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Fiorentina, goleada inaspettata

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di Antonio Frati | 24 ottobre 2016

Vittoria straripante della Fiorentina a Cagliari, con un 3-5 clamoroso e che si fa quasi fatica a spiegare parlando di calcio. Paulo Sousa manda in campo la squadra con un 4-2-3-1  e senza regista, ma con due mezz’ali vere, doppi binari sulle fasce un trequartista (Ilicic) e un’unica punta, Nikola Kalinic. Disposizione tattica che permette agli esterni Tello e Bernardeschi di “pensare” molto meno alla fase difensiva perché coperti da un calciatore alle spalle e liberarsi così più agilmente in fase d’appoggio a Kalinic ed Ilicic, potendo attaccare più spesso anche verso il centro senza la paura di lasciare scoperta la corsia. Gli esterni bassi bloccati dietro, B.Valero e Vecino a ribaltare le giocate del Cagliari trasformandole quasi sempre in ripartenze sanguinose per gli equilibri (?) del Cagliari di mr. Rastelli e il suo 4-3-1-2 con Di Gennaro regista avanzato e Borriello e Sau a cercare di creare scompiglio con forza e velocità nella retroguardia viola. Dicevamo di una partita quasi impossibile da spiegare soprattutto sul piano tattico, perché pronti-via, dopo neanche un giro di lancette il Cagliari affonda come una lama nel burro fra i difensori gigliati, movimento ad uscire di Sau, bel cross di Murru per l’inserimento di testa di Di Gennaro che fa esplodere i rossoblù. Passano pochi minuti ed una strana Fiorentina, senza quasi interdizione, rischia il crollo definitivo, con il trio Sau-Borriello-Di Gennaro che per poco non raddoppia, ci pensa Tatarusanu a sventare con un intervento bello quanto decisivo. La Fiorentina sembra un pugile suonato e pronto per andare al tappeto, forse il secondo gol avrebbe davvero chiuso i giochi e forse avviato addirittura una vittoria in scioltezza del Cagliari, ma è qui che il tutto cambia in maniera inaspettata, inconcepibile sotto il piano tattico e su quello ambientale. Il pugile suonato non solo non va al tappeto, ma come mosso da un grande orgoglio scuote la testa, riprende il centro del ring e inizia a combattere davvero, a restituire i colpi subiti. Certo favorito anche dalla scellerata gestione tattica di un Cagliari che forse pensava quasi di aver fatto suo l’incontro con quell’inizio scoppiettante, ma comunque sia la Fiorentina reagisce di rabbia, temperamento e grandi giocate, improvvise, convinte e viste davvero poche volte da molto tempo. Tello e Bernardeschi iniziano a mulinare le gambe con costrutto, Vecino dopo lo smarrimento iniziale trova la posizione e il passo per aggiungersi nella costruzione delle azioni offensive alternandosi a B.Valero, Kalinic si propone, Ilicic cerca il bandolo della matassa fra le linee della trequarti cagliaritana. Al 20° Tello ci crede, affonda sulla fascia e rientrando tenta il tiro, leggera deviazione su cui Kalinic si avventa come un falco in torsione e di testa insacca alla spalle di Storari. Il pareggio ha due effetti diametralmente opposti sulle squadre in campo. Il Cagliari incredulo continua a proporsi in avanti come il primo quarto d’ora quasi senza tener conto degli avversari, la Fiorentina invece sembra rinascere davvero e  in 15 minuti dal 26° al 40° segna altre tre volte, disintegrando la partita e tutte le certezze del Cagliari. Prima è Bernardeschi a trovare il vantaggio con un tocco sotto porta smarcato da una grandissima giocata da rifinitore vero di Nikola Kalinic, poi sei minuti dopo ancora Bernardeschi realizza forse il gol più bello in maglia viola. Da limite dell’area, dopo un’avanzata corale e centrale, esplode un sinitro terrificante dritto per dritto che si insacca all’incrocio dei pali. Otto minuti dopo è ancora Kalinic a chiudere i conti realizzando il quarto gol, sempre dopo una giocata dell’incontenibile Bernardeschi, che questa volta parte dall’esterno destro e si accentra, viene contrastato inutilmente da un difensore, la palla finisce sui piedi dell’attaccante croato che non controlla neanche e scarica una bordata di mezzo collo destro che s’insacca a fil di palo dell’incolpevole Storari. Partita che sembrava chiusa per la Fiorentina dopo neanche 10 minuti, ma che invece si chiude definitivamente per il Cagliari ancora prima dell’intervallo. Il secondo tempo è solo una passerella per la Fiorentina che prima trova il tempo di mettere davvero la parola fine al match ancora con Kalinic che si porta a casa il pallone con la sua tripletta dopo un gran cross di Tello al 53°, poi si distrae molto e forse troppo in difesa, subendo due gol dall’orgoglio ferito sardo, quasi in fotocopia. Da due calci da fermo, due angoli per l’esattezza, le marcature dei difensori viola sono tremebonde, con gli avversari che saltano indisturbati al centro dell’area mentre i difensori viola guardando più la palla che l’avversario lisciando il pallone e dando via libera ai gol. Da lì in poi la Fiorentina non affonda più il colpo, girando il pallone al largo, senza cercare ancora il gol ma non rischiando neanche più niente fino alla fine. Una vittoria bella e importante ma che non può essere certamente la risoluzione definitiva di tutti i problemi di questa squadra. Raddrizzare una partita così è comunque un segnale importante perché la gara era nata veramente sotto i peggior auspici, soprattutto come atteggiamento in campo. Qualcosa è svoltato, il pugile ferito questa volta ha reagito e alla grande, ma per migliorare davvero non dovrà più sbagliare l’approccio iniziale e prestare il fianco ancora agli avversari, e soprattutto dovrà da qui in poi cercare di far male per primo, imporre subito le proprie armi e fin dalle prossime partite. Sbagliare l’approccio alla gare quasi sempre in Serie A porta la sconfitta, a Cagliari fortunatamente è andata molto bene ma poteva non essere così. Comunque sia la Fiorentina di Paulo Sousa ha dato dei segnali importanti. Il Cagliari si presentava come una delle formazioni più in forma del campionato perché veniva da 4 vittorie in 5 gare con 9 gol realizzati e solo 3 subiti, c’era tanto timore in tutto l’ambiente viola di farsi male in terra sarda. Qualcosa forse sta cambiando, atteggiamento tattico a parte, sembra che la condizione fisica stia arrivando piano piano, a Cagliari abbiamo visto i calciatori più talentuosi molto più sciolti e lucidi, cattivi dopo lo svantaggio e finalmente anche decisivi nelle giocate non più fini a se stesse. Abbiamo visto la voglia di andare a far gioco nella trequarti avversaria e con tanti uomini, spesso tre uomini in area e dintorni, appoggiati da altri 2-3 elementi e non più dal solo Nikola Kalinic nel deserto delle aree avversarie. Forse è questo l’unico modo che ha la Fiorentina di giocarsi le carte che ha per questa stagione. Nessuna guarigione ne’ trionfalismi dunque, c’è molto da lavorare ancora, soprattutto sui calci da fermo nella propria area, perché se lavori a zona non puoi lisciare il pallone di testa, tantomento non fare marcature vere se lavori a uomo. Su quelle 2-3 situazioni Paulo Sousa deve registrare qualcosa (molto) perché prendere 3 gol simili facendo 5 gol in trasferta è quasi un peccato. Non sempre puoi fare 5 gol per vincere un incontro. Neanche il tempo di godersi la goleada in terra sarda che la Fiorentina di Paulo Sousa dovrà  poi tornare in campo nel turno infrasettimanale della 10ª giornata di Serie A, mercoledì sera al Franchi contro il Crotone, sconfitto dal Napoli in casa e desolatamente ultimo in classifica con un solo punto in nove turni.

 

Antonio Frati

4 commenti

  1. Grazie Giacomo, troppo buono. Continua a seguirci! A presto.

  2. L’ho scritto anch’io James che abbiamo giocato col 4-2-3-1, ma questo modulo passa velocemente al 4-3-3 o al 4-5-1 (per noi più spesso 4-1-4-1 in ripiegamento). Ma ripeto i moduli contano il giusto se non un cambio TOTALE di atteggiamento sul campo dei calciatori. Col Cagliari è andata molto bene sull’atteggiamento offensivo, male invece sulle situazioni da calcio piazzato. Oggi ho sentito Sousa dire che difendiamo a zona anche se non ci voleva una laurea per capirlo visto che marcature NON se ne vedono. Il problema di quando giochi a zona è che devi prendere il pallone. Se lo lisci come abbiamo fatto noi, becchi gol, SEMPRE. Ma mi devo fidare di chi fa il mestiere d’allenatore ovviamente e dice che per le caratteristiche dei giocatori che abbiamo (quindi non che sia meglio per lui), la marcatura a zona è la più giusta. Un motivo ci sarà, peccato che come sempre nessuno gli abbia chiesto di spiegarne meglio i motivi, a domande tecniche Sousa risponde sempre molto volentieri…la partita è girata, ma l’abbiamo fatta girare anche noi. Qualche merito in 5 gol in trasferta diamocelo sennò…saluti e alla prossima!

  3. Perfetta analisi

  4. Buon risultato anche se l’inizio è stato da brividi. A me pare che abbiamo giocato col 4-2-3-1 che non è il 4-3-3 che vorrei io con Borja-Sanchez-Vecino in mezzo ma è un buon inizio. Come hai detto tu, è solo l’inizio e domani va vinta in tutti i modi.

    La partita è girata quando da fallo laterale (…) Di Gennaro ha sbagliato il 2-0.
    Speriamo si sia ripartiti…

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