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Fiorentina-Sampdoria

Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

di Antonio Frati | 6 novembre 2016

Fiorentina-Sampdoria sarà l’ultima gara prima della sosta per gli incontri delle varie nazionali per le qualificazioni ai Mondiali del 2018. A Firenze arriva una Samp in salute, con 13 punti, nessun patema d’animo e poco da chiedere a questo campionato, lontani dalla zona salvezza ma anche dalle prime posizioni della Serie A. I blucerchiati guidati dall’italo-svizzero Marco Giampaolo arrivano dalla vittoria sull’Inter che ha fatto subito dimenticare i 4 gol presi a Torino con la Juventus. La Samp è una squadra giovane, costruita con molti prestiti e diritti di riscatto, un giusto mix fra giovani molto interessanti e qualche “vecchia volpe” del campionato italiano. Tatticamente quasi sempre si schiera col 4-3-1-2 con l’ex Verona Sala (inseguito anche dalla Fiorentina) a destra, Silvestre e il giovane slovacco Skriniar (’95) centrali , Regini a sinistra. Il reparto arretrato vanta anche Dodò e Pavlovic e il gioellino portoghese del ’98, Pedro Pereira oltre all’altro centrale Krajnc. A centrocampo guida la “Banda Giampaolo” un altro ragazzo, il polacco Karol Linetty (’95), l’altro giovanissimo Torreira (’96) e l’esperto Barreto, con Eramo, Carbonero e Palombo di rincalzo. Bruno Fernandes che può fungere da trequarti o mezz’ala, il belga Praet (ancora non ambientato in Italia), Ricky Alvarez e lo sloveno Djuricic. In attacco il genio e sregolatezza di Muriel, l’esperienza di Quagliarella (ex sempre con conti in sospeso a Firenze), con Budimir e il ceco Schick come cambi. L’atteggiamento dei ragazzi di Giampaolo è sempre lo stesso, la loro mentalità è quella di non snaturarsi mai, indipendentemente dall’avversario che hanno davanti. Gli schemi d’attacco sono importanti, molto, e spesso vanno a discapito di quelli difensivi. Lo testimoniano i 16 gol subiti di cui 12 fuori casa infatti, ben due a partita di media. L’entusiasmo e la gioventù accompagnata all’esperienza e a qualche indivualità ritrovata, fa della Sampdoria una squadra pericolosa per la Fiorentina, ma che a differenza di altre squadre viste a Firenze, credo che si giocherà le proprie carte senza fare troppi calcoli. Questo può essere un vantaggio per la Fiorentina, che finora in casa ha incontrato sempre squadre molto abbottonate e che lasciavano il possesso palla ai ragazzi di Sousa ma troppo lontano dalla zona d’attacco. E’ dunque un’occasione d’oro per ritrovare gol e i tre punti al Franchi che mancano oramai dal 16 settembre, dalla vittoria contro la Roma. Tre gol fatti in cinque partite casalinghe di Serie A sono un bottino troppo magro per pensare di avere degli obbiettivi minimi in questo campionato che non siano il totale anonimato, serve invertire questa tendenza davvero. Un minimo di slancio Sousa e i ragazzi in maglia viola l’hanno avuto dalle due vittorie esterne in campionato contro Cagliari e Bologna e dal buon allenamento (ma niente più) dell’Europa League contro il Liberec. Slancio che vuol dire entusiasmo, una condizione fisica generale in crescendo, qualche mugugno sopito, calciatori che si sbloccano, altri che rientrano. Ma slancio che non significa ne’ guarigione completa e neanche aver cancellato di colpo i problemi nella costruzione del gioco d’attacco che questa squadra si porta dietro da tanto tempo, forse troppo e soprattutto in casa. Secondo le ultime indicazioni Tata sarà ovviamente fra i pali (con gli altri portieri che non vedono il campo neanche in partite quasi scontate come contro il Liberec), Salcedo terzino bloccato a destra, G.Rodriguez e Astori centrali, forse Olivera al posto di Milic sull’out sinistro. In mezzo al campo Vecino tornerà dal primo minuto al posto di Badelj e con Borja Valero, Tello e Bernardeschi più larghi ma sul lato del loro piede forte e non invertiti, Ilicic ancora sulla trequarti in appoggio a Nikola Kalinic. Servirà infatti velocità nel ribaltare l’azione, meno fraseggio per puntare la non impermeabile difesa doriana, ma non può andare bene la regia compassata o i troppi passaggi orizzontali. Servirà tanta corsa, velocità, voglia di far pressing come nella prima mezz’ora di Bologna già nella trequarti avversaria, quindi fatica e sacrificio. La Fiorentina dovrà aggredire e non far ragionare troppo la Samp, che è si tranquilla, ma ha anche qualche uomo che può farti male sul serio, Muriel e Quagliarella su tutti. Fondamentale sarà l’apporto degli esterni viola, che dovranno pensare di star vicino a Kalinic e Ilicic soprattutto all’inizio della partita. Borja Valero avrà come sempre il compito di ribaltare il gioco in avanti assieme a Vecino, meno lateralmente e cercando subito gli esterni Tello e Bernardeschi o Ilicic fra le linee. Questo ad oggi sembra l’atteggiamento tattico nel quale Sousa e i suoi calciatori si trovano meglio, il regista ragionato alla Badelj sembra sorpassato, le due punte forse accantonate. Se non abbiamo visto ne’ Zarate ne’ Babacar neanche col Liberec in casa infatti, magari non sarà una bocciatura definitiva, ma neanche un grande attestato di stima visto il reale valore dell’avversario. L’allenatore portoghese cercherà di proseguire sulla strada intrapresa con Cagliari e Bologna insomma, per dare un filo di logica e stabilità al proprio impianto tattico e regalare qualche sicurezza in più a chi scende sul terreno di gioco, senza stravolgimenti tattici o cambi di ruolo. Serve dare stabilità e continuità al lavoro svolto nelle ultime settimane, poi sarà il campo ovviamente a dare i verdetti. Lo spirito del gruppo e di Paulo Sousa sembra comunque cambiato verso la direzione auspicata qualche settimana fa, verso un fronte comune dal quale nel calcio non si può mai prescindere se si vogliono ottenere dei risultati. Partita di fondamentale importanza dunque quella contro la Sampdoria, sia per tenere viva e corta la classifica, sia per passare una sosta serena e tirare un po’ il fiato, recuperare al meglio tutti quanti per ripartire poi contro l’Empoli. Ma prima la Samp di Giampaolo, un passo per volta. Avanti Viola!

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