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Club Atletico San Lorenzo de Almagro

San Lorenzo

di MC&TB | 4 settembre 2016

Con il campionato fermo per le partite di qualificazione ai Mondiali 2018, alcuni clubs ne hanno approfittato per importanti amichevoli internazionali: come ad esempio il Club Atletico San Lorenzo De Almagro, che nella giornata di sabato 3 Settembre ha giocato contro la Roma, allo stadio Olimpico, un match, il cui incasso è stato totalmente devoluto alle vittime del terribile sisma dal 24 Agosto scorso nel Centro Italia. Venerdì 2 le squadre sono state ricevute dal Papa, Jorge Mario Bergoglio, Cuervo e tifoso accanito dell’equipo di Boedo, quasi a dare il suo imprimatur a questa sfida. Per la cronaca, il match è terminato 2 a 1 per i giallorossi con i gol di Iturbe e Keba, intervallati dal momentaneo pareggio del Cabezon Fernando Bellsuchi.E ora parleremo della storia di uno dei clubs storici d’Argentina.
CLUB ATLETICO SAN LORENZO de ALMAGRO
“Nel viaggio attraverso l’epopea del San Lorenzo,che porta il nome di un santo,che è stato fondato da un prete,che ha vissuto onori e tragedie e che è diventato universalmente famoso grazie a un papa,ritroviamo una dimensione quasi dimenticata del calcio: quella di una storia vera capace di trasformare la quotidianità in leggenda,fatta di un susseguirsi di personaggi che vanno e che vengano lasciando sempre un segno,di una filosofia mantenuta decennio dopo decennio,difesa con ogni mezzo e sbandierata in ogni occasione.Il San Lorenzo,con le sue imprese e le sue cadute,ci ricorda come il calcio sia prima di tutto passione ed emozione,non quel business sempre più povero di valori che può apparire al giorno d’oggi.”(tratto dalla prefazione al libro di Stefano Borghi sul S.L.)
Proviamo adesso a sintetizzare quella che è la storia di questo club e come quest’ultimo si è evoluto negli anni fino ad arrivare ai giorni nostri.
LA STORIA
Il Club Atletico San Lorenzo de Almagro viene fondato ufficialmente nel 1908 dal prete cattolico Lorenzo Massa,il quale,dopo aver visto giocare per strada una squadretta di quartiere chiamata “Los Forzos de Almagro” decise di ospitare la stessa nel campetto del proprio oratorio e in seguito dar vita,in accordo e con la partecipazione attiva dei “forzosos”,a una vera e propria società,il cui nome deriva appunto dalla fusione di quello di padre Massa stesso e del quartiere di appartenenza della squadra.Da quel lontano 1908 a oggi il San Lorenzo ha vissuto numerosi momenti di gloria e trionfi(15 titoli nazionali vinti e 2 continentali)ma anche momenti bui e di difficoltà,una sola cosa è sempre rimasta invariata nel tempo,l’attaccamento della sua gente e il senso di appartenenza di quest’ultima alla propria squadra e al proprio barrio,un esempio lampante di questo,oltre che una pagina importantissima della storia di questo club è quello che riguarda la ormai famosa “vuelta a Boedo”,il ritorno a quella che ogni hincha del ciclòn chiama la “terra santa”,vicenda che senz’altro è importante approfondire per capire fino in fondo quanto sia forte i legame tra il San Lorenzo,il suo quartiere e la sua gente.
LA VUELTA A BOEDO
Dopo la sua fondazione,come abbiamo visto avvenuta nel 1908,il club di padre Massa riuscì lentamente e non senza polemiche e problemi a costruire quello che poi sarebbe divenuto fino al suo abbattimento lo stadio più grande di Argentina,il Gasometro,iniziato a costruire nel 1926 e terminato nel 1935,uno stadio di legno e ferro con una capacità di 75000 spettatori ed un campo da gioco tra i più grandi mai visti e per questo conosciuto anche come “el Wembley Porteño”. Tutto questo fino al 1979 quando la casa del San Lorenzo fu prima chiusa e successivamente demolita per lasciare il posto di lì a breve ad un supermercato Carrefour.  Alla base, uno scellerato accordo fra alcuni dirigenti del club e la dittatura del tempo, che aveva annunciato apparentemente inevitabili stravolgimenti urbanistici atti a modernizzare la zona ma che invece mirava a soffocare un ambiente sociale e sportivo largamente riconosciuto avverso ad essa come nessun altro nella capitale e non fece altro che favorire l’acquisizione finale di quel terreno da parte della multinazionale francese, che nel frattempo aveva potuto beneficiare del permesso di erigere edifici commerciali e non più con scopi sociali. Non si aprirono quindi nuove strade né si costruirono abitazioni e scuole come stabilito da un’apposita legge poi ignorata: semplicemente, al posto dello stadio argentino forse più famoso di sempre sorse il primo di una serie di supermercati di proprietà straniera che nel giro di qualche decennio avrebbero soppiantato la maggioranza di quelli argentini, crescendo come funghi in ogni angolo di un paese la cui svendita era evidentemente iniziata – e non è ancora terminata.
Il Ciclon diventa una squadra nomade, gioca al Palacio di Parque Patricios, a Villa Crespo, al Fortin di Liniers,alla Bombonera, ma nell’agosto del 1981, dopo essersi salvato con difficoltà l’anno precedente, retrocede ed è la prima delle cinque grandi a scendere dalla Primera Division. La stagione successiva il Cuervo torna nella massima serie e lo fa grazie alla sua gente: non ha una casa, ma vende più biglietti di ogni squadra argentina e si trasforma in un fenomeno sociale senza precedenti a livelli sportivo. La pasión.
Dopo quattordici anni senza dimora fissa e senza successi sportivi, il San Lorenzo inaugura lo stadio “Pedro Bidegain”, per tutti il Nuevo Gasometro, e nel giro di poco tempo torna a conquistare un titolo nazionale. Ma Bajo Flores non è Boedo e l’orgoglio popolare dei tifosi del Ciclon non si placa con il passare di campionati e giocatori, ma anzi, si rafforza e dà vita a un sentimento di rivalsa che porta a una rivoluzione. È una rivoluzione sportiva, è sentimento e politica: il tifoso, o aficionado, smette di fare il semplice tifoso e sposta la sua attenzione oltre le tribune del Nuevo Gasometro e Bajo Flores. Nasce la Sub Comision del Hincha e le diverse idee per la riacquisizione della terra tra calle Inclán e calle Las Casas convergono nel progetto di legge per la Restituzione Storica dei terreni di Avenida La Plata. Nel 2011 anche il club appoggia la legge richiesta dai tifosi e scende in campo per il ritorno a Boedo. Il 12 Aprile dello stesso anno 20.000 tifosi marciano fino alla Legislatura Porteña per far sentire il proprio legittimo reclamo più forte che mai, conquistando l’attenzione di tutti i media e mettendo pressione alla municipalità di Buenos Aires. Il 5 luglio i tifosi in marcia diventano 40.000, la legge di Restituzione Storica continua il proprio iter e un mese dopo il Carrefour al 1700 di Avenida La Plata chiude: ufficialmente è per effettuare delle riparazioni al tetto, ma da quel giorno non riaprirà più.

Nel 2012 Matias Lammens succede alla presidenza del CASLA ad Abdo e prosegue nella battaglia legale per la restituzione dei terreni dove sorgeva il Gasometro, appoggiato dal vice-presidente Marcelo Tinelli, famoso imprenditore e conduttore televisivo. Ma la spinta definitiva alla rivoluzione sanlorencista arriva come sempre dal basso e l’8 marzo una marea azul y roja di oltre 110.000 persone marcia da Boedo fino a Plaza de Mayo. Il 15 novembre 2012 la Legislatura approva all’unanimità la legge di Restituzione Storica, obbligando Carrefour a trattare con il San Lorenzo per la cessione dell’area a una cifra ragionevole, pena l’esproprio.
Nel frattempo i tifosi del Ciclon hanno avviato la raccolta fondi per l’acquisto di metri quadri simbolici e grazie anche al contributo di ex calciatori come Lavezzi, Barrientos, Coloccini, Bergessio, Zabaleta e di personaggi pubblici quali lo stesso Tinelli o l’attore Viggo Mortensen, a fine 2012 due terzi dell’isolato sono già stati acquistati e riqualificati, in attesa della conclusione delle trattative e della progettazione del nuovo stadio.
Il Ciclon, dopo un lungo peregrinare, torna dunque al Gasometro, San Lorenzo è Boedo e Boedo senza San Lorenzo è un lembo di terra senz’anima. È la forza della pasión. È la Vuelta al barrio de Boedo.

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SOPRANNOMI
Come da tradizione argentina che si rispetti anche il San Lorenzo ha un soprannome,anzi più di un soprannome,andiamo a vedere quali sono e da cosa derivano:
il più usato,los CUERVOS,i corvi,appellativo con cui venivano e vengono chiamati i preti.Il club,come abbiamo visto,fu fondato da padre Lorenzo Massa e di conseguenza prese questo soprannome.
El CICLON,nomignolo dato da un giornalista negli anni ’30,dovuto al modo di attaccare della squadra,veemente e coinvolgente come appunto un ciclone.
El MATADOR,altro soprannome dovuto ad una squadra,quella del ’68, che uccise letteralmente tutti i suoi avversari e rimase nella storia come la prima ad aver vinto da imbattuta un campionato argentino.
El SANTO,derivato dal nome del club e tornato ultimamente molto in voga anche grazie alla fede calcistica dell’attuale papa Francesco Bergoglio.

LOS HINCHAS(i tifosi)
Per numero la terza tifoseria di Argentina dopo Boca e River,per passione e originalità senz’altro la numero uno. La hinchada del San Lorenzo,guidata da LA GLORIOSA BUTTELER ,che prende il nome da una piazza in cui i “cuervos” si ritrovano,è stata definita da Diego Maradona “la mas ingeniosa”,la più creativa,la più originale,soprattutto nel creare cori e per il suo incessante e incondizionato modo di tifare,”aliento incondicional” appunto,che l’ha vista essere sempre presente al fianco della sua squadra “en la buena y en la mala”,nel bene e nel male,facendosi sempre sentire e distinguendosi per la sua passione.
La maggiore rivalità è quella con i vicini di quartiere dell’Huracàn ,contro il quale il derby è sempre infuocato,ma sentitissime e forti lo sono anche quelle con le maggiori squadre di Buenos Aires e della sua area metropolitana,mentre non c’è da segnalare nessuna amicizia o gemellaggio di rilevanza se non quello con la tifoseria del Nueva Chicago che però milita nelle serie minori ed uno ormai compromesso con “las canallas” del Rosario Central.

Vi lascio con un video direttamente dal cuore de la popular del Nuevo Gasometro,a seguire il testo del coro,dopo il quale ne segue un altro che tutti noi ormai abbiamo imparato a conoscere.

Vamos ciclon vamo a ganar, la butteler te va alentar , vamo azulgrana te vengo a ver, hoy no podes perder, soy del barrio de boedo, yo soy de San lorenzo lo sigo de pendejo porque es un sentimiento, y esta banda que esta descontrolada no te deja de alentar…San Lorenzo

5 commenti

  1. Veramente un chicchina! Bravi

  2. Complimenti!!

  3. Tù e Stefano Borghi siete il Sudamerica..

  4. ….ci arriveremo.

  5. Bel post. Adesso sotto con il Newell’s.

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