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Fiorentina-Udinese 3-0

Gonzalo Rodriguez. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
Gonzalo Rodriguez. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

di Antonio Frati | 13 febbraio 2017

La Fiorentina rialza la testa dopo la batosta di Roma e vince 3-0 contro l’Udinese al Franchi. Una partita forse mai in discussione, ma che fino al vantaggio di Borja Valero non aveva dato grandi segnali di risveglio dei ragazzi in maglia viola dopo la netta sconfitta dell’Olimpico. E’ stata alla fine quasi una vittoria fine a se stessa visto che le prime 11 del campionato hanno poi vinto tutte, ma almeno la reazione c’è stata. E’ forse questa la notizia più importante di questa partita, che ha comunque evidenziato i soliti problemi di una squadra costruita male, rifinita peggio nel mercato invernale e ricca di contraddizione tattiche, mai addolcite o risolte da Paulo Sousa, ma certamente non create da lui. Babacar lasciato ancora una volta solo in mezzo ai centrali avversari, non crea gioco, non fa reparto e non permette l’appoggio e la salita della squadra in avanti. Il duo di mediana tanto caro al tecnico portoghese è debole sia in interdizione che in fase di proponimento del gioco, la coppia Vecino-Badelj va sempre in affanno e in inferiorità numerica rispetto agli avversari. Il rientro di Gonzalo Rodriguez al centro della difesa ha dato sicuramente più equilibrio, sostanza e sicurezza agli altri due centrali, che senza l’argentino soffrono tremendamente la mancanza di una guida nei movimenti e nei tempi. Sicuramente ne ha beneficiato Tomivic e anche Astori è apparso più tranquillo rispetto alle ultime uscite senza l’argentino. Milic al posto di Olivera non ha fornito certamente una grande prestazione, ma almeno sotto l’aspetto tattico è stato presente. Va da se che l’avversario sceso in campo al Franchi non fosse la Roma di Spalletti, ma è anche vero che qualche grattacapo i friulani lo potevano creare sotto l’aspetto del dinamismo e della velocità fra gli esterni e gli avanti. Chiesa aveva davanti il semi-sconosciuto Samir, che all’atto pratico si è rivelato un cliente tosto e molto interessante, che ha difeso la propria fascia dalle scorribande del giovane viola, senza negarsi il gusto di proporsi in avanti e al cross. Il giovane trequarti argentino De Paul è stato limitato bene dalla Fiorentina, il suo unico spunto un bel cross per la testa di Zapata e la parata d’istinto di Tatarusanu nella ripresa. Thereau ben tenuto da Tomovic e alla fine sostituito dall’ex-viola Matos, il solo Fofana a cercare di creare gioco nel centrocampo friulano, apparso apatico e arruffone soprattutto con Halfredsson e Jankto. Il vantaggio sul finire del primo tempo ad opera di Borja Valero, ha forse spento un po’ troppo improvvisamente l’Udinese, ma ha permesso alla Fiorentina di sciogliersi un po’ davanti al proprio pubblico. Questa squadra sembra destinata a soffrire perennemente nel riuscire a portare palloni giocabili in area per andare alla conclusione verso la rete avversaria, soprattutto quando manca Kalinic molto bravo nel lavoro di protezione della palla e nel creare spazio per gli inserimenti di Bernardeschi, B.Valero e Chiesa. A cinque minuti dalla fine della prima frazione, Bernardeschi porta palla per una ventina di metri e scarica un gran sinistro verso Karnezis che non ci arriva, palla sulla traversa, B.Valero ci crede andando verso una probabile ribattuta, stop e tiro ad incrociare e vantaggio Viola. Nella ripresa, la parata di Tatarusanu su Zapata, poi il 2-0 che chiude i giochi: Babacar viene incontro bene al passaggio come non fa quasi mai, si gira e scarica il tiro da fuori area, la palla sbatte sulla schiena di Samir e beffa Karnezis che resta spiazzato e non abbozza neanche l’intervento. Tutto facile per la Fiorentina, buio pesto per l’Udinese di Del Neri, che non viene rivitalizzata neanche dagl’ingressi di Badu per Jankto, Perica per De Paul e di Matos per Thereau. I friulani non creano niente, la Fiorentina non soffre e all’80° chiude definitivamente il match con il calcio di rigore di Federico Bernardeschi, rigore fischiato da Mariani per un fallo di mano di Fofana in barriera sulla punizione calciata dal stesso carrarino. Sul dischetto Berna resta freddo, aspetta un piccolo movimento del portiere avversario e aprendo il mancino, realizza il suo 10 gol personale e manda praticamente sotto la doccia tutta l’Udinese. Partita facile forse, almeno così si è rivelata nello svolgimento, ma che facile non era per niente alla vigilia. La brutta prestazione contro la Roma aveva lasciato qualche strascico e polemica di troppo, ovviamente più per il modo in cui era maturata la sconfitta che per il risultato stesso. Missione compiuta quindi, era comunque una partita insidiosa per Sousa e i suoi ragazzi che spesso soffrono le squadre che giocano tranquille e senza troppi obbiettivi da raggiungere. Verrebbe quasi voglia di dire che è stata una vittoria da squadra matura, ma direi che dopo Roma non lo si può neanche pensare. La Fiorentina oggi come atteggiamento sembra una squadra quasi tutta concentrata verso la doppia sfida di Europa League contro il Borussia Moenchengladbach, chissà se questa vittoria avrà portato un po’ di tranquillità nel gruppo per poter preparare nel migliore dei modi l’andata in Germania. Intanto qualche sorriso è tornato, B.Valero e Babacar su tutti. A venti minuti dal termine ha esordito anche Saponara, fresco arrivo del mercato di Gennaio. Il calciatore lo si conosce bene, le sue doti tecniche per me non si discutono e se riuscirà ad inserirsi nel migliore dei modi nello spogliatoio della Fiorentina, credo che possa rivelarsi uno degli acquisti più importanti degli ultimi anni. Con la speranza che possa rivelarsi decisivo in questo finale di stagione, soprattutto in Europa League, ultimo grande obbiettivo della Fiorentina quest’anno.

Antonio Frati

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