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Analisi tattica, i soliti problemi

Sousa1

di Matteo Bellini | 16 settembre 2016

Terzo capitolo, terza settimana di vita di questo splendido angolo calcistico; dopo aver parlato più di sentimenti, che di calcio, oggi preferisco dedicarmi al pallone con un’analisi della rosa.

Innanzitutto, ci tengo a tenere conto dei problemi economici delle casse viola, che nessuno immaginava così gravi, dato che per quindici anni l’unico vanto di questa società è stato lo sbandierare ai quattro venti la propria bravura nel tenere i conti in ordine e nell’invenzione dell’autofinanziamento. Purtroppo, sportivamente parlando, gli unici festeggiamenti che abbiamo fatto al piazzale dall’avvento dei DV brothers, sono per la plusvalenza di Felipe Melo e di Alonso, con la concessione di uno champagnino per il risparmio dell’ingaggio di Mario Gomez.

Fatto il tristissimo preambolo, e date le sue attenuanti al ds, che aveva il difficilissimo compito di manovra in un mercato a budget zero, anzi, sottozero, meno venti per l’esattezza, già, Pantaleo doveva recuperare venti milioni sui cartellini, e risparmiare circa dieci milioni sugli ingaggi; pover uomo, poveri noi, come fai a lamentarti con queste premesse?

Beh, è molto facile, infatti, gli unici due acquisti, per i quali hai tirato fuori soldi realmente, sono gli unici due bocciati dall’allenatore, quando invece, in un mercato di ristrettezza e povertà avresti dovuto concordare e programmare ogni singola virgola con l’allenatore, per far si di non sprecare neanche una briciola di quel poco pane che hai a disposizione.

Dragowski, 3 milioni, è ad oggi il terzo portiere, Diks, 2 milioni è invece l’unico escluso dalla lista per l’Europa League; in un’annata di ristrettezza, come sopra descritta, le pochissime risorse, ad oggi, sono state letteralmente bruciate!

Grave, gravissimo, ma ancor più grave è il dubbio che attanaglia il tifoso, il quale dopo la ridicola campagna trasferimenti di gennaio, non avrebbe mai più dovuto pensare se siano, o non siano concordate con l’allenatore le operazioni di mercato.

Il mercato è iniziato col motto di “non venderemo nessuno, completeremo la rosa”, ed invece rispetto all’anno scorso abbiamo perso due titolari come Roncaglia a parametro zero ed Alonso, a due giorni dalla fine del mercato, giusto in tempo per fare l’ennesimo tesoretto che mai verrà speso.

La rosa viene quindi completata con molti prestiti, che arrivano stranamente dall’ex Jugoslavia, patria di Fali Ramadani, a cui si aggiungano come da un po’ di tempo a questa parte giocatori Uruguaiani, niente di male, ci sono centinaia di giocatori validissimi in entrambe le due zone di riferimento, ma pare che più che ricercare una tipologia di giocatore, funzionale al gioco dell’allenatore, si ricerchi l’occasione, un po’ come al fantacalcio, non hai bisogno di un terzino destro, uno sinistro e via discorrendo, ma ti basta che siano difensori, centrocampisti o attaccanti, che non importi la caratteristica, qualunque essa sia, ma basti la generalità(che sia in prestito, e che guadagni poco).

Paulo Sousa, in ritiro, sia quest’anno come anno scorso, aveva iniziato a lavorare sulla difesa a quattro, purtroppo come anno scorso è dovuto tornare in fretta e furia a schierare la difesa a tre, in quanto zoppo di terzino destro, Tomovic non lo è, e non lo sarà mai, Diks, come detto sopra è stato bocciato dopo pocchissimi allenamenti, sbagliando posizionamenti tattici sia in fase offensiva che difensiva già dalle prime amichevoli contro compagini di modestissima levatura.

Oltre al problema del terzino destro, c’è il problema della coppia centrale difensiva, Astori e Gonzalo sono due impostatori, sono troppo simili, avrebbero entrambi bisogno di un marcatore accanto, cosa diversa con la difesa a tre, dove sono entrambi più protetti. La pietra tombale sull’ipotesi difesa a 4 è stata messa con la cessione di Alonso.

Spiegato l’obbligo della difesa a 3, Diks, resta fuori da tutto, dato che per fare l’esterno a tutta fascia a destra non ha ancora ne passo ne intelligenza tattica, per i tre ruoli a livello numerico a mio modo di vedere non siamo coperti ne numericamente, ne qualitativamente; Astori, Gonzalo, Tomovic, De Maio e Salcedo, sono cinque, ce ne vorrebbero sei, cinque basterebbero se tutti di qualità, ma come ben sappiamo Tomovic è un semidisastro da anni, De Maio, acquistato a luglio per quasi cinque milioni dall’Anderlecht ci è stato dato in prestito dopo un solo mese, a causa dei danni fatti nel preliminare di Champions League, Salcedo, è un giocatore a mio avviso pronto, il meglio dei nuovi arrivati in difesa.

Difesa a tre, vuol dire centrocampo a quattro o a cinque, quindi due esterni, e due o tre giocatori centrali; a destra come esterno tutta fascia non hai un giocatore di ruolo, sia Bernardeschi che Tello sono due giocatori adattati, che nascono ali offensive, mentre a sinistra hai due giocatori più difensivi, anche se semisconosciuti, Olivera e Milic, il primo classe 1992, sul quale garantisce Corvino(speriamo non sia la solita garanzia che indusse molti tifosi a giocare la riconferma di Prandelli alla snai), su Milic invece, ventisettenne semisconosciuto ai più, con alle spalle una carriera nei campionati inferiori senza grossi sussulti, non scommette nessuno.

A livello tattico, nel 3-4-2-1, l’esterno di destra spinge, a sinistra invece arretra per creare una linea difensiva a quattro in fase di non possesso palla, lettura elementare, scontata, purtroppo le alternative non ci sono.

In mezzo al campo se giochi a due, hai quattro alternative, Badelj, Vecino, Sanchez e Cristoforo, giocando a tre si aggiunge Borja Valero, i due nuovi arrivi, Sanchez e Cristoforo arrivano da annate di bassi, più che di alti, Cristoforo, ha avuto a che fare con problemi fisici, rottura del crociato e seconda operazione dopo pochi mesi in quanto non ristabilito perfettamente, un anno fuori, e lento rientro nella parte finael della scorsa stagione, finita comunque con buon minutaggio in campionato; Sanchez invece arriva dalla Premier, retrocesso con l’Aston Villa, è un giocatore fisico e intelligente tatticamente, pare ad oggi l’acquisto più azzeccato.

Con Borja Valero ago della bilancia tra il 3-5-1-1 e il 3-4-2-1, nel primo caso, gioca interno sinistro con liberta di svariare, completano il reparto due tra Sanchez, Vecino, Cristoforo e Badelj, con quest’ultimo da sempre in grossa difficoltà in un centrocampo a tre.

Nel 3-4-2-1, Borja avanza di 20 metri il raggio d’azione venedo affiancato da Ilicic, Zarate, Tello, Bernardeschi o Toledo, la punta è Kalinic con alternativa Babacar.

La rosa è zoppa, giocare con il 3-4-2-1, è quasi un obbligo, quasi tutti hanno un ruolo proprio, tranne che per l’esterno destro, e in parte il centrale difensivo destro, purtroppo come dicevo sopra, in un periodo di ristrettezza economica, diventa ancora più fondamentale la sinergia tra ds e allenatore, cosa che manchi totalmente, il mister, voleva fare un 4-2-3-1, ma schierando la formazione in questo modo avrebbe avuto bisogno di un terzino destro, di un centrale difensivo(dato che come dicevo sopra Astori e Gonzalo non si completano in coppia) e di un esterno offensivo titolare, snaturando però totalemente le caratteristiche di gente come Borja Valero e Vecino; il modulo che forse sarebbe più naturale a questa squadra è il 4-3-3, nel quale mancherebbero solo il terzino destro, il difensore centrale e un terzino sinistro(poco vero???), permetterebbe però di tirare fuori il meglio dai giocatori migliori che hai in rosa, Borja, Vecino e Kalinic.

Continuando con lo stesso schema dell’anno scorso, ma peggiorando la qualità dei giocatori, perche oltre ad aver perso due titolari, i giocatori sono tutti invecchiati di un anno, risulti prevedibile agli avversari, è da gennaio di anno scorso che ti hanno preso le misure, oltretutto, il 3-4-2-1, per come lo vede Sousa, è una tipologia di calcio aggressiva, un modo di giocare che ti consuma energie, che se fatto sottoritmo diventa un boomerang, per l’avversario diventa facile controbattere e schiacciarti, non è un caso se nelle prime due partite hai fatto 5 tiri in porta in totale, e se nella mezz’ora di genoa, non hai creato nulla, ma sei stato schiacciato nella tua metà campo.

Cara proprietà, quest’anno per regalo di natale, vorrei che tu tornassi a fare calcio, nessuno ti chiede acquisti da 20 milioni l’uno, ma giocatori funzionali al progetto, giocatori con caratteristiche inerenti al modo di pensare calcio del Mister, ci vanno benissimo ragazzi di belle speranze come sta facendo il Torino; non ne possiamo più però di festeggiare le reti di Plusvalenza, gli assist di Bacinodutenza i recuperi difensivi di Noncifaremocogliereimpreparati o i miracoli tra i pali di Budget.

P.s: L’articolo doveva uscire ieri, ma per cause di forza maggiore ho dovuto attendere oggi, purtroppo dalla partita di ieri sera abbiamo potuto vedere che, il mister non si fida delle seconde linee, infatti ha schierato quasi la squadra titolare, che la condizione è veramente precaria, che un anno in più su un giocatore di trenta o più anni si fa sentire.

Matteo Bellini

2 commenti

  1. Bellini sei pure bravo, peccato che le tue analisi partano col pregiudizio, e nessuna analisi seria e obiettiva può partire col pregiudizio. Qui si è fatta una scelta molto semplice, date le disponibilità della Fiorentina, vendere pezzi pregiati e rifare la squadra, o tenere i migliori e completarla nella maniera migliore possibile. Si è optato per la seconda scelta. Dava più garanzie, e io sono d’accordo. Avendo fatto questa scelta, c’è da adattare modulo e interpreti al meglio, tenendo presente una struttura di gioco consolidata, che è la qualità migliore di questa squadra, cercando una quadratura affidabile che assicuri continuità di risultati e crescita della qualità complessiva della rosa grazie al lavoro dell’allenatore. I giocatori nuovi si giudicano a fine stagione, non dopo qualche amichevole. Uno come te avrebbe crocifisso Platini, nel Settembre del 1982, e Dybala lo scorso anno. Sappiamo invece come sono andate le cose. Se non sopporti la società, e ci sono validi motivi per non sopportarla, è un conto, ma i soldi sono quelli, perchè la Fiorentina è quella e i tifosi della Fiorentina sono quelli, quelli che assicurano appunto quella quantità di soldi da spendere. Se vuoi fare analisi davvero obiettive, liberati dei pregiudizi, o quantomeno omettili dall’introduzione, e non fare analisi parziali che hanno la pretesa di rappresentare giudizi definitivi dopo 3-4 partite di campionato, una di Europa League e qualche amichevole giocata senza mezza squadra causa Europei. I conti di questa stagione, si faranno, come sempre, a Maggio.

  2. maturi ancora speranze, da chiedere qualcosa a questa società?
    non ti bastano le prove dell’ultimo anno solare ?
    cambiano i protagonisti ma il risultato è sempre lo stesso!

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