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Adesso tutti in riga, cara Fiorentina. Tutto bastone e carota finita

Bernardo Brovarone

di Bernardo Brovarone | 16 settembre 2016

È la mentalità il limite vero di questa Fiorentina. In Grecia, in una partita come quella di ieri sera, si va per prendere la vittoria con la rabbia, con l’organizzazione, con la volontà, con il sacrificio, con i colpi dei giovanotti emergenti, con gli occhi divertiti e divertenti, con le palle del professionista, con i leader che ti scuotono e ti conducono, con un allenatore che pretende, che controlla, che picchia duro, che sbaglia, che trasmette disciplina, emozioni, temperamento e desiderio di andare a prenderci questo risultato pieno. Soltanto a Liverpool abbiamo avuto l’onore di vedere seduto sulle tribune di Anfield il nostro proprietario, ma lì faceva gioco, aveva il suo ritorno di immagine, era chic, volo privato, Londra, capatina a Liverpool e serata londinese di categoria. Strette di mano sorrisini tutto a posto buonanotte e arrivederci a tutti.

No, il calcio è altro, richiede presenza, costanza, pazienza, continuità e anche quel pizzico di follia che ad ogni proprietario è richiesto, si vive di emozioni e questo, forse, se lo sono dimenticato, o forse non lo hanno neanche mai considerato. Fossi l’allenatore oggi sarei incazzato nero con diversi dei miei giocatori, comunicherei loro che non c’è più spazio per le ballerine, per i finti fenomeni, per chi pretende, lamentandosi, salvo poi vagare per il campo atteggiandosi e perdendosi. Chi vuole andare avanti da oggi a vestire questa maglia viene a fare la guerra con noi, ogni sacrosanta domenica, ogni gara del giovedì, ogni partita di Coppa Italia. Deve finire questo film, dovrebbe picchiare duro anche la proprietà, farsi sentire subito, mettere in chiaro i concetti immediatamente, anche con Paulo Sousa, colpevole a mio parere di non saper gestire e usufruire nel modo ideale delle risorse tecniche a sua disposizione. Datevi una bella sveglia tutti, siete noiosi, siete dei privilegiati assoluti e sembrate dei disoccupati annoiati e depressi. Tornate a divertirvi e a regalare gioia alla gente, vale per la squadra, vale per l’allenatore, che pare gli abbiano rapito la moglie, vale per questa proprietà che mi ricorda i metodi militari vecchio stampo, quando per evitare arrapamenti pericolosi riempiva di bromuro il latte in sala colazioni. Si, siamo arrapati di Fiorentina, ma siamo pieni di Viagra in corpo, e vi si sta co i’ fiato su i’ collo mattina pomeriggio e sera, datevi una sveglia perché il latte lo fate venire ai c…….!

15 commenti

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  2. Buonasera, relativamente al pezzo di Bernardo sulla partita di Salonicco, la mia opinione è che la Fiorentina è una squadra tecnica , che gioca un buon calcio, ma la cosiddetta “cattiveria agonistica” non può essere una caratteristica di questa squadra, non abbiamo giocatori cattivi non è nella loro indole. Penso comunque che sia stata un’ occasione persa in quanto il Salonicco è squadra tecnicamente inferiore alla viola. Non era però facile giocare in uno stadio pieno zeppo di caldi tifosi greci e contro calciatori, specialmente in difesa, che giocavano con il coltello tra i denti. Un pareggio ci può stare. Saluti a tutti Forza Viola sempre

  3. 18 settembre 2016 su 12:18 am
    Buonasera una domanda: io non capisco, anzi non me ne capacito. Ma come mai non si gioca con il 4-3-3? La Fiorentina ha giocatori adatti a questo schema stop. Sousa mi piace come allenatore. Ma si è incaponito a non provare il 4-3-3. Mi fa incazzare, almeno lo provi. Penso che a capirlo non importa essere grandi intenditori di calcio. Ditemi se sbaglio. Saluti a tutti e sempre Forza Viola!!!

  4. Brovarone parli ai fiorentini come Isaia parlava a Israele, mestiere ingrato, ma qualcuno deve pur farlo. Spero non ti tocchi la sorte di Giobbe. Auguri per il blog.

  5. Ciao Bernardo,
    Quello che manca alla Fiorentina da parecchi anni e’ esattamente questo. Ieri sera ho visto Samp – Milan e due cose mi hanno colpito. La mentalità combattente dei sampdoriani , che infatti a fine partita sono stati applauditi dal pubblico, e un Montella indemoniato come
    a Firenze non avevo mai visto. Noi siamo sempre perennemente compassati come se il risultato alla fine conti il giusto.

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