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Cristian Tello, un’operazione da squadretta

Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

di Matteo Bellini | 19 settembre 2016

Cristian Tello, nasce a Sabadell, in Spagna, l’11/08/1991, il ragazzo, calcisticamente parlando è un predestinato, ed entra a far parte del settore giovanile del Barcellona nel 2002, a 11 anni.

Tello, esordisce nella seconda squadra blaugrana in serie B spagnola nel 2010/11, riuscendo fin da subito a mettersi in mostra, nonostante siano presenti in rosa giocatori del calibro di Montoya, Bartra, Jonathan dos Santos, Deulofeu, Thiago Alcantara, Rafael Alcantara, Cuenca, Keita Balde e Nolito.

E’ una masia di tutto rispetto, fare buon minutaggio in mezzo a tanta concorrenza, equivale ad essere considerati più che una giovane promessa da parte della società, e lui riesce in questo.

L’anno successivo, il 2011/12, inizia la stagione sempre in B, con la seconda squadra, ma a forza di ottime prestazione, viene scelto da Guardiola come il giocatore da lanciare, infatti ogni anno la filosofia blaugrana, induce l’allenatore, spinto dalla tradizione, a lanciare un paio di ragazzi della cantera, negli anni precedenti era già successo con Messi, con i fratelli Dos Santos, Pedro e Bojan.

In attacco, la concorrenza è elevata, negli ultimi dieci anni il Barca ha avuto tridenti fortissimi, da Ronaldinho Giuly Eto’o, che riportano la coppa dalle grandi orecchie in catalunya nel 2005-2006 fino all’odierno Messi Neymar Suarez, intramezzati da gente del calibro di Henry, David Villa, Ibrahimovic e Alexis Sanchez, insomma, il top del calcio mondiale.

Quello che contraddistingue il reparto offensivo blaugrana, sono le alternative al tridente, quasi sempre formate da ragazzi provenienti dalla masia, i fratelli Dos Santos, Pedro, Bojan Krkic, Nolito, Tello, Delofeu e Cuenca sono gli ultimi esempi di questa tradizione nata con Lionel Messi.

In Spagna si sa, capita spesso che le partite del Barca, finiscano con punteggio tennistico, inserire un ragazzo al 70esimo sul 4 o 5 a zero, non è una scelta ne azzardata ne complicata, Tello inizia così, sostituendo Messi-Sanchez-Villa nei primi due anni e Messi-Sanchez-Neymar nell’ultimo; un ruolo di tutto rispetto per Cristian, che soprattutto nei primi due anni gode di notevole fiducia da parte di Guardiola prima e Tito Vilanova poi, i problemi iniziano al terzo anno col Tata Martino, ma più che problemi col mister, i problemi sono con se stesso, nonostante la fiducia della società con un rinnovo fino al 2018, il giocatore non riesce a compiere il salto di qualità, inducendo la dirigenza blaugrana a mandalo in prestito, ed è cosi che nell’estate 2014, il 23enne Tello vola in Portogallo, per indossare la gloriosa maglia del Porto.

Il giocatore si trasferisce con una strana formula contrattuale, un prestito biennale gratuito, che obbliga il Porto a far giocare al ragazzo più del 60% delle partite con un minutaggio minimo, pena il pagamento di penali milionarie, questa intelligentissima clausola inserita dai legali Blaugrana fa si che il minutaggio di Tello sia alto, purtroppo per il ragazzo il rendimento non è altissimo ed il salto di qualità continua a non arrivare, il Porto vorrebbe disfarsi del giocatore, ma la firma sul prestito biennale è stata messa e il ragazzo inizia la stagione successiva sempre con la maglia dei Dragoes.

Il secondo anno è peggio del primo, e se per il Barca, la “clausola minutaggio” è manna dal cielo, per i portoghesi invece è un boia con la mannaia, proprio per questo, le due società a braccetto, cercano un’altra squadra che possa garantire una maglia da titolare a Tello, ed è qui che entra in gioco la Fiorentina, da sempre sensibile ai giocatori dal cartellino gratuito, che si inserisce prepotentemente, e con l’aiuto di Pedro Pereira, nel nome di Mendes, porta a Firenze questo ex giovane di belle speranze.

L’accordo Barcellona – Fiorentina è similare  a quello precedente, “clausola minutaggio” compresa, ma poco importa al prode Cognigni e ai suoi scudieri, l’obiettivo risparmio è centrato, idem il fumo negli occhi sparso ai tifosi, grazie a qualche compiacente addetto ai lavori che riporta numeri inesatti del giocatore.

L’annata di Tello si chiude tra molte ombre e poche luci, non entrando mai nel cuore del tifoso fiorentino; non è un giocatore che si sacrifica, ed è palesemente inadatto a fare l’esterno tutta fascia in un 3-4-2-1, modulo col quale gioca la fiorentina, si trova leggermente più a suo agio nel 4-2-3-1 col quale la squadra viola conclude il campionato.

Per la prima volta in carriera Tello è un titolare, e fa di tutto per poter tornare l’anno successivo, il giocatore rifiuta tantissime destinazioni, e il 16 agosto 2016 torna a Firenze, in prestito oneroso di 500 mila euro, con riscatto fissato a 8 milioni e contro riscatto blaugrana di poco superiore, la particolarità sta nelle clausole, infatti, sono previste delle penali in caso di inutilizzo del giocatore, ben 3 milioni di euro se il giocatore effettua meno del 50% delle partite, 2 milioni se gioca meno del 60% e 1 milioncino se gioca meno del 70% delle partite, nessuna penale dal 70.01% in su, non è dato sapere il minutaggio minimo di tali presenze, o se queste percentuali fanno riferimento ad adesso.

Ci si aspetta tutti un cambio di modulo da parte di Sousa, che pare voglia il giocatore in ogni modo, in modo di mettere in risalto le sue qualità, in molti pensano al 4-3-3, che può dargli protezione in fase difensiva, ma l’assenza ormai quindicennale di un terzino destro di ruolo, non permette questo schieramento, la nuova stagione inizia quindi con il solito modulo, e Tello a tutta fascia sulla destra lascia sgradevoli impressioni al tifoso.

 

ANNOSQUADRACOMPETIZIONEPRES.GOLASSISTMIN. GIOCATIMEDIA MINUTI
2010/11BARCA BLIGA B2340972,0042,26
2011/12BARCA BLIGA B16501056,0066,00
BARCALIGA A1532445,0029,67
BARCACOPA RE421147,0036,75
BARCACHAMPIONS32085,0028,33
TOTALE2273677,0030,77
2012/13BARCALIGA A22741174,0053,36
BARCACOPA RE601253,0042,17
BARCACHAMPIONS411176,0044,00
BARCASUPERCOPPA20027,0013,50
TOTALE34861630,0047,94
2013/14BARCALIGA A2212410,0018,64
BARCACOPA RE633381,0063,50
BARCACHAMPIONS21039,0019,50
TOTALE3055830,0027,67
2014/15PORTOLIGA25781398,0055,92
PORTOCHAMPIONS712442,0063,14
PORTOTACA PORT301204,0068,00
PORTOQUAL. CHAMP10030,0030,00
PORTOCOPA PORT10045,0045,00
TOTALE378112219,0059,97
2015/16PORTOLIGA1101507,0046,09
PORTOCHAMPIONS510247,0049,40
PORTOTACA PORT300171,0057,00
PORTOCOPA PORT10090,0090,00
TOTALE20112093,0059,80
FIORENTINASERIE A15251078,0071,87
TOTALE15251078,0071,87

 

Come si può vedere dalla tabella, il minutaggio di Tello per presenza al Barcellona varia molto di anno in anno, il primo, quello dell’esordio, è pari a 30 minuti, passando poi a 50 nel secondo anno nel quale è in rampa di lancio, terminando poi con i 28 al terzo anno, in cui viene drasticamente bocciato per le scarse prestazioni.

Nel Porto, ha un minutaggio similare nei due anni, quasi 60 di media a partita, mi verrebbe da pensare che con i minuti di recupero siano 60 precisi, e che il numero delle presenze sia quello minimo per non incorrere in malus economici.

A Firenze, i minuti di media passano a 70, e questo mi fa pensare ad un inasprimento della “clausola minimo minutaggio” ancor più alto di quello portoghese.

Credo che sia che al Porto, che nella Fiorentina, oltre ad un minimo di presenze, per non incorrere in penali economiche, bisogna garantire un minimo di minuti a presenza, 60 al Porto, 70 a Firenze.

Se il giocatore è forte, lo tieni in campo 90 minuti, 38 partite su 38, e il problema non si pone, anche se, queste operazioni a me non piacciono, obbligare l’allenatore a far giocare un giocatore è una cosa controproducente sempre.

E’ controproducente a livello di spogliatoio, come si sente l’escluso di turno dall’undici titolare per far posto al “cocco del presidente”? o non fare un cambio tattico, sennò la presenza prima del 70esimo non vale….? e… se l’escluso, è molto amico di qualche titolare? che succede? gli passeranno il pallone? lo aiuteranno in fase difensiva?

E’ controproducente perché delegittima il potere decisionale dell’allenatore, dato che i giocatori sanno che il mister non è un anello forte.

Queste situazioni le abbiamo vissute tutti, nello sport, o nel lavoro, il classico esempio è il raccomandato, solitamente, prima o poi, queste situazioni minano il morale del gruppo con invidie e vendette stupide, a meno che, il raccomandato faccia la differenza, mentre al contrario, il raccomandato non in grado, viene solitamente emarginato.

Problemi, come appena spiegato, possono nascere se il giocatore è forte, figuriamoci se il giocatore in questione diventa un collezionista di insufficienze, si isola totalmente dal gioco, non rientra quasi mai e tenta sempre il dribbling sbattendo sull’avversario.

La situazione diventa un boomerang, il litigio coi compagni è quasi sicuro, il mister che è obbligato a farlo giocare, viene totalmente delegittimato dai propri poteri, non c’è poi cosa peggiore che dover fare il proprio lavoro, senza essere liberi di farlo nel modo che si ritiene più opportuno; lo spogliatoio potrebbe inoltre diventare ingestibile, un’anarchia totale, come gli ultimi sei mesi di Prandelli, con i giocatori che sapevano che il mister non contava più nulla, e si facevano i fatti loro.

Questa tipologia di operazioni, sono da squadretta, da chi si affaccia per la prima volta nel calcio che conta, e pur di allestire una squadra competitiva si prona ai potenti, è inoltre da dirigenza senza polso, che pensa solo ed esclusivamente alla parte economica, e non a quella sportiva.

Capita anche di non far giocare un giocatore per non far scattare un bonus al raggiungimento di un numero di presenze (si vocifera che Mario Gomez due anni fa, andò in panchina per questo), o in caso di riscatto obbligatorio (Kuba, anno scorso, pare che avesse un riscatto obbligatorio a tot presenze, e per non riscattarlo fu messo fuori)

Adesso basta, BASTA CLAUSOLE, anche perché abbiamo degli avvocati che non hanno mai vinto una causa, iniziamo a fare calcio con assoluta normalità, spendiamo quello che si può spendere, diamo a Sousa il materiale umano migliore possibile, non importa il nome e/o la provenienza altisonante, ma le giuste caratteristiche e il numero corretto di giocatori, con le giuste alternative per affrontare una stagione lunga e intensa, senza dover sottostare a condizioni assurde per prendere un giocatore.

BASTA, soprattutto se, questi giocatori con clausole particolari atterrano sempre allo scalo di Peretola con provenienza Uruguay, Portogallo o ex Jugoslavia.

 

Matteo Bellini

10 commenti

  1. Drake, molti son punti di vista personale, io resto della mia idea, non vedo in Tello un giocatore funzionale proprio in generale a livello tattico, altro discorso in un 4-3-3 libero di stare lassù, per quanto riguarda Dragowsky e Diks, vorrei 20-30 giocatori da 3/4 milioni, magari, ma li vorrei solo dopo aver completato la rosa, non loro per completarla, senno sei zoppo, soprattutto con Diks, dato che manca un terzino destro da circa dieci anni….
    Per quanto riguarda il discorso della linearità e non linearità, si comprendo, e il fatto che tu lo dia per scontato mi fa piacere, vuol dire che anche se in contraddizione con alcune tue idee ho espresso argomentazioni calcistiche spiegandole molto bene

  2. I 25 milioni in consulenze esterne sono materia interessante e da approfondire. Sarebbe davvero interessante il dettaglio di quelle spese, ecco, lì si potrebbe bombardare la società, eventualmente, ma senza qualunquismi e pregiudizi, con contestazioni sui fatti, ecco, lì bisognerebbe battere sul Cognigni e i braccini eventualmente adepti delle consulenze. Certo, se le consulenze sono per tenersi buoni i procuratori o altre diavolerie del genere, beh, magari non sono spese così folli, viste le plusvalenze fatte su giocatori, diciamolo, non eccezionali come da prezzi incassati. Ci vorrebbe un dettaglio maggiore lì. Ma da questo punto di vista, beh Cognigni e della Valle sono uomini di mondo e stretti di manica, dubito che siano soldi buttati, sono soldi investiti da uomini di mondo, diciamo così…. forse….

  3. I conti su Dragowski e Diks meglio farli più avanti. Che Dragowski sia il terzo portiere, beh, vale ad oggi, 20 Settembre 2016, vedremo cosa accadrà a fine anno, e nei prossimi anni, trattandosi di investimento. Alonso quando è arrivato era probabilmente nella posizione che ad oggi ha Diks, che però ha circa tre anni meno di Alonso quando giunse qui. E tutti ricordiamo l’Alonso del primo anno e dove finì, e dove è ora giusto? Con tanto di milioncini incassati. Dragowski e Diks si valutano da qui a tre anni, non ora. La fretta è cattiva consigliera. Se poi gli investimenti risulteranno sbagliati, beh, si ammetterà e avanti. In ogni investimento c’è una scelta, una responsabilità e un rischio. Ma l’investimento deve maturare, e ogni investimento ha il suo tempo. Tu sei frettoloso, non saresti un buon investitore, credo.

  4. Matteo Bellini, ribadisco, l’operazione è discreta, se non buona, se è bono non ti tocca, ma ti toccano 10 milioncini, allora sì che diverti a trovarlo un altro bono, o no? E poi, vero, lì sull’esterno è adattato, ma un discreto adattamento comunque, tanto Sousa l’esterno destro del 3-4-2-1 lo usa solo, se non soprattutto, per allargare le difese avversarie, e uno con la qualità di Tello rappresenta sempre una minaccia che le difese avversarie devono tenere in considerazione. Un esterno tecnico che salta l’uomo lì, anche se non becca palla, e c’è una logica in quel non beccare palla, è in effetti una sorta di diversivo, beh permette a tutti i nostri centrocampisti e mezzepunte di avere più spazio per le loro giocate. Con Bernardeschi lì, invece, molte cose cambiano, per le caratteristiche del giocatore e per ciò che garantisce, ma di fondo la logica resta la stessa. A me il singolo interessa poco, mi interessa il singolo funzionale alle intenzioni della squadra, e le intenzioni di una squadra non sempre sono lineari, dipendono dalla visione della guida, che è l’allenatore. Per me questo allenatore, in maniera non lineare, sta facendo il massimo con questa squadra. Tu sei intelligente e la non linearità dovresti capirla bene.

  5. Gli manca chi lo copre secondo me…. o sei sempre convinto che possa fare anche la seconda punta dietro Kalinic al posto di Ilicic??

  6. Come vorrei vederlo giocare nella sua posizione maturale questo ragazzo…..

  7. Ciao Drak, si, è un diritto di riscatto a 8 milioni, col barca che lo puo controriscattare per una cifra che mi dicano vicina ai 10, insomma, se è bono non ti tocca…. partiamo da due punti di vista diversi, per me Tello non è un buon giocatore di calcio, e un pò di caratteristiche tecnico tattiche che non mi piacciono le ho spiegate nell’articolo; se poi giochiamo 3-4-2-1 non ha ruolo, non puo fare tutta la fascia.
    Grazie comunque per il commento, anche se, squadra non la cambierò mai, ne tantomeno ho potenzialità per acquistarla, ma avrei piacere se spendessero meno di 25 milioni in consulenze esterne, e quei pochi soldi a disposizione, non li investissero nel terzo portiere e nell’unico giocatore della prima squadra fuori dalla lista Uefa
    Saluti Matteo

  8. beh, di sicuro non leggeranno me i senatori della squadra, ne tantomeno Tello, volevo semplicemente far vedere un altra angolatura della situazione, noi tutti pensiamo ai giocatori come milionari senza sentimenti, e invece non è così, proprio come noi li hanno, proprio come noi, hanno simpatie e antipatie coi colleghi, e proprio come qualcuno di noi, se possono, mettono i bastoni tra le ruote al “cocchino di turno”.

  9. Mi complimento con l’autore per l’articolo e per la perizia con cui è stato scritto,ma…da tifoso,non capisco
    a chi dovrebbe giovare questa serie di illazioni vere e presunte tali….aiuterà la squadra a crescere?aiuterà
    il giocatore a relazionarsi al meglio con i compagni?….mah…ne dubito.

  10. Non mi sembra affatto un’operazione da squadretta. E’ un’operazione fatta da una società che denaro da spendere nell’immediato non ne ha, e che crede a sufficienza in questo giocatore. Che sia da parte di Sousa, di Corvino o di ambedue, beh, saranno fatti loro ma il risultato non cambia. E’ un diritto di riscatto o no? Sì. E allora di che si parla? Un giocatore della qualità di Tello alle cifre strappate dalla Fiorentina, penali o meno, sul mercato non credo ci fosse, e se davvero ci fosse stato sarebbe stato un rischio maggiore di quello rappresentato da Tello. La Fiorentina spende da Fiorentina, che non stia bene ai tifosi è un problema loro, cambiassero squadra, o acquistassero la società.

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