Don't Miss

E ora chi paga?

cancha

di Antonio Frati | 18 ottobre 2016

Bruttissimo pareggio della Fiorentina in casa contro l’Atalanta. Uno 0-0 a tratti indecente come prestazione, determinazione e voglia di vincere, nei singoli e nel collettivo. Oggi non c’è niente da salvare in questa Fiorentina ed è veramente imbarazzante, inutile e solo puro esercizio di stile, continuare a parlare di tattiche, insistere su possibili cambiamenti di un calciatore in ragione di un altro, difesa a tre, a quattro o a cinque. Tutto è inutile se la squadra nel suo complesso è quella vista domenica in orario da digestione, o meglio da indigestione in questo caso. Si perché la prestazione offerta dai ragazzi di Sousa è stata irritante per impegno dei singoli, nessuno escluso, inconcepibile sotto l’aspetto tattico (ma ripeto oggi è superfluo parlarne purtroppo) e devastante se proiettata nel futuro che attende questa squadra come stagione. Immagino che sulle tavole dei tifosi viola siano volati molti, troppi “amari e grappini” per digerire l’indecente spettacolo offerto dalla Fiorentina. Paulo Sousa sembra non avere più in mano nessun aspetto legato al campo, fatto quasi incredibile se pensiamo all’inizio della scorsa stagione in cui sembrava aver tutto sotto controllo, dal campo e anche oltre. I titolari non tirano la carretta, chi gli subentra sembra lo faccia per fare un favore non sappiamo a chi. Tutti quanti hanno un atteggiamento totalmente sbagliato verso il campo, verso il risultato sportivo. La triste corsa all’accusa di un calciatore in particolare, di un solo protagonista del campo non ha alcun senso se non quello di minimizzare e spostare i problemi o peggio ancora di non individuare mai i mali di questa squadra. Non lo capisco, non mi interessa e mi fa solo tanta tristezza. Anche perché i bersagli sui deboli sono sempre diversi a seconda dei periodi, tipico vile comportamento di chi non vuol raccontare veramente come stanno le cose alla gente, nascondendo le magagne come polvere sotto i tappeti, dando in pasto alla gente la solita solfa da troppi anni. E’ strano che Firenze e i suoi tifosi si siano fatti irretire sotto questi vili comportamenti, la ritengo la situazione più grave creata dalla proprietà e che non avrei mai pensato si potesse verificare. Tre allenatori capaci e di valore hanno avuto alla fine lo stesso trattamento e finale di storia con la Fiorentina. L’ho detto e scritto ancora PRIMA che Sousa venisse ingaggiato, che facesse bene e che poi si arrivasse a questo punto. Ma molti come sempre hanno preferito sparare su Montella prima e crogiolarsi al sicuro della proprietà solida, che paga puntualmente. Individuato il cattivo andare avanti è stato facile, troppo. E non era bastato che tutto questo fosse già successo anche con Prandelli. Va tutto bene, ma Tomovic è scarso, la società investe ma Kalinic non segna, il direttore lavora bene ma Babacar è ancora acerbo, l’allenatore è preparato ma Ilicic lo conosciamo, è discontinuo. No che non va tutto bene, anzi va tutto male. Ma l’espressione sportiva è solo una diretta conseguenza di come s’intende fare calcio a Firenze negli ultimi anni, o meglio di come non interessi fare calcio. Vediamo se nove anni di ottimi allenatori, con conclusioni delle storie nella stessa identica maniera, con zero trofei e mille polemiche può far aprire finalmente gli occhi alla gente e che magari si smetta di credere ai cantori, ai prezzolati menestrelli anelanti posti in azienda, a chi da sempre non sa cosa sia fare calcio o che fa finta di non saperlo. Quando si sono spesi dei soldi per calciatori importanti, gli stessi poi non sono stati valorizzati, o meglio sono sempre stati portati fino alla fine del loro valore economico e sportivo. Il tutto sapendo di non poter investire (o di non volerlo fare, ma il succo è quello) come le altre grandi. E allora se non posso tirare fuori i soldi degli altri devo necessariamente valorizzare quello che ho e che trovo al massimo e subito dopo reinvestire il ricavato. Chi ha avuto calciatori come Frey, Mutu, Montolivo, Gilardino, Toni, Vargas ed altri che ora fatico anche a ricordare (ma sono tanti) e non ha avuto niente o quasi dalle loro cessioni per mancati rinnovi o mancate cessioni nei tempi giusti, per me non merita di lavorare nel calcio, almeno non più. E invece magari lo ritrovi al comando ancora una volta, anzi ripresentato come un uomo che se si rimette in gioco vorrà pur vincere qualcosa prima di chiudere la sua carriera e non sporcarla con due-tre anni di anonimato. Nessuno della proprietà chiede come sia possibile tirare fuori cifre impensabili (per chi è in autofinanziamento) per calciatori che faticano a farsi rotolare un pallone fra i piedi e magari mancano rinnovi di calciatori importanti (per noi) per qualche centinaia di migliaia di euro, o non vengono acquistati calciatori potenzialmente adatti a noi come realtà e accessibili come prezzi. Sto parlando anche di chi c’era prima di Corvino. Nessuno della società chiede conto degli errori perchè questa è la linea da seguire, va bene così, se va male pazienza, interessa il giusto. Un settore giovanile in cui sono stati spesi tanti di quei soldi da far impallidire gestioni e bilanci di squadre blasonate di B senza che quasi nessun calciatore sia arrivato in prima squadra in quindici anni. Uno-due e di livello neanche eccelso è troppo poco per una società che vuol avere una anche minima ambizione di stare fra i grandi. Che nessuno si sorprenda oggi se realtà come Cagliari, Torino, Sassuolo, Lazio siano davanti a noi oggi. Programmano ogni anno, le cessioni e gli acquisti, nei tempi giusti e non alla vigilia di spareggi Champions, costruiscono rose secondo le esigenze sia dell’allenatore che hanno sotto contratto, sia delle proprie capacità d’investimento, ma non tirano giù i propri calciatori in lacrime dagli aerei, non fanno entrare in sede giovanotti piagnucolanti e non vanno in Argentina a farsi ridere in faccia da una delle squadre più blasonate del mondo. Fanno calcio con criterio, secondo i loro obbiettivi. Qui la netta sensazione, anzi oramai una certezza, è la navigazione a vista, tanto l’ambiente è tranquillo. Hanno creato disaffezione e cercato di smembrare un’intera tifoseria forse sapendo di arrivare fino a qui, instillando con la complicità dei soliti noti la paura dell’abbandono di una proprietà forte economicamente. Come abbiano fatto a riuscirci a Firenze per me resta un mistero vero, ma il risultato l’hanno ottenuto eccome. Nessuno chiede più il conto di fallimenti sportivi a nessuno. Nessuno chiede più conto del perché certe cifre incamerate con delle cessioni importanti (l’ultima quella di Alonso) non siano reinvestite sul mercato, neanche parzialmente. Prima i bilanci sono in attivo, poi in passivo, dipende dalle settimane e da cosa fa comodo raccontare alla gente dai soliti noti. L’ambiente giornalistico sembra assopito, quasi narcotizzato. Certe domande in sala stampa non vengono fatte altrimenti non ne potrai fare mai più. Sarà anche solo un’impressione, ma poi ci sono due o tre pennivendoli che di domande inutili ne fanno anche più di una e tutte le volte, non vengono interrotti e gli viene anche risposto a discapito magari di chi ha ancora a cuore la propria professione, ma che non riesce a svolgerla nel miglior modo possibile e che si deve pure far andar bene quelle risposte inutili tanto quanto quelle domande. E magari scriverci anche sopra. Vuoi continuare a lavorare portando anche la pagnotta a casa? O ti adegui o sei fuori, contro di noi per sempre. Ad ognuno il giudizio di quello che ne può scaturire in un clima così. Questo non è fare calcio e non lo sarà mai, chi pensa che queste situazioni si verifichino anche da altre parti come sempre racconta il falso. E se in altre piazze accade, il bubbone scoppia eccome, qui no. I risultati così non arriveranno mai, ma credo che purtroppo la cosa interessi a pochi oramai. Se poi per risultati s’intende che la proprietà non ci rimetta mai un euro o che le perdite della gestione sportiva siano recuperate dalla crescita delle aziende della proprietà, qui siamo Campioni d’Italia per distacco. Nel mondo oggi è Tod’s Firenze, quando 15 anni fa si pensava che fossero i proprietari di Valleverde. Sapere di avere una proprietà di questo livello alla quale non interessa il livello sportivo, personalmente mi fa dolore come tifoso e appassionato di calcio. Perché se non cacci chi ti presenta un risultato negativo, economico o sportivo che sia, ma anzi lo riprendi, o se pensi che un tuo dipendente non svolga al meglio il suo lavoro (DS, allenatori o calciatori che siano) e non intervieni con mano ferma, salvo farlo attaccare da due-tre menestrelli di corte perché non hai il coraggio di assumerti responsabilità, significa che il calcio non ti interessa. Basta raccontare puttanate alla gente. Domenica ho sentito dei fischi alla squadra, mister compreso, giusti e meritati, inevitabili. Ma ancora devo vedere chiedere conto a chi ha allestito tutto questo, a chi ha interrotto una crescita che c’era, a chi non ha voluto proseguire quando c’erano le basi per crescere davvero, ma ha preferito fare non uno ma due passi indietro. Chiedere conto a Tomovic, Kalinic, Badelj , B.Valero non ha senso anche se in campo ci vanno loro. Ci vuole il coraggio di non sbagliare obbiettivo, perché puoi sbagliare una volta, due…ma dopo 15 anni continuare a fare gli stessi errori ed andare avanti come se niente fosse, non sono più errori ma voglia non raccontare la verità alla gente. E i calciatori sono questi e che per favore non si dica “almeno fino a gennaio”, perché sappiamo perfettamente che saranno questi anche dopo. Se non si è intervenuto come si doveva quando stavamo volando e c’erano davvero le possibilità di creare qualcosa di importante, figuriamo oggi. Questi sono e andranno anche difesi perché saranno questi a farti sprofondare o farti risalire. Difenderli anche certamente, togliendogli però gli alibi, mettendoli davanti alle loro responsabilità. Ci sono solo due strade oggi: rinnovare OGGI per altri due-tre anni il contratto all’allenatore, o cacciarlo DOMANI, anzi stasera. Tutto quello che sarà fatto di diverso da questo per me significherà ancora una volta non interessarsi ne del risultato sportivo, ne dei propri tifosi. Perché alla fine, in tutto questo triste circo chi ci rimette è sempre e solo il tifoso viola e chi ha veramente a cuore le sorti della propria squadra. Che soffre in silenzio, che ci mette davvero i soldi, il tempo e la fatica per sostenere sempre e comunque. Ma che finora ha ricevuto in cambio solo bugie e trattamenti da clienti. Scambiare l’amore viscerale della gente per passività è il più grosso errore che una proprietà possa fare, non esistono acquisti tanto sbagliati. Siamo alla fine del pasto, all’ammazza caffè. Poi c’è da pagare il conto. A meno che qualcuno abbia imparato l’arte del “rigatino”.

Antonio Frati.

4 commenti

  1. I problemi di disaccordo col Tao sono più grandi degli uomini, anche se sono gli uomini a determinarli, e non si possono risolvere con la semplice buona volontà degli umani, quando il disaccordo ha raggiunto il punto di non ritorno. Bisogna sopravvivere alla tempesta, e magari al naufragio. Speriamo non sia naufragio. Che il Tao sia clemente. Siamo nelle sue mani.

  2. Mi conosci però. Uno sfogo, due, tre. Poi per me conta il pallone e tutto quello che lo circonda. Con loro è inutile parlare di calcio, ma io come sai gli vado in tasca e porto tre. Se togli il pallone, le sfumature, allenamenti, calciatori, giovani non rimane niente di cui parlare o appassionarsi. Rischio di apparire come il guerriero nipponico lasciato solo nell’isolina sperduta dell’oceano che dopo 25 anni pensa ancora di essere in guerra. O forse lo sono. Ma non posso farne a meno. E’ troppo l’amore per questo sport per smettere di incazzarmi. A me mi ammazzano in piedi.

  3. p.s…………… l’e un po che ti dicevo che l’è inutile parlare di calcio……

  4. a me pare invece, che a tanti, troppi tifosi vada benissimo così, sia chi va in tribuna a mangiare i pop corn, che chi va in fiesole a farsi una lampada invece che cantare
    hai la squadrettina che spesso arriva in Europa League, lo spauracchio di Gubbio è lontanissimo….
    quando rischi qualcosina ti danno un paio di rigorini a favore….. quando sei troppo su te li danno contro, e per non far arrabbiare il tifoso, a non arrivare troppo in su ci pensa la società…
    Ma interessa più a nessuno la Fiorentina?

    Chiaramente, io, sottoscrivo ogni parola, anceh le virgole

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*