamento e abnegazione, Badelj cuce e rintuzza, Borja Valero non smette mai di far gioco, Astori diventa padrone dell’area e della prima impostazione, Ilicic sembra un leone come mai lo avevamo visto in maglia viola. Tello continua nella sua serata di totale inutilità, D’Amato invece in quella della grandissima utilità per l’Inter a cui non vengono ammoniti ancora calciatori neanche dopo  4-5 falli da dietro o totalmente ignorati i pochi già ammoniti, Miranda viene ovviamente graziato per una gomitata volontaria ad Ilicic. Basterebbe un guizzo ora, l’Inter non la chiude e la Fiorentina sente l’odore del sangue davvero. Entra Chiesa ed esce Berardeschi e non Tello, un cambio quasi inspiegabile se non con la forzatura della presenza e con un numero preciso di minuti che lo spagnolo DEVE fare e poi il debutto assoluto del giovanissimo Joshua Perez, statunitense in forza alla Primavera di Mr. Guidi, questa volta (e finalmente) per Tello. Questo forse il cambio che ha definitivamente messo il coperchio ad una partita che fino a quel momento era in piena ebollizione. D’Amato vigila bene per l’Inter non fischiando più niente alla Fiorentina, non dando il vantaggio al momento giusto e viceversa. Perez nell’unico spunto viene steso al limite dell’area ma D’Amato lo ignora, come viene incredibilmente ignorato Federico Chiesa falciato nettamente dai difensori interisti proprio al limite dell’area, con Ilicic già pronto a far male ad Handanovic in caso di calcio di punizione. Nessun fischio da parte dell’ignavo D’Amato e nel ribaltamento di fronte l’Inter chiude davvero la gara con il gol del 4-2 al 91°. Le luci (e le ombre) di S.Siro si spengono davvero. La Fiorentina perde sul campo dopo una partita incredibile e priva di logica, che si fatica a spiegare tatticamente, fuori partita e imbambolata in parità numerica, furiosa, concentrata e cattiva in inferiorità numerica fino a voler la rimonta completa. Un arbitraggio indegno di una partita regolare per un campionato importante come la Serie A. Un’alternanza di speranze e delusioni senza fine a cui nessun tifoso viola vuole sottostare ed abituarsi, ma che resta ad oggi la situazione sportiva più probabile in cui si ritroverà la Fiorentina fino alla fine della stagione. Un eterno Elogio della Follia imbastito dall’alto a cui sembra che nessuno possa e voglia metter fine. Certamente non il ritorno di un DS con poche idee e meno soldi, ne tantomento un allenatore esautorato da tempo, costretto a far scelte cervellotiche e che sta anche perdendo i giusti atteggiamenti dentro e fuori dal campo.

Antonio Frati.

2 commenti

  1. Hai ragione Roberto…ma stiamo parlando del niente credimi purtroppo. Tello cosa? Non tiene a bada il secondo esterno attaccando lui quando si può e non aiuta l’esterno basso perché non rientra quando c’è bisogno. Sempre in mezzo al nulla, fosse solo inutile almeno giocheremmo in 10. E’ addirittura dannoso perchè ti fa schierare 4-5 calciatori fuori ruolo. Saluti e grazie d’aver scritto.

  2. D’accordo su tutto. Lunedi i pagellisti hanno crocifisso Salcedo con voti tra il 4 e il 4,5 ma nei primi due gol esce sul portatore di palla, altri ( tello? ) dovevano coprire la sovrapposizione.

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