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A S.Siro col “vento in Coppa”

Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

di Antonio Frati | 19 febbraio 2017

Milan-Fiorentina sarà il posticipo serale che chiuderà la 25ª giornata di Serie A. I ragazzi di Sousa si presentano a questo grande classico appuntamento del campionato italiano in una settimana particolare dopo l’importantissima vittoria esterna a Monchengladbach e che si concluderà con il ritorno al Franchi contro i tedeschi e lunedì prossimo col posticipo casalingo contro il Torino di Mihajlovic. In dieci giorni due ex-allenatori che non si sono lasciati benissimo con i DV e la doppia sfida contro i temibili tedeschi in Europa. Insomma, gran parte della stagione viola si deciderà proprio in queste sfide. Vittoria di platino quella di giovedì, sofferta sotto tanti, troppi punti di vista. Il risultato è arrivato alla fine, una perla di Federico Bernardeschi su punizione ha deciso la gara e mandato in delirio gli splendidi 1.500 tifosi viola presenti,  e che farà partire la Fiorentina giovedì prossimo con un vantaggio che va giocato in maniera intelligente. Perché il Borussia M. è forse più temibile in trasferta, quando la squadra di casa normalmente tende a fare la partita ed aprirsi un po’ di più, situazione tattica nella quale i nero-verdi possono diventare veramente micidiali. Ci sarà da stare molto attenti, ma intanto la partenza è in vantaggio e non è sicuramente un fattore di poco conto.  Sousa e i suoi ragazzi dunque, scenderanno in campo a S.Siro col “vento in Coppa”, il Milan di Vincenzo Montella invece sarà riposato e avrà preparato senza distrazioni e fatiche di Coppa questa partita. I rossoneri sono una squadra molto particolare, quasi un cantiere aperto con giovani veramente interessanti, molto pericolosi sugli esterni con l’arrivo dell’ottimo Deulofeu e con Suso, senza contare Ocampos pronto dalla panchina. Molti gli assenti fra le fila rossonere, assenze lunghe ed pesanti che non hanno permesso a Montella di proseguire un cammino importante com’era stato ad inizio stagione. Montolivo, Bonaventura, De Sciglio, Romagnoli non saranno del match, il classico 4-3-3 del tecnico napoletano sarà orchestrato da José Sosa con ai lati Kucka e Bertolacci in mezzo al campo, Suso e Deulofeu ad offendere dall’esterno puntando verso Bacca. Sugli esterni dal basso invece agiranno a sinistra l’argentino Vangioni riproposto per l’infortunio di De Sciglio, l’eterno Abate a destra, Paletta e Gustavo Gomez i centrali a protezione di Donnarumma, vero predestinato fra i pali ed autore di parate spettacolari e decisive sia nell’incredibile vittoria del Milan a Bologna in 9 contro 11, che a Roma contro la Lazio nell’ultimo turno. Viste le tante assenze, le uniche alternative di un certo spessore dalla panchina per i rossoneri saranno il giovane Locatelli, un po’ in flessione negli ultimi mesi dopo un avvio di stagione scintillante, Pasalic e Ocampos. Montella a Milano ha forse variato leggermente il suo credo tattico, non tanto nei numeri, ma nell’atteggiamento complessivo. La quinta difesa come gol subiti, ma anche il peggior attacco delle prime nove della Serie A è un dato che fa riflettere, quasi in controtendenza con gli anni di Firenze nei quali riusciva a segnare molto di più e sempre con tanti uomini. Difficile stabilire oggi quanto ciò sia figlio dei diversi interpreti avuti negli anni passati, in quelli che ha attualmente e soprattutto come le tante assenze patite fin qui avrebbero potuto cambiare certi dati. Il fatto è che il Milan oggi non è una squadra solida ed equilibrata, ma può essere molto pericolosa se non affrontata nella maniera migliore, se lasciata giocare e non pressata a dovere. La Fiorentina di Sousa dovrà metterci molta concentrazione, gamba e voglia fin dall’inizio, situazione non proprio scontata viste le fatiche di coppa e il ritorno dopo quattro giorni. Il pericolo è proprio quello di voler iniziare questa partita in modalità d’attesa, soprattutto a livello mentale. Chissà se potrà essere la partita del grande ex-rossonero deluso e rispedito in provincia, Riccardo Saponara. Tendenzialmente Sousa con i nuovi arrivati non è mai propenso a gettarli nella mischia subito nei titolari in pianta stabile, tende piuttosto a dare minutaggi bassi in aumento progressivo. Oggi però la stagione entra veramente nel vivo e molto sarà deciso da queste 3-4 gare, sia per la lotta all’Europa in Campionato che nell’Europa League. E allora è forse giunto il momento di avere coraggio e cercare uno strappo in avanti deciso e decisivo per dare sostanza, non la solita Fiorentina sonnacchiosa e altalenante vista quest’anno, che dopo una-due vittorie s’imbatteva quasi sistematicamente in una brutta e negativa prestazione. Chissà se Saponara sarà sufficiente per lanciare davvero questa Fiorentina in un finale in crescendo. Vedremo se Paulo Sousa deciderà di “forzare” la mano verso l’alto o vorrà proseguire almeno inizialmente con i soliti interpreti e il solito inquadramento tattico del suo 4-2-3-1. Non ci sarà l’eroe di Coppa Federico Bernardeschi squalificato, tutti gli altri invece saranno a disposizione a S.Siro. Tornerà sicuramente Federico Chiesa in luogo di Tello a meno che il mister lusitano non intenda risparmiare il giovane italiano per il ritorno contro il Borussia, Tatarusanu difenderà i pali, G.Rodriguez e Astori saranno come sempre al centro. Il mistero Salcedo, mai più visto in campo da MESI costringerà ancora a togliere un’alternativa in mezzo al campo dirottando Sanchez ancora a laterale destro, Olivera o Milic agiranno a sinistra. Saponara potrebbe davvero dar fiato a qualcuno, forse a B.Valero, o prendere il posto di Bernardeschi nelle zone calde dell’attacco, magari con lo stesso Valero o con Ilicic. Visto anche giovedì, il fiato forse lo dovrebbe tirare Milan Badelj, ma un 4-3-3 non vorrei fosse troppo destabilizzante tatticamente, sia mai. Sia mai che Tomovic e Salcedo potessero tornare a giocarsi il posto come terzino destro bloccato riportando Sanchez  nelle rotazioni del centrocampo per dar fiato a Badelj e qualche alternativa tattica a Sousa. Certo che se un centrocampista neanche fenomeno come Sanchez a praticamente fatto fuori titolare e riserva di quel ruolo, un motivo c’è sicuramente. Ma magari oggi anziché avere davanti Tello, l’esplosione di Chiesa anche a livello tattico potrebbe aver cambiato in meglio la protezione del centrale/terzino di destra, vai a saperlo. Il colombiano davanti alla difesa con ai lati Vecino e Saponara o B.Valero, Chiesa e Ilicic (o Tello, o ovviamente Bernardeschi quando disponibile) dietro Kalinic non sarebbe certamente una bestemmia, anzi per me una bellissima suggestione, con uno schermo vero (Sanchez) a protezione dei centrali difensivi. Un 4-3-3 vero e non il solito triste 4-5-1 mascherato da 4-2-3-1. Rivedere ancora la solita faticosa manovra, con tre centrali ai quali si aggiunge l’esterno sinistro in ripiegamento, l’abulico Ilicic con il solo B.Valero dietro Kalinic, i soli due (e i SOLITI DUE) Badelj e Vecino a proporre gioco per l’unica punta e il solo Chiesa come variabile per soprendere l’avversario, per me saprebbe quasi di resa, di chi non cerca un salto in avanti necessario, che invece potrebbe essere decisivo per ottenere qualcosa davvero. Oggi è giunto il momento di dare tutti qualcosa in più, sempre che si abbia ancora gli stimoli, la voglia e la capacità per farlo. E’ forse il momento di rischiare per andare verso la crescita necessaria per questo importante finale di stagione sia in Serie A che in Europa League. Perché anche quella vista giovedì non è stata comunque una grande Fiorentina, anzi. E’ arrivata la vittoria e quello è fondamentale, ma certamente quel tipo di atteggiamento tattico alla lunga porta poco lontano, nel ritorno servirà molto altro altrimenti saranno dolori. Vedremo se già contro il Milan del grande ex Montella si proverà qualcosa di nuovo o si vorrà schierare la squadra con un occhio al ritorno di Europa League.  L’augurio è di non vedere il solito tran-tran altalenante e un po’ spento dell’ultimo periodo. Per arrivare in fondo sul serio serve davvero molto altro e forse anche altri interpreti…

Antonio Frati.

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