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Emre Mor, gioiello turco alla conquista della Bundesliga VIDEO

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di Filippo Razzolini | 26 settembre 2016

Emre Mor (24/04/1997) nasce a Tingbjerg, vicino Copenaghen, da genitori turchi. Mor muove i primi passi nel Brønshøj Boldklub; nel 2006, a soli 9 anni, viene notato dagli osservatori del Lyngby: con i Blue Vikings rimane fino al gennaio del 2015, dopo che nel 2013 era stato in prova per un periodo al Saint Etienne, senza però essere messo sotto contratto. La decisione del Lyngby di “liberare” l’attaccante, che all’epoca faceva già parte delle selezioni giovanili danesi, lasciò di stucco un po’ tutti e venne motivata con uno scarno messaggio che affermava che Mor “non poteva rimanere nel club”, senza particolari spiegazioni. Emre con ogni probabilità aveva già un accordo in mano con il Nordsjælland, che infatti non esitò un momento a prendere lo svincolato attaccante, battendo la concorrenza di club nazionali e stranieri. Emre Mor debutta nella Superliga danese il 28 novembre 2015, subentrando al posto di Guðmundur Thorarinsson, al 84esimo minuto, nella sconfitta per 0-1 contro il Randers FC. La partita successiva, Mor viene schierato dal primo minuto contro il Brøndby, gioca una buona partita ed ottiene il rinnovo del contratto nel gennaio di quest’anno. Alla sua prima stagione, il talento turco ha la possibilità di giocare con buona continuità, totalizza 13 presenze, 2 gol ed 2 assist, delizia il pubblico con giocate d’alta scuola e soprattutto attira l’attenzione di Mr Terim, che colpito dalla tecnica del ragazzo, l’ha convocato per i Campionati Europei di Francia, nonostante avesse da poco compiuto 19 anni e fosse ai più pressoché sconosciuto.  Mor ha accettato senza indugio la convocazione da parte della nazionale maggiore turca (a marzo aveva già giocato con l’U21 turca, pur avendo solo 18 anni), deludendo i molti tifosi danesi, che già avevano apprezzato le sue giocate nelle varie Under del paese scandinavo e che sognavano un suo ripensamento improvviso. Il Borussia Dortmund si è assicurato il talento turco per una cifra vicina agli 8 milioni di Euro, e subito mister Tuchel gli sta dando spazio: il ragazzino turco è già andato in rete segnando il primo gol in Bundesliga contro il Darmstadt.

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Emre Mor è una seconda punta, ma può tranquillamente svolgere tutti i ruoli di un tridente spiccatamente offensivo. Perfetto come ala in un 4-3-3, così come da nei 3 nel 4-2-3-1. Emre, mancino puro, è dotato di un piede fantastico ed ha nella tecnica e nella creatività i suoi principali punti di forza. Fisico esile, (1.68 x 65 kg) è rapidissimo e nel dribbling è devastante, in grado di saltare gli avversari come birilli. Il baricentro basso gli permette di essere imprevedibile, grazie a sterzate irresistibili e cambi di direzione repentini.  Una gioia vederlo condurre il pallone in velocità a campo aperto: palla incollata ai piedi e testa alta. Un calciatore a cui assomiglia molto per questa caratteristica, a mio modo di vedere, è Paulo Dybala.  Mor deve migliorare nella fase di finalizzazione (nonostante sia in possesso di un bel tiro), infatti, molto spesso, non riesce a concretizzare quanto di buono riesce a fare partendo da lontano e quando si trova in prossimità del portiere avversario, pecca in freddezza sbagliando gol facili e crescere sotto l’aspetto della continuità: tende ad estraniarsi dal gioco nell’arco dei 90 minuti e a sparire dal match se non in giornata. Mor è un grandissimo ammiratore di Lionel Messi, e guarda sempre i suoi video prima delle partite: non male come modello.

Nei video lo splendido gol segnato da Mor contro il Copenaghen la scorsa stagione e alcune delle migliori giocate del gioiello del Borussia Dortmund:

 

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