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CRISI ARGENTINA

afa

di MC&TB | 17 gennaio 2017

Era il 1997 e il grandissimo Corrado Guzzanti lanciava uno dei suoi cavalli di battaglia, il profeta di Quelo, che esordiva i suoi spezzoni con “C’è grossa crisi su questa terra…”. Ed è proprio così per il nostro amato Futbol Albiceleste, che sta proprio vivendo un periodo di grossa crisi, non tanto come passione al suo seguito, quanto piuttosto di promesse non mantenute e di una mancanza di chiarezza di tutti i soggetti in causa con al centro del problema quello a cui ormai ruota tutto attorno: il denaro.

La data spartiacque di questo periodo è stata il 31 Dicembre 2016, quando cioè è arrivato alla sua conclusione il programma governativo  “Futbol Para Todos”, attraverso il quale era possibile per tutti assistere ai match di Primera in chiaro. La scadenza naturale dell’accordo tra il Consorzio Futbol Para Todos, l’AFA (la Federazione Argentina) ed il Governo sarebbe dovuta essere il 30 Giugno 2017 ma il nuovo ed austero governo guidato dall’ex presidente del Boca Juniors ed ex sindaco di Buenos Aires  Mauricio Macri ha dato un accelerata fondamentale per il cambiamento.  Il Governo si sarebbe dovuto far carico dei 350 milioni di pesos (circa 20 milioni di euro) che i club avrebbero ancora da incassare dalla rescissione del contratto sui diritti televisivi, poi ci sono da considerare i 180 milioni che l’AFA doveva ricevere da canali privati interessati alla trasmissione delle partite, più altri 40 milioni dello sponsor Axion Energy, insomma una bella fetta di pesos ma per il momento tutto questo è in stand-by ed ha messo in ginocchio le società di calcio argentine, la cui situazione economica  era già molto  traballante.

In tutto questo bailame si inserisce la cosiddetta Comision Normalizadora, una sorta di commissionariamento da parte della Fifa per gestire l’Afa indebitata fino al collo, la quale, oltre che ad ampliare i problemi invece che risolverli, ha pure dovuto aspettare anche alcune decisioni della magistratura e un nuovo pronunciamento della Fifa prima di ufficializzare l’elezione del nuovo presidente, finalmente prevista per il 28 Aprile(tra i papabili si fa il nome di Mauricio Tinelli,imprenditore televisivo e vice presidente del San Lorenzo).
La Comision Normalizadora al momento  ha chiesto a tutti i clubs che hanno debiti nei confronti della Federazione di regolarizzare la propria posizione ed ha di fatto bloccato le squadre non in regola sul mercato impedendo loro di fare movimenti in entrata fino a quando non ridurranno almeno del 25% il loro debito. Su 30 società di Primera al momento solo 16 sono in regola, mentre le altre 14 (tra cui spiccano Independiente, San Lorenzo e Newell’s) navigano in un mare di incertezze e di problemi difficilmente risolvibili: come possono mettersi in regola le società se non ricevono i soldi dei diritti tv che avanzano dal vecchio contratto e non sanno quanti ne riceveranno dal nuovo? Questo è il vero dilemma…

Mancando ai clubs le entrate principali, cioè i soldi dei diritti tv, la prima e più evidente conseguenza è stato un ritardo biblico del pagamento degli stipendi a calciatori e ad altri dipendenti, con punte di 3/4 mensilità regresse  e questo ha portato alla possibilità di uno sciopero dei calciatori, soprattutto nelle serie inferiori, in cui viene fatta una fatica bestiale anche solo per organizzare l’attività di base o anche solo organizzare una trasferta. Insomma la situazione è alquanto caotica e complessa e al momento non si vede via d’uscita….

Tra pochi giorni dovrebbero, condizionale d’obbligo, iniziare i Tornei del Verano e tra un mese dovrebbe riprendere il Torneo, che vede il Boca in testa, ma al momento non è possibile fare previsioni certe.Ci auguriamo soltanto di poter continuare a godere della stupenda passione che ogni match di Futbol Albiceleste ci ha sempre regalato, che qualcuno salvi il calcio argentino, ancora siamo in tempo…..

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