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Fiorentina-Juventus 2-1

coreogr

di Antonio Frati | 17 gennaio 2017

Una grande serata per Firenze e una splendida vittoria della Fiorentina. Questo ha regalato Fiorentina-Juventus a tutto il popolo viola. La vittoria sofferta ma meritata per 2-1 contro gli odiati bianconeri è stata la serata perfetta sognata da tutti i tifosi della Fiorentina, sognata e per certi versi anche inaspettata e per questo ancora più bella. E’ stata la vittoria di un pubblico meraviglioso e di Paulo Sousa. I ragazzi del tifo hanno realizzato una fantastica coreografia in onore del ritorno di Giancarlo Antognoni non solo allo stadio, ma questa volta, finalmente dentro la Fiorentina, dove avrebbe dovuto sempre stare e dove non è stato purtroppo per 15 lunghissimi anni. Dalla curva c’è stato sostegno, spinta e quella vibrazione giusta che non può mancare se si vuol provare a vincere certe gare e contro certi avversari. Anche mister Paulo Sousa ci ha messo del suo, incartando la gare tatticamente al tecnico bianconero Allegri. Il cambio di modulo della Juventus passato dal 4-3-3 al 3-5-2 non ha infatti colto di sorpresa il tecnico lusitano che ha risposto e alla grande, prima con i giusti interpreti in fatto di carattere e convinzione mentale, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto tattico. Allegri inserendo Sturaro se in qualche modo avrebbe voluto prima contenere la Fiorentina e poi magari offendere quando la partita lo poteva consentire, non è riuscito nell’intento, anzi. La guardia montata sulle mezz’ali della Fiorentina e su Bernardeschi in particolare, non solo è servita a poco, ma non ha permesso alla Juventus di rispondere ad una Fiorentina bella, arrembante, concentrata e attentissima sotto ogni aspetto tattico. Sousa si è inventato Sanchez esterno basso (grande partita del colombiano) a guardia di Alex Sandro, con Federico Chiesa pronto in seconda battuta a ripiegare in aiuto. Sull’altro lato Olivera su Cuadrado poteva far paura, ma l’uruguaiano non ha tremato quasi mai davanti all’ex viola, supportato ora da B.Valero, ora da Bernardeschi. La chiave tattica è stata forse tutta qui, lo specchio per le allodole (bianconere questa volta) è stato servito da Sousa consegnando Bernardeschi in un lavoro oscuro in mezzo alla gabbia juventina montata da Allegri con Marchiso e Sturaro. Sousa ha dato così in pasto Bernardeschi ad Allegri, preparando però alternative tattiche che permettessero di creare ugualmente gioco, una su tutte il trio di centrocampo Vecino-Badelj-Valero e i due esterni Chiesa e Olivera sempre pronti a tenere alta la squadra dopo aver rispettato le consegne in fase difensiva. Il grandissimo lavoro di uno strepitoso e straripante Nikola Kalinic ha completato questo capolavoro tattico di Sousa, sfinendo il proprio marcatore e facendo impazzire anche gli altri difensori, tutto di velocità e agilità, prendendo ogni pallone in ogni modo, aiutando i compagni a non schiacciarsi quasi mai e proponendosi continuamente con scatti continui, senza fermarsi mai. Ne è venuta fuori una partita perfetta, quasi un 4-4-1-1 con raddoppi sulle fasce, a volte difendendo anche a 5 ma sempre per riproporsi con veemenza e velocità nella trequarti avversaria. Federico Chiesa ha permesso sia l’equilibrio che occorreva e anche tanta volontà e velocità nel pressare alto la difesa avversaria e supportare l’unica punta in campo. In questo modo la Fiorentina ha attaccato anche con 5 uomini, almeno ha pressato così, con Kalinic vertice alto, B.Valero e Bernardeschi appena dietro, Olivera a sinistra e Chiesa a destra, con Vecino pronto a sostenere l’azione ma anche attento a proteggere la difesa insieme a Badelj. Il resto lo ha fatto l’atteggiamento messo in campo dai ragazzi in viola, disposti sin dal fischio d’inizio a lottare su ogni maledetto pallone, cercando di aiutarsi sempre nel pressing e nelle posizioni che cambiavano, tutti hanno dato il massimo e la vittoria che ne è scaturita è stata solo la logica conseguenza. La prima mezz’ora  è stata solo della Fiorentina, la grande Juve messa alle corde dai ragazzi terribili di P.Sousa non ha mai respirato, costretta più a difendersi che a proporre gioco. Sembrava un delitto vero per la Fiorentina non riuscire a chiudere in vantaggio il primo tempo. Il bellissimo gol di Nikola Kalinic al 37° che chiude un piattone rabbioso e incrociato appena dentro l’area dopo un passaggio col contagiri di Bernardeschi, ha fatto esplodere una curva impazzita dov’è volato tutto insieme al resto dello stadio e forse indirizzato la partita in maniera definitiva. La Juventus colpita e affondata del primo tempo ha fatto una fatica tremenda, non riusciva a creare ne gioco ne pericoli alla Fiorentina, la mossa Sturaro per Pjanic non fa neanche molto onore a chi si bea di voler giocare per vincere in ogni campo e contro ogni avversario. Dybala senza un altro attaccante è parso senza idee, forse anche un po’ intimidito dalla furia dell’ambiente viola, Higuain non si è praticamente visto fino al secondo tempo. E se nella ripresa qualcuno si aspettava l’arrembaggio bianconero a Tatarusanu è rimasto ancora profondamente deluso. La Fiorentina di Sousa anziché contenere per ripartire ha avuto il coraggio di ripartire da dove era rimasta, sorprendendo ancora una volta Allegri e i suoi tatticismi quasi trapattoniani. Ancora pressing alto, ancora corsa, il colore viola INFINITO in mezzo a quella vita in bianco e nero, ancora i ragazzi terribili e coraggiosi non hanno dato respiro e il raddoppio al 9° minuto della ripresa in compartecipazione Badelj-Chiesa ha fatto andare in cielo tutto il Franchi. Da un fallo laterale sulla trequarti bianconera, Badelj mettte in mezzo un pallone a giro teso al centro dell’area, Kalinic qualche istante prima si porta via ancora una volta un paio di difensori, Federico Chiesa non se lo lascia dire due volte e con uno scatto secco dalla fascia vola verso l’interno dell’area nello spazio creato meravigliosamente da Kalinic, e cercando di spizzare quel bellissimo invito mette definitivamente fuori causa l’estremo difensore juventino. Negli almanacchi e per le statistiche resterà sempre Milan Badelj il marcatore del 2-0, ogni tifoso viola presente sugli spalti o davanti alla tv sa perfettamente che il gol e tutto e solo di Federico Chiesa! Il tempo di ritrovare l’aria nei polmoni e posizioni perse  sugli spalti per l’esultanza vera di uno stadio vibrante, che la Juventus trovava il gol del 2-1 in una gara che sembrava uccisa, morta e sepolta da parte della Fiorentina. Il solito Higuain riapriva il risultato forse anche ingiustamente nell’unica mezza distrazione della fase difensiva viola. Allegri sconfessa se stesso togliendo “cane da guardia” Sturaro, più cane che guardia, inserendo Pjaca. Dieci minuti dopo è Cristoforo a rilevare uno stanco Bernardeschi. Ha forse fatto più il trequartista uruguaiano che il giovane esterno d’attacco bianconero. Rincon per Marchisio non ha dato niente in costruzione di gioco per la Juventus che a dieci minuti dal termine ha inserito anche Mandzukic per l’assalto finale. Nella Fiorentina se concepibile era Tello per uno sfinito Chiesa per non stravolgere niente, assai meno è stato il cambio Ilicic per Borja Valero. Vero che lo spagnolo non giocava da quasi due mesi e che si era allenato solo 4-5 volte, ma in un arrembaggio contro la Juventus prima di giocarmi Ilicic con il suo calcio flemmatico, piuttosto metto dentro un centrale e sposto Sanchez in mediana. Il 3-1 divorato dallo sloveno con conseguente contropiede sofferto dalla Fiorentina credo abbia fatto venire un travaso di bile a circa 2-3 MILIONI di persone. Una pericolossima mischia in area viola, il tiro di uno spento Dybala finito in curva, hanno chiuso davvero la partita. La Fiorentina batte 2-1 la Juventus nella serata perfetta di Pauolo Sousa e i suoi ragazzi. Neanche un VERGOGNOSO (e totalmente in malafede) recupero di 6 (leggasi SEI) minuti è servito alla Juventus ad evitare una cocente e meritatissima sconfitta a Firenze. Anzi non ha impedito alla Fiorentina di agguantarsi con i denti la meritatissima vittoria, la vittoria di una città intera, di tutto uno stadio, dei ragazzi del tifo meravigliosi come sempre, dei ragazzi in maglia viola, di Paulo Sousa e di Giancarlo Antognoni. Ogni tanto una gioia vera, ha vinto Firenze tutta “stretta stretta con la passion nel cuor”! Mercoledì di nuovo in campo per la Coppa Italia in gara secca a Napoli, sabato il Chievo. Ma c’è ancora qualche ora per godersi l’immensa gioia per tutto il popolo viola per Fiorentina-Juventus. Ah bene.

Antonio Frati.

Un commento

  1. Grande vittoria in una serata fantastica. Stadio passionale e caloroso stile anni ’80.

    Tecnicamente, per una volta lo devo dire anch’io, perfetto Paulo Sousa a proporre una squadra corta, tecnica e aggressiva.

    Grande soddisfazione

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