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Fiorentina-Palermo

cancha

di Antonio Frati | 4 dicembre 2016

Ancora una gara in notturna per la Fiorentina dopo la folle sconfitta milanese contro l’Inter di lunedì sera, questa volta al Franchi contro il Palermo di Eugenio Corini, chiamato a sostituire l’esonerato De Zerbi licenziato in settimana da Zamparini dopo l’eliminazione in Coppa Italia contro Lo Spezia ai calci di rigore. Tre giorni sono troppo pochi perché il nuovo allenatore possa inventarsi chissà cosa per l’ultima della classe assieme al Crotone con soli sei punti realizzati, punti peraltro tutti quanti ottenuti  lontano dal Renzo Barbera con due vittorie e quattro sconfitte. Sette i gol realizzati in trasferta, TUTTI QUANTI DA UN SOLO CALCIATORE, il macedone Ilija Nestorovski, centravanti col gol nel sangue, non bellissimo a vedersi ma molto efficace e cattivo sotto porta e forse l’unico vero pericolo dal quale si dovrà guardarsi la Fiorentina di Paulo Sousa. Nel Palermo mancheranno per squalifica  Diamanti, Gonzalez e Goldaniga, per Corini quindi ci sarà da decidere se ripartire da uno schieramento a 4 dietro, ma più probabilmente opterà per una difesa a 3 con Cionek, Vitiello e Andelkovic centrali, Rispoli e Aleesami sugli esterni sia per ripiegare a 5 che dare appoggio alla costruzione della manovra, con Hiljemark e Chochev deputati a sostenere la fase offensiva con Quaison che sostituirà Diamanti, Nestorovski unico attaccante e il ballottaggio fra Gazzi e Jajalo per il posto da centrale davanti alla difesa, con l’italiano leggermente in vantaggio. Possibili varianti, difesa a 4 con Morganella e Pezzella sugli esterni, doppi binari sulle fasce con Hiljemark e Aleesami per il 4-4-1-1. Queste sono le premesse per un match che può apparire scontato ma che non lo sarà per niente almeno in partenza, con la Fiorentina chiamata ad una prestazione convincente prima e che porti soprattutto i tre punti dopo. Non sarà scontata per le difficoltà che la squadra di Sousa sembra portarsi dietro da molto tempo quando gioca a Firenze. I soli quattro gol fatti in sei incontri sono lì a dimostrarlo così come la mancanza di vittorie in casa da oltre due mesi, l’ultima contro la Roma alla 4ª giornata. Numeri che fanno riflettere (o dovrebbero farlo) per poter invertire questa tendenza negativa, il Franchi non può essere un freno anziché un vantaggio come lo è sempre stato per la Fiorentina. E’ vero che chi si presenta a Firenze quasi sempre lo fa lasciando il pallino del gioco ai ragazzi in maglia viola, chiudendosi (o meglio aspettando) nella propria metà campo la manovra lenta, aggirante e senza grandi strappi verticali, ma dobbiamo necessariamente cercare soluzioni alternative. O meglio le dovrà cercare e trovare Paulo Sousa all’interno della propria rosa, magari anche cercando di coinvolgere qualche calciatore che sembra davvero finito ai margini, come Babacar o Zarate, magari cercando anche di dare fiato a chi sembra in apnea più nervosa che fisica come Milan Badelj, riproponendo magari Matias Vecino dal primo minuto. Anche contro il Palermo occorreranno meno compassi e più velocità d’esecuzione, soprattutto nel far arrivare il pallone nel più breve tempo possibile ai trequartisti, Bernardeschi e Ilicic a supporto di Kalinic. Squalificato G.Rodriguez per l’ingiusta espulsione di S.Siro, probabilmente toccherà a Salcedo far coppia con Astori, con l’italiano in regia arretrata alla Gonzalo, Tomovic l’altro centrale. Sousa dovrebbe tornare così a 3 centrali contro il Palermo, magari dar fiato a Milic e inserire Olivera sull’out sinistro, probabilmente più adatto del croato a fare il quinto di centrocampo che il quarto di difesa. L’incognita nello schieramento della Fiorentina resta sempre Tello, calciatore che oggi obbliga la squadra a giocare solo a 4 dietro e che contro il Palermo potrebbe avere un meritato turno di riposo. Fosse così, centrocampo a 3 con B.Valero, Vecino e uno fra Cristoro e Sanchez, altrimenti i soli B.Valero e Vecino con Tello largo a destra. Qalunque sia lo schieramento difensivo (che può partire anche a 4 con Olivera che s’abbassa) e della mediana, saranno Ilicic e Bernardeschi a supportare Nikola Kalinic, con l’italiano tolto dagli esterni e con più libertà di agire senza tanti compiti tattici, già con qualche risultato apprezzabile nello sviluppo delle proprie caratteristiche offensive. In casa col Palermo forse ci possiamo anche permettere una sorta di 3-3-3-1 con un Tello in meno, Borja più libero d’andare assieme a Ilicic e Bernardeschi, ovviamente dovrà essere inserito uno fra Sanchez e Cristoforo, vedremo se Sousa vorrà stravolgere un po’ l’atteggiamento tattico, ma qualcosa si dovrà necessariamente provare per cercare i gol e la vittoria contro l’ultima in classifica. Ci sarà sicuramente l’apporto dei tifosi viola, che in settimana hanno voluto ribadire la vicinanza e il sostegno alla squadra nell’allenamento a porte aperte, forse il segnale più importante al di là di ogni discorso tattico e di uomini da schierare o togliere dal campo. Questa può essere un’arma in più anche per i giocatori, sappiamo quanto è importante la spinta dei ragazzi dagli spalti per chi va in campo, importante contraltare all’indifferenza che sembra aver colpito un po’ tutto l’ambiente viola, data certamente dai risultati non esaltanti e altalenanti, ma anche dalle continue polemiche che nascono un giorno sì e l’altro pure.. Menomale che si torna in campo, almeno per un giorno non sentiremo l’assordante silenzio della dirigenza viola che non mette a tacere un procuratore in piena trance da trasferimento come quello di Badelj, o le troppe parole dette e fatte uscire per una trattativa come quella del rinnovo di G. Rodriguez, quasi che si preferisca saggiare l’opinione pubblica anziché risolvere la questione come ci si aspetterebbe per una società importante come la Fiorentina e verso un ragazzo e un calciatore così importante all’interno del gruppo. Silenzio parla il campo, tanto poi lunedì è vicino…

 

Antonio Frati

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