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Fiorentina-Napoli

cancha

di Antonio Frati | 22 dicembre 2016

Ultima partita dell’anno per la Fiorentina, in casa contro il Napoli di Maurizio Sarri. Inutile dire che sarà una partita più che complicata per i ragazzi in maglia viola, con il Napoli che arriva da 13 punti in 5 gare, le ultime due trasferte vinte ad Udine e Cagliari, ben 16 gol fatti e 4 subiti. Sarri dopo l’infortunio di Milik che lo terrà lontano dai campi fino a primavera inoltrata, ha dovuto cambiare diverse cose a livello tattico. Gabbiadini che sembrava il naturale sostituto del bomber polacco, ha steccato ancora clamorosamente, confermando se ce n’era bisogno, di essere completamente fuori dal progetto Napoli e di aver letteralmente buttato al vento due importanti stagioni della propria carriera. Sopportato (male) più che supportato dal resto del gruppo, l’attaccante italiano ha dimostrato di non saper stare al centro dell’attacco di una squadra importante, di soffrire giocando spalle alla porta e non legare col resto della squadra. L’allenatore toscano dei partenopei ha così cambiato faccia alla sua squadra inserendo nei titolari in pianta stabile Dries Mertens, che da splendido esterno con un dubbio utilizzo quasi part-time, è stato chiamato a giocare da titolare come punta di movimento con partenze centrali ma senza posizione fissa ed ha risposto in maniera devastante: 7 gol in due partite (10 in totale, come Higuain), la tripletta a Cagliari e addirittura 4 gol nel 5-3 casalingo contro il Torino. Gli esterni d’attacco sono sempre Callejon e Insigne, con lo spagnolo vero ago della bilancia tattica di Sarri, capace di puntare il fondo, sfornare assist e concludere benissimo a rete, ma che si sacrifica anche in aiuto della mediana nelle partite importanti e tirate. In mezzo al campo Hamsik è il solito dominatore, una vera mezz’ala vecchio stampo, tanta cattiveria, corsa e tecnica, ora mediano, ora trequartista. La manovra giostra sempre attorno  a Diawara o Jorginho davanti alla difesa, appoggiati oltre che da Hamsik anche dall’inserimento di Zielinski, altro calciatore esploso in questa stagione sotto l’ala di Sarri. Gli esterni bassi del 4-3-3 azzurro dovrebbero essere Hysaj a destra e Ghoulam (in vantaggio su Strinic), i centrali Chiriches e lo spagnolo Albiol. In trasferta il Napoli ha fatto ben 14 punti, solo uno in meno di Lazio e Juventus, ha il secondo miglio attacco esterno con il Torino dopo la Fiorentina  con 15 gol fatti e la miglior difesa con solo 7 gol subiti. Di contro la Fiorentina viene si da due vittorie nelle ultime due uscite al Franchi, ma sofferte e senza brillare contro Palermo e Sassuolo, avversari tutt’altro che irresistibili. La squadra di Sousa ha fatto solo 8 gol in 8 partite, terz’ultimo attacco della Serie A in casa, ma ha anche la miglior difesa in assoluto con soli 4 gol subiti al Franchi. Numeri che fanno capire il possibile differente approccio al match delle due squadre, con il Napoli lanciato e in piena corsa per la lotta Champions e la Fiorentina reduce da due sconfitte contro il Genoa e la Lazio in soli tre giorni. Sousa ritroverà Gonzalo Rodriguez al centro della difesa, Salcedo si riprenderà il centro-destra per l’acciaccato Tomovic, Astori sarà al suo posto sull’altro lato dei centrali difensivi. Milic dovrebbe tornare al suo posto nel consueto ruolo di quarto in ripiegamento e terzo in mediana in spinta, Badelj tornerà dopo la squalifica e vista ancora l’assenza di B.Valero per l’infortunio subito in Coppa, toccherà ancora a Matias Vecino affiancare Badelj. Nikola Kalinic sarà ancora al centro dell’attacco, Bernardeschi e Ilicic saranno della contesa. L’unico dubbio di Sousa stasera sarà quello legato al ruolo di esterno destro, con Tello ancora deludente dopo la prova di Roma e lo scalpitante Federico Chiesa, che se da un lato merita una chanche da titolare, è anche vero che stasera potrebbe avere clienti molto difficili, tecnicamente e tatticamente. Il Napoli sugli esterni può arrembare anche con tre elementi per lato, Ghoulam-Hamsik-Insigne da un lato e Hysaj-Zielinski-Callejon dall’altro. Ecco perché l’inserimento di Chiesa al posto di Tello potrebbe forse avere una ragione in più, soprattutto vista la totale incapacità dello spagnolo di svolgere anche il più leggero dei compiti tattici, per quello che resta comunque un attaccante esterno e non un esterno tutta fascia, sempre bene ricordarlo. Vedremo se Paulo Sousa riterrà più oppurtuno dar fastidio al Napoli prima contenendo la loro manovrà o se vorrà attaccarli più alti senza attendere troppo. Il punto debole del 4-3-3 di Sarri potrebbe essere il centro della difesa, sicuramente non adatto alla velocità e che va in crisi, ma solo se attaccato. Bernardeschi e Ilicic avranno il ruolo chiave di cercare di prendere d’infilata la difesa partenopea e cercare di spostare i centrali dalle loro solite posizioni per favorire Kalinic, che stasera se lasciato solo può anche non toccare palla, ma se supportato a dovere dai trequartisti potrebbe avere ottime possibilità di far male al Napoli. Come sempre conterà l’atteggiamento verso una gara che già in partenza si presenta complicata per la forza e lo slancio con cui si presenterà il Napoli. Vietato sbagliare approccio, la pena sarebbe pagare un dazio veramente pesante. La speranza è che i ragazzi in maglia viola non inizino a giocare solo dopo aver preso uno schiaffo come nelle ultime due uscite, ma che abbiano la forza e la voglia di fare la partita e ribattere colpo su colpo fin dall’inizio a questo Napoli così in forma e in piena lotta per un posto in Champions League, per chiudere in maniera degna un anno difficile e per regalare una sosta tranquilla a tutti i tifosi viola in questa travagliata ed altalenante stagione.

Antonio Frati

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