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Dopo Genoa-Fiorentina, un inaccettabile teatrino

L'allenatore Paulo Sousa in primo piano. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
L'allenatore Paulo Sousa in primo piano. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

di Antonio Frati | 16 dicembre 2016

Brutta sconfitta della Fiorentina nel recupero contro il Genoa al Ferraris. Brutta non tanto per il risultato (1-0 per i rossblu) che può anche starci dove hanno perso Milan, Juventus e Inter, ma per come è maturata. Ovviamente non esiste la controprova, ma forse la formazione iniziale mandata in campo da Paulo Sousa ha contribuito a restituire certezze al Genoa e a toglierne molte ai giocatori viola, apparsi un po’ spaesati. Trovarsi d’incanto Olivera e Milic sulla stessa fascia, farebbe sorridere se non fosse stato fatto davvero soprattutto col croato tenuto alto e l’uruguaiano a coprirgli le spalle. Zarate che non ha mai visto il campo dal primo minuto, buttato dentro solo in mezzo a tre centrali a fare il punto di riferimento spalle alla porta e senza nessun calciatore con doti offensive vicino, credo che non sia un errore ma nasconda anche altro. Tecnicamente e tatticamente non ha nessuna spiegazione (per chi conosce il calcio e Zarate intendo) e allora le ragioni vanno cercate altrove. Questo “altrove” sta già muovendo migliaia di dibattiti fra i tifosi viola, forse davvero spiazzati anche se non per la prima volta da Paulo Sousa. Sai di giocare contro una squadra che sa solo aggredire e pressare asfissiando il proprio avversario, per modulo e caratteristiche dei propri interpreti  il Genoa non sarà mai una squadra attendista, non può esserlo a partire dai propri difensori per finire agli attaccanti. La Fiorentina di Sousa ieri aveva quasi solo un’arma per contrastare questo tipo di squadra e cioè rifugiarsi nell’appoggio a Kalinic soprattutto dritto per dritto con Badelj (vista anche l’assenza di Borja Valero) per nascondere i propri limiti, minare le certezze del Genoa e far riprendere fiato alla manovra aggredita dal pressing genoano, cercarlo costantemente e subito. E’ vero che non è stato fatto solo per 15 minuti e per i restanti  45 della ripresa ovviamenti si, ma anche solo il fatto di aver sbagliato “concetto” tattico contro il Genoa che sai bene cosa farà, a me ha deluso parecchio sulle doti di Paulo Sousa come tecnico. Entrato il croato, Zarate aveva già ritrovato idee, passo e i movimenti che sa fare, Bernardeschi poteva muoversi di più anche avanzando col pallone, qualcosa era già stato rimesso a posto. Non è bastato purtroppo ad evitare una sconfitta che fa male, forse se la bordata di Zarate che si è stampata sulla traversa fosse entrata in porta per il pareggio, oggi l’ambiente sarebbe molto meno carico e ostile anche verso Sousa, ma anche questo purtroppo è il calcio. A volte il calcio ti da qualcosa come nella vittoria contro il Palermo sul finire dei minuti di recupero, altre volte ti toglie. Ma se inizi da solo a toglierti i pochi riferimenti che sei riuscito a costruirti seppur nelle difficoltà, perché augurarsi che sia la sorte a darteli? Di colpo sono state minate le due-tre certezze su cui poggiava tutta l’intelaiatura di questa squadra in campo, il perché lo si sia fatto secondo Sousa è per dar fiato a qualcuno visto anche gli impegni ravvicinati contro Lazio e Napoli, molti altri purtroppo sostengono che il tecnico l’abbia fatto di proposito, altri per semplice presunzione. Questo è il punto focale della discussione nell’ambiente viola dopo una sconfitta che a condizioni normali poteva anche non sorprendere visto che anche Milan, Inter e Juventus erano uscite sconfitte dallo stadio Ferraris, ma il solo fatto che si pensi ad altre situazioni che non riguardano il campo, fa pensare e tanto. Che una sconfitta su un campo difficile come quello del Genoa scateni un putiferio e mille discussioni vuol dire che c’è davvero qualcos’altro che si nasconde sotto. La classifica ad oggi è forse quella del valore reale di questa rosa, allora perchè tutto questo bailamme? Ripercorrere tutta l’epopea di Sousa a Firenze per me è stucchevole anche se molti ne avrebbero ANCORA bisogno per capire come si possa arrivare anche a queste situazioni che sono ai limiti del grottesco. Parlando tecnicamente è lampante che non abbia alternative per dare respiro ai titolari e proseguire sulle poche certezze trovate con questa rosa, basta un’assenza, una qualsiasi e di colpo l’equilibrio tattico frana completamente sciogliendosi come neve al sole. Kalinic non ha riserva, se vuoi far giocare Babacar devi cambiare completamente l’ assetto tattico, la fascia sinistra è una vergogna (non mi vengono altri termini se non più pesanti) anche nel campionato italiano forse più povero tecnicamente degli ultimi 15 anni. Ci sono calciatori da schierare per forza (per contratto alcuni) ma che spesso vengono usati anche male, i centrali difensivi giocano sempre e solo loro. Tolto l’inserimento di Chiesa (promosso dalla Primavera), questo allenatore non ha avuto NIENTE dal mercato, anzi gli sono stati tolti due titolari e non sono stati rimpiazzati da NESSUNO, ha dovuto ripescare qualche onesto panchinaro come Tomivic e schierare uno fra Milic e Olivera in un ruolo particolarmente difficoltoso in Italia come quello del terzino sinistro. E’ ovvio che Sousa NON PUO’ mandare in campo la formazione che ha iniziato contro il Genoa (a prescindere da ciò che non ha avuto) ma dovrebbe solo fare il meglio con quello che ha, ma neanche Corvino può permettersi di dire che se la gente non conosce Olivera, è un problema di chi non lo conosce. Al DS non è venuto il dubbio che molti lo conoscessero e magari avrebbero preferito un Archimede Morleo qualsiasi? Neanche il Patron Junior (Adv)  può permettersi quelle uscite dopo due vittorie faticose e di misura come contro Palermo e Sassuolo, la folle sconfitta di San Siro e dire ciò che ha detto. La sensazione più tremenda a cui è diffile anche credere è che Paulo Sousa avesse voluto dare un segnale proprio alla proprietà e su quelle dichiarazioni. Di colpo passare al 4-3-3 ma con quegl’interpreti visti a Genova almeno lo fa pensare, altrimenti il giudizio tecnico sarebbe imbarazzante. Qualunque sia il caso (errore tecnico o ripicca), una proprietà seria che presta attenzione ai propri soldi ed ha cuore il risultato sportivo (qualunque esso sia), ieri sera l’avrebbe esonerato anche dopo una vittoria, ma l’avrebbe fatto anche un mese e mezzo fa, a giugno e a febbraio, ne avrebbe accettato le dimissioni e non respinte per paura di restare con la faccia al vento. Solo che non interessa lo sport e ciò che fanno i propri stipendiati nel settore sportivo del proprio gruppo economico. Se tutto quello che hai messo su anche come investimenti non vale un esonero e circa 7-800 mila euro rimanenti da dare a chi esoneri, significa che non ti interessa davvero, anzi provi fastidio e non vedi l’ora di liberarti di tutto quello che hai messo su. Altre strade non ne vedo purtroppo, c’è chi dice che i DV vogliano passare di mano e stiano cercando la soluzione che porti finalmente all’approvazione dei progetti  per il nuovo stadio, per poi poter  vendere tutto il pacchetto completo ad una cifra molto più alta. Di sicuro tutto quello che è avvenuto nelle ultime tre grandi gestioni tecniche (stessi tristi epiloghi compresi) lo si spiega quasi solo così, con la voglia di vendere davvero. Altrimenti non si capisce come gente così potente economicamente si faccia prendere in giro pubblicamente dai propri tesserati, più volte e pesantemente, fuori e dentro il campo. Non puoi portare allenatori anche bravi, considerati persone perbene ed intelligenti fino a queste situazioni. Prima li stritoli se ti chiedono qualcosa di più (tre riserve normalmente deambulanti e non tre impediti a calcare un campo di calcio) in base alle TUE richieste di risultati e obbiettivi, ma poi li lasci liberi di sbeffeggiarti in pubblico quando hanno capito che non solo non avranno niente in più, ma che per quello che hanno chiesto gli verrà fatto terra bruciata intorno e creato tutti i teatrini dai soliti giullari di corte perché la gente inizi a stufarsi di loro e delle loro pretese (presunte). E’ ovvio poi che non tutti rispondono alla stesso modo, ci sono cervelli e stili diversi, ma fingersi sorpresi di quello che sta accadendo ancora oggi con Paulo Sousa, vuol dire non conoscere le dinamiche diaboliche del mondo del calcio, vuol dire dare ragione ai teatranti e ai loro servi di penna.  L’ho scritto due mesi fa, capiterà ancora, ci saranno ancora parole fraintese dai giornalisti (peraltro chiarissime invece), formazioni sbagliate, ruoli invertiti e altro ancora. Dispiace aver avuto ragione, ma era abbastanza evidente, certo non a chi crede che due vittorie di misura contro Palermo e Sassuolo ci avessero proiettato nell’olimpo del calcio italiano, ma a tutti gli altri si. Se non vuoi crescere, almeno frena la caduta verso il basso. Sempre se ti interessa davvero qualcosa di diverso dalla possibilità avuta dell’associare i tuoi marchi di fabbrica con Firenze.

Antonio Frati

Un commento

  1. Caro Antonio,
    sono sostanzialmente d’accordo con la tua analisi. La parte societaria è un grande dubbio e non la commento perchè siamo nel campo delle ipotesi.

    La parte tecnica mi vede d’accordo anche se Paulo Sousa ha secondo me molte più colpe e molti meno meriti di quanto lui stesso creda, dal modulo alla gestione allucinante dei calciatori, ai cambi che fa.

    Io credo che la società per trovare un minimo di tranquillità dovrebbe prendere un allenatore che veda Firenze come un punto di arrivo, non di partenza, altrimenti sarà sempre questa giostra.

    ciao,
    G.

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