Don't Miss

Il punto viola

Sousa1

di Antonio Frati | 27 settembre 2016

Altra settimana da tre partite per la Fiorentina, reduce dal pareggio interno per 0-0 contro il Milan. Settimana che proseguirà con l’impegno di Europa League giovedi alle 19 a Firenze contro il Qarabag e che si concluderà domenica contro il Torino prima della sosta per gli impegni delle nazionali.

Contro il Milan ci sono stati dei progressi, peccato davvero per il rigore sbagliato di Ilicic nella convinzione (non la certezza ovviamente) che sarebbe stata tutta un’altra partita. La Fiorentina è scesa in campo col consueto 3-4-2-1 con Milic che spesso rientrava nella linea di difesa in fase di non possesso. Buona la gara di Salcedo schierato da titolare al posto di Astori ancora infortunato, ottima prestazione soprattutto sotto l’aspetto della concentrazione e della cattiveria agonistica. Il difensore messicano ha mostrato anche buoni fondamentali tecnici e capacità di calciare bene e preciso con tutti e due i piedi, quasi una rarità nel ruolo in Italia e soprattutto nella Fiorentina. Credo proprio che qualche gerarchia nel reparto arretrato cambierà dopo il suo esordio da titolare. Badelj e Sanchez schierati in tandem davanti a G. Rodriguez e compagni hanno invece sofferto molto la mobilità dei calciatori di Montella. Molto spesso troppo bassi venivano aggirati, quando si alzavano venivano quasi sempre presi in velocità. In 3-4 occasioni sono stati davvero in difficoltà anche nel rincorrere l’uomo pur palla al piede, mettendo in seria difficoltà tutta la difesa. Questo uno dei primi punti da rivedere nello schieramento tattico di Sousa, orfano da molte partite di Matias Vecino, forse l’unico in grado di ridare brillantezza, passo e ripartenza ad un reparto che oggi soffre maledettamente tutte e due le fasi. Averlo rivisto in campo fa ben sperare. Poco importa se Badelj ha comunque trovato l’unica verticalizzazione da cui poi è scaturito il rigore per la Fiorentina, le partite di calcio in Italia durano 90 minuti e oltre e non puoi permettere di incidere per una sola giocata e poco più. Kalinic ancora lasciato solo soprattutto da Borja Valero e Ilicic che non hanno quasi mai trovato tempi e spazi per supportarlo nel grande lavoro che la punta croata sviluppa durante la partita, ma che rischia di rimanere fine a se stesso se non gli verrà affiancato nei prossimi mesi un altro attaccante. Perché se non hai un centravanti bomber di razza, devi sfruttare il suo lavoro per la squadra in un’altra maniera, con una seconda punta veloce tipo Zarate o con più presenza in area come con Babacar, altrimenti diventa inutile anche lui. Bernardeschi ha fatto piccoli progressi, almeno sul piano fisico e della voglia, anche se non ha mai inciso veramente nelle giocate d’attacco, il compito di aiutare Kalinic era anche un po’ suo. Non benissimo Borja Valero, forse stanco e un po’ sulle gambe, ma che ci ha messo tanta volontà come sempre. Alla fine dei conti però si è procurato un calcio di rigore e l’unico tiro in porta veramente pericoloso, di sinistro a girare sul secondo palo appena dentro l’area, con Donnarumma che ha neutralizzato con una bellissima parata. Lo spagnolo ha finito addirittura nei due di centrocampo, quando Sanchez è stato spostato nei centrali difensivi (ruolo che il colombiano aveva già ricoperto in passato) dopo l’infortunio di Gonzalo e l’entrata in campo di Vecino. La grande occasione dicevamo è stato il calcio di rigore procurato da Borja Valero, Ilicic come sempre (finalmente da un anno un unico rigorista) si è presentato sul dischetto, ma il tiro dello sloveno ha colpito il palo interno con Donnarumma battuto. La sensazione è che Ilicic abbia battuto un rigore più “estremo” di quelli che calcia di solito anche per la stazza e l’agilità del portiere del Milan volendo angolarlo molto, se fosse stato in porta forse il portiere l’avrebbe anche sfiorata. Si tratta comunque del primo errore dal dischetto di Ilicic da quando gioca in Serie A. E’ andata male e lì molta della partita della Fiorentina si è chiusa. Il Milan di Vincenzo Montella in tutto questo ha fatto molto da spettatore, quasi volendo aspettare la Fiorentina e i suoi fraseggi per cercare di colpirla in contropiede, riuscendoci in 3-4 occasioni in cui Badelj e Sanchez sono stati sorpresi in velocità, ma venendo poi rintuzzati dalle ottime chiusure di Salcedo e compagni. L’unica grande occasione il Milan l’ha avuto però solo uno svarione di Sanchez a fine gara che poco ha a che fare con gli atteggiamenti tattici. Qualcosa a centrocampo deve necessariamente essere cambiato e non può essere certamente Milic a fare da unico alleggerimento esterno per far salire e muovere gli altri compagni di squadra. Onesta partita la sua ma niente più. Tello come sempre evanescente nei pochi minuti che ha avuto a disposizione. Alla fine un pareggio che non può essere una svolta positiva, ma ha mostrato dei progressi nella voglia di fare la partita per tutta la partita anche se i risultati sono stati non sono stati apprezzabili. La condizione forse è migliorata ancora un po’ e sperando che l’infortunio di Rodriguez non sia lungo e il rientro di Vecino sia in pianta stabile, oggi c’è un po’ più di ottimismo. Giovedì la Fiorentina giocherà di nuovo in Europa League, contro i modesti azeri del Qarabag, formazione con un paio di indivualità discrete e niente più, il centravanti brasiliano Reynaldo ex Anderlecht e Cercle Bruges in Belgio e lo spagnolo trequartista Dani Quintana. Gli infortuni in difesa non permettono a Paulo Sousa di fare molti cambi, soprattutto in vista della successiva partita, insidiosa quanto importante contro il Torino domenica, ma una chanche importante potrebbero averla Olivera al posto di Milic, Cristoforo e Vecino per mettere minuti nelle gambe dopo il suo infortunio, Zarate e Chiesa nel reparto avanzato insieme a Babacar. Forse anche Tello che ha giocato poco contro il Milan e che col Toro potrebbe lasciare il posto a qualcun altro, magari in qualche variazione tattica verso le due punte.

 

Antonio Frati.

3 commenti

  1. Però non lo definirei furbetto, Montella, è più che altro un ironico che ama salvarsi il posteriore, lo fa per istinto, è sempre figlio della sua terra. Se davvero fosse furbo, già all’epoca, le scenate alle sostituzioni con Capello mai le avrebbe fatte. E’ che va fuori controllo, a volte, quando è o si sente sotto pressione o quando non gli vengono riconosciuti i suoi meriti, lo abbiamo visto a Firenze quando la paranoia anti-arbitrale si era impadronita di lui e di molti a Firenze. Giustamente, direi. Lì nacque il Lamentino, che assai poco confinava con la furberia che oggi gli viene attribuita. Il suo è paraculismo e ironia di chi non vuole passare per fesso. E’ tipicamente osco-campano, esiste dai tempi delle Atellane e poi di Plauto, è roba vecchia, Montella l’ha ereditata, diciamo così.

  2. Grazie Drak, troppo buono come sempre. Voleva vincerla da furbo il buon Montella e gli è andata male. Anche ovviamente per merito nostro. Alla prossima.

  3. Splendida analisi, Frati, come sempre. Ma troppo tenerino con Montella-Mihajlovic. Lui voleva giocarsela la partita, inizialmente, poi ha ceduto alla Sovranità Viola. Superiorità nell’organizzazione di gioco troppo palese. In rossonero rende molto meno Montella, un pò come in Viola rendeva meno Mihajlovic. Ma può crescere il Montella, specie se ha dalla sua la buonasorte, come domenica sera.

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*