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Empoli-Fiorentina 0-4. Una nuova ripartenza?

L'allenatore Paulo Sousa in primo piano. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
L'allenatore Paulo Sousa in primo piano. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

di Antonio Frati | 22 novembre 2016

Vince la Fiorentina contro l’Empoli in trasferta. Il 4-0 esterno dei ragazzi di Sousa non lascia spazio ai dubbi della vigilia, in un match che si è rivelato scontato sul campo, ma che non lo era poi così tanto prima del fischio d’inizio. Certamente, come scritto anche nella presentazione del match, la Fiorentina non poteva e non doveva aver paura di questo avversario che ha cambiato forse troppo (e volutamente) volto rispetto alle scorse stagioni, indebolendosi molto. Due gol segnati in casa in sei gare (ora in sette) erano comunque lì a dimostrare che l’Empoli è una delle squadre che segna meno in Europa, con i suoi sei gol totali. Fugati i pochi timori rimasti davanti ad una avversario debole, ma che poteva avere degli argomenti da mettere sul campo anche se quasi tutti dettati dalle sole motivazioni, la Fiorentina ha giocato una buona gara, facendo sua la partita da squadra navigata, come poche altre volte era successo. Un inizio un po’ in sordina con Tatarusanu protagonista intorno al 10° minuto con un intervento bello e forse decisivo per le sorti del match, su tiro quasi a botta sicura di Maccarone. Poi un altro paio di ripartenze e incursioni azzurre e niente più. Dalla metà del primo tempo in poi c’è stato solo il viola in campo, con l’azzurro empolese totalmente oscurato da una Fiorentina che ha preso in mano la partita fino alla fine. Tello e Bernardeschi a puntare ora larghi ora centrali verso Kalinic, Ilicic fra linee della trequarti dei ragazzi di Mr. Martusciello, Borja Valero come sempre senza posizione fissa pur partendo accanto alla regia di Badelj e pronto a ribaltare l’azione in avanti, i quattro dietro con Tomovic bloccato a destra, Gonzalo e Astori centrali e Milic nella consueta posizione di appoggio largo per far salire la manovra e far muovere gli avanti prima di cedere il pallone ai facitori di gioco. Tello fa secco un paio di volte l’ex Pasqual apparso tristemente non più in grado di reggere certi ritmi, poi il vantaggio della Fiorentina: Astori arremba in anticipo e scarica su Milic, gran cross del croato in una delle sue poche sortite in avanti, bel controllo di Kalinic che salta anche Skorupski ma viene falciato dallo stesso portiere empolese. Sarebbe rigore ed espulsione, ma il pallone finisce sui piedi di Bernardeschi che si fa trovare pronto e insacca l’1-0 per la gioia dei tanti tifosi viola presenti al Castellani. Il 10 viola si esalta e dopo 5 minuti per poco non raddoppia con una bella azione personale e un gran sinistro sul secondo palo forse poco angolato ma potente, su cui vola bene Skorupski. L’Empoli prova a reagire ma senza creare molto, Tello si becca un giallo fermando volutamente per la maglia un contropiede azzurro che poteva diventare 3 contro 3, segno comunque di presenza sul campo, meglio un giallo che il possibile 1-1. A dieci minuti dal termine del primo tempo l’azione più contestata della partita secondo gli empolesi, con Maccarone che viene steso sul limite dell’area dopo un lancio di 40 metri, l’arbitro fischia la punizione per l’Empoli che chiedeva il rosso per fallo da ultimo uomo. Peccato che il controllo di Maccarone fosse avvenuto con un braccio e volontariamente, doveva essere punizione per la Fiorentina e giallo per l’attaccante. Si parla di un Corsi infuriato, Maccarone addirittura a fine partita descrive quell’episodio come decisivo per tutto l’incontro. Consiglierei a tutto l’Empoli oltre che farsi un derby vero perchè questo non lo è mai stato e non lo sarà mai, anche di riguardarsi bene cosa si contesta e perchè prima di parlare, altrimenti si rischiano solo figuracce, dentro e fuori dal campo. Nella ripresa, pronti-via e raddoppio viola: Badelj dopo due minuti abbandona la sua zona d’attesa andando a pressare sui difensori dell’Empoli, recupera testardamente un pallone al limite dell’area e Diousse lo stende ingenuamente procurando il calcio di rigore per la Fiorentina. Sul dischetto va Ilicic che realizza incredibilmente dopo 13 partite il suo primo gol stagionale in campionato aprendo il mancino e spiazzando Skorupski. Gioia viola, Empoli all’inferno. Da lì in poi la partita è pressoché finita, entra l’altro ex Gilardino che non toccherà praticamente il pallone, Pasqual continua a soffrire sia Tello che Bernardeschi che a volte si scambiano le posizioni. Al quarto d’ora della ripresa, gioco, partita e incontro per i ragazzi di Mr. Sousa che ancora con Bernardeschi chiudono davvero il risultato: Milic serve il carrarino che corre veloce verso la difesa empolese, penetra in area e scarica un sinistro terrificante che piega la mano all’incolpevole estremo difensore azzurro. Cinque minuti dopo 4° gol viola ancora con Ilicic che dal limite di destro, insacca ancora alle spalle di Skorupski grazie anche ad una deviazione forse decisiva. Kalinic si divora il quinto gol dopo un bel dribbling in area, Tatarusanu attento e sicuro come non mai dice ancora no ad un moto d’orgoglio di Maccarone, l’arbitro impietosito da una partita che non c’è più, rinuncia anche al recupero. Festa Fiorentina, buio pesto per l’Empoli. Vittoria importante dunque, ma che deve essere presa nella giusta proporzione perchè sia salutare e possa dare quella spinta decisiva per costruire una stagione con qualche obbiettivo concreto. Le buone prestazioni con doppietta di Ilicic e Bernardeschi per esempio non devono far gridare al miracolo o peggio ancora ai paragoni per me indecenti con grandi calciatori del passato viola. Federico è un ragazzo particolare che ha delle caratteristiche che lo possono far diventare davvero un calciatore importante, ma sta iniziando ora e ancora non ha fatto praticamente niente. Sentire accostare il suo nome già a squadre di livello internazionale e ma da fastidio e non fa bene sicuramente a lui, che non può e non deve sentirsi arrivato dopo una doppietta contro il peggior Empoli degli ultimi anni. Questi ragazzi sentono tutto e assorbono tutto, quest’ambiente non può giudicarlo inadeguato alla Serie A una settimana e quella dopo vederlo titolare al Chelsea l’anno prossimo. Si fanno danni incalcolabili veramente. Capisco la voglia di molti accoliti della corte dei DV di vedere sempre la plusvalenza che può farci fare mercato (o la speranza), ma così si sta veramente esagerando e toccando il fondo. Questo non è più calcio, ma un inutile frullatore impazzito che poco ha a che fare col gioco più bello del mondo. Bernardeschi dovrà crescere con noi, nella Fiorentina, prima come uomo e poi come calciatore. Ha dei doni piovuti dal cielo soprattutto a livello fisico che ancora non ha tradotto sul campo, lo può sicuramente fare, ma ancora non l’ha fatto. Dobbiamo farlo crescere come persona, dargli tranquillità e consapevolezza dei propri mezzi. E purtroppo non lo si fa mettendogli il cartello al collo con 35 milioni come qualche vil scribacchino ha già fatto lo scorso anno e sta tentando di fare ancora oggi subito dopo due gol all’Empoli. Confido nella testa di questo ragazzo, che già conosca i pericoli e le imboscate che gli stanno tirando per farlo credere arrivato, magari per farlo sentire inadeguato quà  a Firenze e che possa anche chiedere più di quello che sta avendo nella Fiorentina. L’intelligenza di Federico come ragazzo mi sembra la caratteristica più importante che ha, ancor più delle sue doti calcistiche quasi tutte ancora da dimostrare. Perchè tutto quello che Bernardeschi può diventare ancora non lo ha fatto vedere e ci vorrà tempo, forse anni anche, sicuramente avversari diversi, stagioni intere, assunzioni di responsabilità, che inizi a sentirsi questa squadra sua, la parte buona di questo ambiente vicino. Cercando possibilmente di scansare i vil scribacchini facendosi coccolare nella sua crescita da chi gli vuole bene davvero. E magari scrivere anche un destino diverso da quello di un’ennesima e triste plusvalenza. Un inizio non può essere una fine, il calcio è un’altra cosa. E Federico Bernardeschi è solo all’inizio, mettetevelo nel cervello. La condizione generale della squadra comunque sta crescendo, sembra quasi una partenza inversa a quella sparata dello scorso anno, vedremo quante e quali squadre saranno al nostro livello alla sosta natalizia e poi subito dopo alla ripresa del campionato, oggi è troppo presto per capire. Giovedì di nuovo in campo per l’Europa League, aspettando il posticipo di lunedì contro l’Inter del nuovo allenatore Pioli, primo vero scontro spartiacque di questa stagione. Dopo tutto quello che abbiamo raccontato, scritto e detto, pensare di essere virtualmente a due punti dal secondo posto con il recupero della partita di Genova col Genoa, ha quasi dell’incredibile. Ma è già un passo troppo avanti per tutti anche se è il sale e il bello del calcio. Facciamone uno per volta che già è faticoso così per noi, partita per partita a testa bassa lavorando duramente tutti i giorni.

 

Antonio Frati

2 commenti

  1. Io non posso pensare che un nostro calciatore debba far bene ma non poi troppo sennò dopo TRE MESI gli viene messo il cartellino al collo col prezzo. E nessuna presa di posizione da parte della società dopo queste uscite dei soliti noti. Questo non è il mio calcio. Se togli la speranza alla gente togli tutto. Per speranza non intendo dare illusioni, se uno si rivela un campione oggi è difficile trattenere tutti. Ma chi fa calcio per un obbiettivo sportivo qualunque, i calciatori forti che ha, quei pochi cerca di sfruttarli per 3-4 anni, per poi venderli al massimo della loro carriera o appena prima della parabola discendente. E poi reinvestire anche quei soldi. Qui si aspetta come un assetato l’acqua fresca che uno si metta in luce con due tre giocate per attribuirgli un prezzo e attirare compratori. Mi fa schifo personalmente, non lo sopporto. Spero che Giancarlo inizi a tappare certe bocche alimentante anche dalla società, o almeno non bacchettate come avrebbero meritato visto che sono così permalosi e attenti. Il dubbio è che fossero d’accordo, altrimenti non si spiega davvero…

  2. Nel Deserto post-Atalanta ha cominciato a piovere da un pò, e ora spunta anche l’erba, non è un miracolo e non è casuale, ma almeno siamo squadra e facciamo ciò che sappiamo, e quella è una buona base di partenza in vista di Maggio. Speriamo di raccogliere, alla fine, e di raccogliere bene, i trend attuali in campionato fanno ben sperare, l’importante è che ad agire e pensare siano Corvino, Sousa e magari Antognoni, non la Corte e l’Imperatore, quelli se ne stiano tranquilli a pensare a Stadio e Cittadella, che è meglio. A proposito di Bernardeschi e della sua futura permanenza, non sono così pessimista, a lui piace giocare, non guadagnare e guardare gli altri giocare, quindi se diventerà un giocatore davvero importante, beh, qualche speranza di tenerselo tra un paio d’anni secondo me c’è.

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