Don't Miss

Il 3-3 di Fiorentina-Napoli

Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

di Antonio Frati | 23 dicembre 2016

Finisce 3-3 fra Fiorentina e Napoli una partita spettacolare sotto molti punti di vista, nella quale si sono visti gol meravigliosi ed errori difensivi gravi. Il pareggio all’ultimo tuffo del “grande” Napoli su rigore provocato da un errore in disimpegno di Tomovic e poi dalla scellerata chiusura di Salcedo sul furbissimo Mertens che cerca e trova il contatto sulla gamba in area. Un peccato davvero per la Fiorentina, che aveva ribaltato una partita sempre di rincorsa ma mai veramente sotto. Ecco, il grande merito dei ragazzi di Paulo Sousa contro il Napoli è stato quello di aver affrontato la gara dall’inizio col piede giusto. Inevitabile un inizio di marca napoletana, una squadra come scritto alla vigilia che gioca sempre la palla, imposta il gioco cercando sempre di attaccare e farti male, ma che se contenuta a dovere, dietro  soprattutto nei centrali difensivi, ha i suoi problemi e ti lascia anche delle occasioni, a patto ovviamente di avere la forza e la lucidità di attaccarli senza avere la paura di farlo, anche dopo aver subito un po’. La Fiorentina è stata coraggiosa, neanche il gol preso con una grandissima giocata di Insigne, per lunghi tratti il migliore in campo, ha scalfito la volontà dei giocatori viola, sospinti da un ottimo tifo e messi bene in campo da Sousa. E’ stata una serata esaltante per certi versi, poi smorzata certamente da un finale amaro, ma intanto qualcosa è andato a posto. Quello che non va è sotto gli occhi di tutti e al di là delle inutili parole di ADV, la dirigenza sa bene come e dove intervenire, avesse voglia di farlo ovviamente. E’ stata una serata all’insegna dei Federico’s, intesi come Bernardeschi e Chiesa, usciti da quest’incontro con molte più certezze rispetto al passato. Il 19enne Chiesa figlio di cotanto padre Enrico, davanti a Ghoulam, Hamsik e Insigne non solo non è apparso intimorito, ma addirittura nel finale era quasi incontenibile per il Napoli.  Prima ha sofferto regalando equilibrio quando il Napoli aveva ancora la voglia e la gamba per imporre gioco, poi al momento giusto ha arrembato con tanto coraggio, provando quasi sempre la giocata e mai fine a se stessa, continuando a mulinare gambe e gioco verso l’area avversaria. In questo ragazzo quasi all’esordio, stupisce infatti la maturità dei tempi nei quali ha difeso e attaccato, quasi come se fosse un esterno con diverse stagioni oramai sulle spalle e non alle prime apparizioni da professionista. Bernardeschi ieri ha giocato una partita esaltante entrando con prepotenza del grande calciatore in tutti e tre i gol della Fiorentina.  Nel pareggio su punzione deviata dalla barriera, poi il 2-2 con uno splendido sinistro dopo una gran corsa solitaria, con i quattro difensori del Napoli che arretravano indietro senza affrontarlo, “aiutati” in questo anche da Kalinic che anziché fare il movimento a semicerchio ha fatto arretrare i centrali azzurri correndo davanti a Bernardeschi verso la porta, dando così la possibilità al n°10 viola di scaricare un sinistro perfetto ad incrociare per il pareggio più che meritato. Ma la giocata più bella di tutta la partita di Bernardeschi per menar resta il lancio frontale di 35 metri di interno sinistro che è caduto esattamante dove doveva cadere, sul destro di Mauro Zarate, il tutto in piena corsa con l’argentino che ha realizzato  il gol più bello di questo rocambolesco 3-3. Quel lancio (e quell’idea) non ce l’hanno in molti nelle corde, ed è esattamente questo quello che personalmente mi aspetto che possa fare con continuità Bernardeschi nella Fiorentina di oggi e del futuro. Certo che non è sempre stato così, sono forse i primi bagliori di un calciatore che sta davvero sbocciando dopo essere stato prigioniero di molti compiti tattici. Non che oggi non ne abbia, anzi, ma la gavetta imposta da Sousa gli ha forse fatto maturare la dura scorza necessaria per il suo futuro. Come dire “siccome oggi non sei Messi e quindi non un fenomeno, intanto per te c’è il sacrificio, poi si vedrà”. Molti, (mi ci metto anch’io dentro) forse si aspettavano che questo calciatore arrivase un po’ prima ad essere decisivo lungo tutto l’arco della gara, ma se non ci si aspetta tanto da questo tipo di calciatori, sicuramente non possiamo farlo con Tomovic o Milic per intenderci. Da qui la delusione cocente, la rabbia e qualche “incazzatura” di quando Bernardeschi non riusciva a fare quello che sta facendo oggi, chi pretende da lui è perchè ci vede qualcosa. In tutto questo e anche nell’impiego di Chiesa, oggi va ringraziato  Sousa che ha trovato il coraggio di far stare a sedere qualcuno ed impostare la tattica in base a quello che sono questi due calciatori come caratteristiche e non far adattare loro alla tattica preferita dal Mister. L’entusiasmo e la gioventù vanno prima istruiti, ma poi se non li liberi li perdi inevitabilmente. Kalinic ha svolto come sempre e forse più che mai, il solito sporco lavoro in mezzo ai centrali avversari, ieri meno servito e assistito a dovere, ma non ha mai smesso di combattere per aiutare Bernardeschi e Chiesa nelle loro incursioni. Così come Cristoforo, trequartista atipico che ha fatto un gran lavoro di cucitura fra la mediana e i ragazzi terribili davanti, ruolo che come titolare sembra cucito apposta su Borja Valero per il futuro, che sia 4-3-3 o 3-3-3-1 poco cambia. Badelj un po’ in ombra, ma che con Vecino ha completato un centrocampo così razionale, ora a tre ora a due secondo le fasi di gioco. Olivera ha provato senza troppo successo a rispondere sull’out sinistro a Hysaj, Zielinski e Callejon dopo averli contenuti con Badeli e Bernardeschi prima, magari senza grande successo, ma la voglia di ribaltare il gioco ce l’ha sempre messa. L’atteggiamento propositivo non è mai mancato insomma, sapendo soffrire prima per poi provare a fare male agli avversari, questa volta senza aspettare lo schiaffo prima della reazione. Il gol di Insigne all’inizio è stato quasi casuale e forse nel momento migliore della Fiorentina quando sembrava che avesse preso le misure al buon inizio del Napoli. Il pari un po’ fortunoso di Bernardeschi su punizione, il nuovo vantaggio partenopeo con Mertens su un errore colossale di Tomovic, il grande pareggio ancora di Bernardeschi, l’insperato ma per molti versi meritato vantaggio con lo splendido gol di Zarate e infine il pari trovato dal Napoli al 94° su rigore provocato sia dalla voglia di non buttare mai via il pallone ancora di Tomovic e poi dall’ingenua irruenza sudamericana di Salcedo andata a cozzare sulla furba classe europea di Dries Mertens. Gabbiadini, freddissimo ha trasformato con Tatarusanu che per poco non ci arriva. Queste le emozioni di un match bellissimo, ricco di contenuti e giocato a viso aperto da tutte e due le squadre, quasi un spot per il calcio italiano costretto ad emigrare all’estero per dare visibilità ad uno dei propri trofei nazionali, una Supercoppa con un appeal pari allo zero se non per le rispettive tifoserie, giocata fra una squadra di un livello troppo superiore all’altra che forse non meritava neanche di giocarla questa partita. Questo invece è stata Fiorentina-Napoli, una partita anche con molti errori come quelli di Nenad Tomovic che per me non può giocare al posto di Gonzalo Rodriguez. Mi piacerebbe che qualcuno chiedesse a Sousa del perché in quel ruolo non ha giocato Astori, decisamente più adatto e avvezzo col pallone fra i piedi del buon Nenad, decente come difensore centrale destro, il suo ruolo naturale in una difesa a tre come buon rincalzo in una rosa che aspira a qualcosa. Ma non può fare quello che fa Gonzalo Rodriguez, non ce l’ha nei piedi e nella testa. Resta l’entusiasmo e l’emozione ti tutta una tifoseria che in una notte ha trovato due ragazzi su cui costruire qualcosa e che danno una grande speranza per il futuro. A patto che non siano le solite plusvalenze e su di loro si possa davvero costruire una squadra, fresca, giovane e anche ambiziosa. Resta il boato vero di tutto lo stadio al gol del 3-2, poi quell’urlo di gioia strozzato in gola per il pari nel recupero. Anche questo è il calcio, almeno Fiorentina-Napoli è stato calcio. Quello di cui siamo tutti innamorati e malati da sempre, quello di cui vorremmo sentire parlare e basta.

 

Antonio Frati

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*