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Fiorentina-Udinese

Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

di Antonio Frati | 21 settembre 2016

La Fiorentina si appresta ad affrontare l’Udinese in trasferta, in un match carico d’insidie e significati. I ragazzi di Paulo Sousa arrivano a quest’incontro sullo slancio dell’importante e pesante vittoria contro la Roma al Franchi. L’Udinese del grande ex Beppe Iachini invece, domenica nel lunch match contro il Chievo per invogliare i mercati asiatici (neanche fosse stata Juventus-Napoli), esce ferita per la cocente sconfitta maturata negli ultimi 10 minuti della partita. Passati in vantaggio nel primo tempo con Duvan Zapata su assist di Halfredsson, i friulani controllano abbastanza bene il resto della partita ma cadono sotto i colpi di Castro all’82° e Cacciatore addirittura al 95°. Gol arrivati quasi in fotocopia, con i difensori bianconeri tutti o quasi schierati ma che vengono infilati in velocità dagli avanti clivensi su cross neanche dal fondo, quasi dalla trequarti. Il 4-3-1-2 di Iachini domenica ha fatto e imbarcato acqua e il buon Maran ne ha subito approfittato anche se solo nel recupero. Il Chievo avrebbe meritato molto prima di chiudere la gara che ad otto minuti dal termina stava ancora perdendo. Limiti difensivi enormi dicevamo per l’Udinese che ha palesato grandi difficoltà soprattutto se attaccati frontalmente e poi aggirati con fendenti e cross dai lati. La coppia di centrali Danilo-Felipe ha sofferto per tutta la durata dell’incontro l’intelligenza tattica di Maran che ha tolto agli statici centrali i punti di riferimento in attacco, mandandoli in confusione con molto movimento delle due punte che si incrociavano sempre, continui tagli sul primo palo e inserimenti dei centrocampisti e del trequartista sul secondo. Gli esterni bassi di Iachini che in quattro partite non sono mai stati gli stessi (Wague e Armero gli ultimi chiamati in quel ruolo), testimoniano la confusione che regna ancora nello scacchiere tattico dell’Udinese. Ed è qui che la Fiorentina di Paulo Sousa può creare i maggiori problemi ai friulani. Certo che ci sarà da guardare con attenzione il trio De Paul, Thereau, Zapata (con Perica che può avere una possibilità dal primo minuto), ma poi la Fiorentina dovrà proporre il proprio gioco. Tata fra i pali, ci sarà l’esordio di Salcedo dal primo minuto per l’assenza di Astori. Accanto a lui G.Rodriguez al suo posto con Tomovic (difficile pensare a De Maio al suo posto ancora). Sanchez e Badelj agiranno ancora davanti alla difesa visto che ancora Vecino non è disponibile, con Cristoforo che ha grandi possibilità di partitre titolare ad Udine anche per dar fiato ad uno dei due compagni in vista della partita di domenica contro il Milan. Dopo le indecenti prestazioni di Tello mi aspetto un ritorno di Bernardeschi al suo posto, poi la collocazione tattica arriverà con lo svolgersi della gara. Sull’out sinistro potrebbe toccare ad Olivera dare riposo a Milic. L’opaco Ilicic dovrà riflettere più che riposarsi e allora può essere la giusta occasione per vedere le due punte con Borja Valero in appoggio, magari per una coppia Zarate-Babacar o Zarate-Kalinic, sempre che l’argentino sia a disposizione per i suoi noti problemi extracalcistici. Forse proprio Chievo ha mostrato alla Fiorentina che si può togliere un trequartista ed aggiungere più peso verso l’area ed essere meno leziosi, sia per non lasciare un attaccante in mezzo a 2-3 centrali, sia per cercare di far male alla statica difesa udinese, spostarla e prenderla d’infilata col movimento non dalla trequarti, ma dentro l’area e cercando le verticalizzazioni. Non serve che la Fiorentina di Sousa entri in area dagli esterni ma accentrandosi si, chi gioca sull’out dovrà farsi trovare pronto per scodellare palloni in mezzo con precisione o fraseggiare con Borja Valero e Zarate che potrebbero davvero far male ai centrali friulani. Spero che sia la partita di Federico Bernardeschi che stasera ha davvero l’occasione di riprendersi quella credibilità che sembra aver perso sia nell’ambiente che all’interno dello spogliatoio viola. Ci crediamo ancora tutti su questo ragazzo, ma se non torna a crederci lui diventa tutto inutile. Domenica arriverà il Milan a Firenze, ma oggi non è il tempo di pensarci, il nuovo e ristrutturato stadio Friuli è sempre stato uno dei più ostici per la nostra Fiorentina. Tocca a Paulo Sousa e i suoi ragazzi andare e fare la partita. Farlo contro una squadra ferita da una sconfitta tre giorni prima davanti al proprio pubblico, sarebbe forse il primo grande segnale di crescita che stiamo aspettando. E anche il modo migliore per proiettarsi all’attessisima Fiorentina-Milan di domenica.

 

Antonio Frati

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