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Fiorentina-Roma

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di Antonio Frati | 18 settembre 2016

A Firenze arriva la Roma di Spalletti, in uno dei grandi classici del calcio italiano che chiuderà la quarta giornata di Serie A. La squadra di Paulo Sousa è reduce dalla gara sospesa al Ferraris contro il Genoa e dalla prima partita di Europa League, fuori casa contro il Paok di Salonicco, pareggiata 0-0. La gara di coppa è servita sicuramente a far rifiatare qualcuno e provare qualche elemento della rosa ancora sconosciuto. Buone le sensazioni avute da Salcedo, discrete ma niente più quelle arrivate dalla prestazione di Olivera sull’out sinistro, bene in fase d’appoggio all’azione ma da rivedere nei ripiegamenti difensivi. In ripresa Babacar, pericoloso nel 50% dei tiri nello specchio della Fiorentina. Quindi Sousa ha avuto due giorni  per preparare l’importante sfida contro i giallorossi che arrivano al Franchi da secondi della classe in coabitazione col Napoli e a due punti dalla Juventus. Squadra particolare la Roma di Spalletti, sembra quasi che debba ancora trovare una quadratura vera per poter competere fino in fondo per lo scudetto, che debba trovare il giusto mix fra fase d’attacco e fase difensiva. Quattro gol subiti in tre giornate possono far sperare gli avversari che possono essere attaccati, di contro, una media di tre gol a partita segnati fa capire che non si scherza con i loro schemi d’attacco. Il modulo è un 4-3-3 non convenzionale quello giallorosso, con gli esterni bassi Bruno Peres e Florenzi più proiettati dalla mediana in su che a chiudere sugli attaccanti avversari. Un aiuto ai due centrali di Spalletti arriva da De Rossi che spesso arretra in mezzo a loro, ma che resta pronto al primo passaggio in ripartenza con Nainggolan e Strootman o col giovane argentino Paredes. In attacco Dzeko  è partito titolare solo alla prima giornata con Salah e El Sharaawy ad assisterlo. Il tecnico toscano nelle ultime due partite ha cambiato inserendo Diego Perotti per dare ancora meno punti di riferimento agli avversari e creare un moto perpetuo e imprevedibile in attacco, con almeno 5-6 uomini coinvolti nelle manovre offensive. Oltre 50 conclusioni in porta in tre turni sono lì a testimoniarlo. La fase difensiva è forse l’aspetto più incerto di questa Roma, incertezza che Paulo Sousa dovrà provare ad alimentare con la sua Fiorentina. Nel Sunday Night della quarta giornata la squadra viola dovrà necessariamente giocarsela, a tratti provare anche a fare il match. Appare infatti inutile stare ad aspettare la squadra di Spalletti, Cagliari e Sampdoria hanno dimostrato che se attaccati i giallorossi vanno davvero in difficoltà. Vecino è ancora out per infortunio, in difesa Tatarusanu ancora fra i pali, Astori e Rodriguez dovrebbero essere ancora i titolari al centro con Tomovic o Salcedo sul centro-destra, Olivera o Milic a sinistra. Bloccata a destra, sarà la fascia mancina ad appoggiare il centrocampo nella manovra di proposizione. A centrocampo, detto dell’assenza di Matias Vecino, dovrebbe toccare ancora a Badelj e al rientro da titolare di Sanchez proteggere la difesa e ribaltare il gioco a favore di Borja Valero, Ilicic e Tello immediatamente dietro a Nikola Kalinic. Difficile infatti ipotizzare ancora le due punte dopo l’esperimento in coppa col Paok, anche se non è da escludere a priori l’inserimento di Zarate al posto di uno fra Tello e Ilicic. Un 4-2-3-1 particolare quello schierato da Paulo Sousa che diventa facilmente un 3-3-3-1 (o 3-4-2-1 in base agli interpreti) nel possesso palla e che cambia fino ad un 5-4-1 nel contenimento. La Fiorentina di Paulo Sousa dovrà cercare di difendere con attenzione con i tanti uomini d’attacco della Roma, ma dovrà anche necessariamente tentare di rispondere davanti al pubblico del Franchi. Tentare si può e si deve, ripeto, aspettare troppo contro la squadra di Spalletti equivale quasi sicuramente a perdere. Unica variabile potrebbe essere quella dell’inserimento di Bernardeschi, anche a partita iniziata. Calciatore in questo momento un po’ ai margini, dalle indubbie qualità tecniche, ma che sembra aver un po’ smarrito la strada della crescita per la consacrazione definitiva nel grande calcio. Anzi, dalla seconda metà della scorsa stagione e nell’inizio di questa, sembra addirittura involuto. Un cammino strano il suo, tutto faceva presagire davvero al grande salto nel calcio italiano, il giusto percorso da protagonista in B, il periodo di sacrificio tattico fra i grandi. Nel momento in cui è stato chiamato a mostrarsi davvero, a sciogliere le briglie definitivamente, è scomparso del tutto e proprio quando sembrava che per lui fosse iniziato il periodo più facile. Oggi sembra soffrire sia la panchina che partire nei titolari, sembra nervoso, svogliato e confuso. Negli ultimi due spezzoni di partita che ha giocato ha mostrato incertezza e basta, come se non fosse consapevole del ruolo che aveva in quegli istanti delle rispettive gare. Ha creato più pericoli per la propria squadra che per gli avversari. L’uscita pubblica di Sousa spero che serva davvero a riportare nel gruppo e negli schemi questo ragazzo dalle indubbie qualità tecniche, per me fondamentale per tutta la  stagione della Fiorentina oltre che per il suo futuro. Il resto poi lo farà il pubblico di Firenze, che risponderà presente come sempre presente, con il suo incitamento, l’attaccamento e la passione che lo contraddistingue da sempre, anche e soprattutto in queste sfide eterne ed importanti. C’è ancora tanta voglia di calcio a Firenze e questa partita  può essere davvero una grande occasione per dimostrarsi presenti e protagonisti nel campionato italiano. Finalmente parlerà di nuovo il campo.

Antonio Frati.

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