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Chievo-Fiorentina 0-3

Chiesa Bernardeschi

di Antonio Frati | 23 gennaio 2017

Netta vittoria della Fiorentina per 3-0 sul campo del Chievo. Vittoria forse un po’ troppo larga nel punteggio, ma giusta per quanto visto sul terreno di gioco. E’ una vittoria importante, più dei tre punti in se e che arriva dopo la sbornia della scorsa settimana nell’apoteosi vissuta a Firenze contro la Juventus. Se tecnicamente infatti il divario fra viola e clivensi poteva far sperare in un’affermazione dei ragazzi di Sousa, la partita alla vigilia non era per niente scontata, anzi. Per tutta la storia di quest’annata, con le tante polemiche su allenatore e il mercato, sapeva proprio di trappolone in cui poteva finire tutto il gruppo. Niente di tutto ciò è avvenuto, la Fiorentina ha vinto quasi da grande squadra, quel “quasi” per una partenza tattica molto discutibile da parte di Sousa, magari non sotto l’aspetto concettuale, ma sicuramente su quello pratico, nella messa in pratica del concetto calcistico. Sousa infatti fa scendere in campo i suoi ragazzi confermando Sanchez come terzo centrale/terzino di destra, Gonzalo e Astori in una linea a tre che questa volta non era supportata da nessun ripiegamento come di consuetudine con Milic o Olivera. Chiesa e Tello sulle fasce, Badelj, Vecino davanti alla difesa con Borja Valero nel solito ruolo a metà fra mediana e supporto all’attacco, questa volta tutto sulle spalle di Babacar vista l’assenza di Kalinic per squalifica e Bernardeschi libero di svariare fra le linee con molti meno compitici tattici rispetto al passato. Giusto quindi il concetto di sostenere Babacar con un esterno d’attacco in più come Tello, vista la profonda diversità del lavoro che riesce a svolgere il senegalese rispetto a Kalinic. L’applicazione è stata il vero problema con l’esterno spagnolo praticamente nullo in avanti e spesso dannoso in ripiegamento. Quasi tutte le azioni pericolose del Chievo del primo tempo sono nate infatti da suoi errori in appoggio o di posizione, per quello che resta un attaccante esterno e che a mio avviso non può e non dovrebbe fare il lavoro che abbiamo visto al Bentegodi. Il fatto che Tello abbia aperto le marcature (con la complicità di un errore enorme di Dainelli, bene ricordarlo) sa più di casualità che altro, una bella casualità ovviamente. Ma le urla di Sousa a Tello per tutto il primo tempo sono sfociate nell’inevitabile sostituzione all’intervallo. Ovviamente nessuno sa come svolga quel ruolo in allenamento Tello perché non possiamo seguirli gli allenamenti, ma il campo credo che abbia parlato chiaro per l’ennesima volta: Tello non può fare quel ruolo se non coperto da un terzino vero dietro. Certo se dal mercato non arriverà niente neanche in quei ruoli, Tello potrà anche tornare utile nel proseguo della stagione, a patto che non debba rientrare fino al limite dell’area, serve solo a spaventare il difensore su quel lato, toglie sicurezza ad un intero reparto, coinvolgendo addirittura la mediana, Borja Valero in questo caso. Il gol ha forse ritardato l’aggiustamento tattico del secondo tempo con l’entrata di Olivera, altrimenti 15-20 minuti erano stati più che sufficienti per capire il da farsi. Bene Tatarusanu, nessuna incertezza e le volte che è stato chiamato in causa ha risposto con prontezza e sicurezza, qualche maligno sussurra che l’intelligente arrivo di un secondo di valore  e pronto come Sportiello, abbia influito positivamente in qualche modo. Sanchez nel nuovo ruolo disegnato da Sousa è andato ancora bene dopo la Juve, certo aiutato sul suo lato dall’abnegazione e intelligenza tattica di Federico Chiesa, che si sta confermando ad ottimi livelli. Contro il Chievo ad inizio di secondo tempo Federico si è prima guadagnato un furbo quanto netto calcio di rigore scherzando Cacciatore con un bell’anticipo in area, poi in pieno recupero ha trovato la forza di fare l’ennesimo scatto della gara per buoni 50-60 metri e sull’invito col contagiri di Vecino, ha realizzato in maniera pregevole il suo primo VERO gol in Serie A. Si perché contro la Juventus, Chiesa era stato il marcatore “morale” del raddoppio col suo movimento decisivo davanti a Buffon, ma negli almanacchi quel gol resterà per sempre a Badelj. Questo invece è tutto suo, grande gesto atletico e tecnico, quel destro in corsa incrociato, preciso, velenoso e quasi in anticipo sulle intenzioni che l’estremo difensore del Chievo poteva aver fiutato. Forse Sorrentino si aspettava un controllo, che Chiesa andasse poi sul fondo, certamente non la rasoiata incrociata in controtempo che ha davvero chiuso il match. Bella anche l’esultanza di questo ragazzo speciale che si porta le mani in faccia e si inginocchia in area avversaria, l’inizio di un sogno di una carriera da professionista tutta da costruire, ma che sembra già avere delle prospettive davvero esaltanti per Chiesa. C’è solo da continuare così, da mettere dentro tanto lavoro, partite e stagioni con la maglia della Fiorentina. Babacar ha realizzato il rigore procurato da Chiesa con freddezza e precisione, molti al momento del tiro si saranno chiesti perché non ci fosse Bernardeschi sul dischetto, ma è andata bene così. Baba è un attaccante molto diverso da Kalinic, non ha nelle corde il lavoro del croato, non ce l’ha nella testa e forse nemmeno nel fisico, ma resta un attaccante molto interessante, spesso decisivo in area. Certo l’intenzione di Sousa era quella di supportarlo con Tello da un lato, Chiesa dall’altro e B.Valero più Bernardeschi subito dietro o intorno. Missione fallita, ma non per colpa di Baba. Tello ha fatto saltare tutto il banco nella prima frazione di gioco, con Borja che non poteva lasciare la mediana e Bernardeschi che non aveva alternative con cui portare il pallone in zona d’attacco. Meglio nella ripresa ma non è stato praticamente mai messo nelle condizioni di battere a rete. Con lui forse servirebbe un esterno in meno e una seconda punta in più a ruotargli intorno e cercare l’uno-due, ma neanche in panchina ci sono calciatori di quel tipo. Vittoria netta e meritata dunque per la Fiorentina contro un Chievo come sempre cattivo e deciso, ma questa volta niente più. Maran non è riuscito a trovare il bandolo della matassa soprattutto quando Sousa ha aggiustato i propri problemi. Per il Chievo quinta sconfitta consecutiva, per la Fiorentina secondo importante successo in 6 giorni. Due giorni di riposo e poi di nuovo in campo contro il Napoli di Sarri al San Paolo  nello scontro secco dei Quarti di Finale di Coppa Italia, gara importante che dirà chi sarà ad affrontare la vincente di Milan-Juventus nella semifinale del torneo.

 

Antonio Frati.

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