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D612, Un giglio tatuato nell’anima

piccini

di Matteo Bellini | 13 ottobre 2016

Mi piacque molto l’acquisto di Viviano, ne fui piacevolmente sorpreso, le parole per una volta non furono portate via dal vento, ma quella dichiarazione di Andrea Della Valle di voler riportare Fiorentinità in Fiorentina fu reale, vera.

Emiliano, giglio tatuato sul petto, anzi, sul cuore, molto probabilmente ha vissuto in viola il suo anno più difficile, forse ancora di più dell’anno perso per infortunio.

Il portiere è un ruolo difficilissimo di per se, se poi giochi nella tua squadra del cuore ancora di più, se la ami visceralmente come lui, beh, è quasi impossibile non sentire la partita.

Capita spesso a me di sentire la pressione per una partita di cartello, e la vado solo a vedere, con du birre du voci e du pedate ai seggiolini la scarico.

In quella Fiorentina, la prima dell’era Montella, giocare in porta non era facile, la squadra aveva un possesso palla del 60/70% ogni partita, giocava benissimo e arrivavano pochissimi tiri in porta, riuscire a rimanere lucido ad aspettare quel tiro per moltissimi minuti, è compito complicato, se ci sono i sentimenti nel mezzo, ancor di più.

Un giocatore di movimento, tira una pedata, un pallata in tribuna, fa due berci e si carica, un portiere no, magari sta fermo sessanta minuti, vede la sua squadra giocare benissimo ed essere in vantaggio, e all’improvviso arriva un tiraccio brutto, innocuo, ma prendi gol, e li crolla il mondo.

Stavo guardando Parma Fiorentina con amici, erano le prime partite di quella stagione, ma Viviano non dava tantissima sicurezza, era timido, impacciato, si vedeva che aveva paura, nel gruppo di amici c’era anche un ex portiere che a livello dilettantistico si è levato le sue soddisfazioni, Daniele Masi, che dopo il rigore parato da Emiliano se ne esce con un frase, “adesso abbiamo anche un portiere”, purtroppo col passare dei minuti, sbagliammo un rigore al 90esimo e prendemmo l’1-1 sempre su rigore pochi istanti dopo.

Avessimo portato a casa quel risultato, il campionato di Viviano sarebbe stato come tutti quelli fatti in carriera, non da 9 in pagella, ma nemmeno da 5, avrebbe fatto il suo campionato, come fa adesso a Genoa sponda Samp, fatto di alti e qualche basso, che però alla fine ti porta qualche punto, tanta grinta e personalità.

Finita quella stagione, un bischero come me, se ne uscì con un frase: “prima di rivedere un fiorentino in maglia viola passeranno 10 anni minimo”, li, infatti finì l’esperimento di fiorentinità tanto voluto,

Sabato assisteremo a Napoli Roma, nelle due panchine ci saranno un allenatore di Figline e uno di  Certaldo, nelle rose delle due squadre, giocatori cresciuti a pochi metri dal Franchi, che non hai avuto la forza di prendere nel momento giusto, quando costavano anche una cifra onesta, Tonelli, Hysaj, Mario Rui su tutti, oltre a Zielinski e Paredes, che però non sono mai stato proprietà Empoli.

Tralasciando il caso Barzagli, nato a Fiesole, cresciuto a Scandicci, giovanili nella Rondinella, e maglia viola mai indossata!

Arrivo al punto, quello che mi ha veramente dato noia questa settimana sono LE DICHIARAZIONI DI TOMOVIC, un terzino destro migliore sul territorio si trova, Nenad è un giocatore scarso, molto scarso, che non ha dalla sua neanche la grinta alla Beppe Iachini, che te lo fa amare perche getta il cuore oltre all’ostacolo, è svogliato, ha un aria sorniona che sembra che ti stia facendo un favore e che non tocchi mai a lui, perde molto spesso l’uomo in area e le diagonali difensive sono un optional, sovente riesce a sbagliare la “scappata” e lascia l’intero reparto offensivo avversario in gioco, troppo cattivo? Forse, ma non voglio che questo giocatore possa diventare una bandiera, perché a questa maglia e a questa tifoseria non ha dato NULLA.

In Fiorentina, non viene discusso il rinnovo di Gonzalo Rodriguez, la dirigenza e addetti ai lavori ci spiegano che con i giocatori di una certa età bisogna stare attenti ai rinnovi pluriennali, idem per Borja Valero, ma a quel fenomeno di Tomovic 29 anni già compiuti si fa firmare un quadriennale ad 1 milione netto l’anno… Ohibo, qualcosa non quadra!

Speravo di non vederlo più, invece diventerà una bandiera, e oltretutto si permetta di criticare chi paga il biglietto per vedergli sbagliare diagonali difensive tutte le partite; PICCINI al Betis sta facendo molto bene, è nato a Firenze, vantiamo un diritto di RECOMPRA, RIPRENDIAMOLO.

Le finanze sono quelle che sono, ce lo hanno spiegato e rispiegato, proviamo allora a risparmiare 25 milioni annui in consulenze sportive, a dover far giocare qualche calciatore obbligatoriamente, ma facciamo crescere ragazzi del territorio un po’ come il Bilbao, e lasciare gli uruguaiani in Uruguay, e tutti gli slavi scarsi agli altri.

 

Matteo Bellini

4 commenti

  1. detto e scritto, peggiore annata della sua carriera, ma volevo intendere altro Daddo…. quell’anno ricordati per bene come andò… quanti rigori per il Milan, e quanti torti arbitrali a noi….. potevi avere anche Neur in porta, più di quarto non arrivavi.

  2. grazie

  3. Completamente d’accordo!!!
    Coplimenti per l’articolo.

  4. Tra Viviano e Neto ci fecero perdere un bordello di punti. Già alla seconda partita contro il Napoli (o era la terza?) si perse per colpa di un paio di sue cappellate; e s ulla partita che perdemmo contro la Roma va da sé che non ho proprio voglia di parlare! Viviano in quel momento storico, ciccione e impacciato com’era, non era semplicemente un portiere da serie A. Duole dirlo ma è così: con uno decente tra i pali saremmo arrivati terzi.

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